Tempo di lettura: 12 minutiUltimo aggiornamento: 4 Giugno 2020

L’altro giorno è successo che ho dovuto cucinare. Di solito c’è chi cucina per me, bella la vita! Molto, ma il bello vero si vede quando per caso devo preparami qualcosa. L’altro giorno dunque all’ora del pasto ho seguito la classica dieta orientale, quella dove ti orienti verso il frigorifero. Ho rovistato, c’era ben poco, e mi sono ritrovata in mano un pezzo di merluzzo.

Dicamo che il merluzzo non è la cosa più semplice se non sai dove mettere le mani ai fornelli. D’altronde, se alla tua veneranda età non sai cucinare, mal te ne incolga. La faccio breve: mal me ne è incolto. Hai voglia a pomodorini, olio, erbette, code di pipistrello e formule magiche: era francamente immangiabile.

cozze
Cozze all’ouzo (liquore tipico) in Grecia

La cena disagiata è stata l’occasione per Federico, chef provetto, per sbertucciarmi ma anche per ripensare ai piatti buonissimi che abbiamo mangiato viaggiando. Quelli che ci hanno fatto esclamare ”WOOOOW”. Quelli indimenticabili. Li condividiamo con te e con la scusa facciamo un giro del mondo a tavola.

Ci è venuto fuori un menu da grasso grosso matrimonio greco, sei pronto col Brioschi? PS: Ci dispiace, ma astenersi vegetariani.

Il nostro Giro del mondo in 20 piatti

Giro del mondo: Antipasto

1. Il gnocco fritto modenese per iniziare

Per aprire la pancia quale migliore entrée del gnocco fritto mangiato a Modena? Un piatto all’apparenza semplice ma ricco di gusto (e calorie), che fa raggiungere il paradiso con i saporitissimi salumi locali. Non c’entra niente con lo gnocco di patate: questo è un impastone di farina, strutto e acqua gassata poi tagliato in rombi o rettangoli e fritto nello strutto di maiale. Una cosa leggera? Di sicuro buonissima.

Giro del mondo piatti tipici
Il gnocco smozzicato: non ho resistito nemmeno il tempo di una foto!

Dove: Bar Tiffany – via Canalino 58 – Modena.

Giro del mondo: Piatti unici

Se sei un patito del piatto unico, abbiamo due proposte culinarie.

2. Sushi nella futuristica e tradizionale Tokyo

Dire Tokyo è dire sushi, ovviamente, anche se noi italiani facciamo di tutta un’erba un fascio e chiamiamo così in generale le preparazioni giapponesi con pesce crudo. In ogni caso, a Tokyo il ‘sushi’ lo devi provare per forza, per la semplice ragione che lì stiamo proprio su un altro pianeta…

Futomaki, uramaki, sashimi, temaki… non farti mancare nulla, assaggia tutto perché la differenza con il tuo ‘susharolo’ preferito vicino casa c’è: sarà un’esperienza super. Ad esempio a me il sashimi, il pezzetto di pesce crudo da solo non piace molto, e invece a Tokyo… che delizia che era!

Giro del mondo piatti tipici
Sulla destra, l’unico pezzetto bianco, è il riso col polpo

Come il polpo crudo sul riso… Col polpo siamo decisamente obsessed, come scopirai tra poco, ma quel semplice affarino di due soli ingredienti è stata un’esplosione di sapori e dimensioni nuove per il palato.

PS: la cucina giapponese è anche tanto altro, e dopo lo scopriamo!

3. Ramen nella cosmopolita Berlino

ristorante Berlino
Ramen in quel di Berlino

Berlino è la patria del currywurst, che sicuramente ti consigliamo di provare come esperienza forte. Ma ora ci concentriamo su un piatto che dimostra il cosmopolitismo della capitale tedesca. Un ramen da paura gustato in un piovoso giorno di marzo in un locale accogliente, un po’ hipster e un po’ orientale, dalle parti del quartiere ggiovane e multiculturale della città: Kreuzberg.

Siamo abbastanza appassionati di ramen, il fumante brodo giapponese ricolmo di noodles e altre amenità (fettine di maiale, uova, alghe), e lo abbiamo provato un po’ ovunque: da New York a Roma e Milano, da Londra alla stessa Tokyo. Ebbene, questo di Berlino è quello che più ha assecondato il nostro palato con una bontà e un equilibrio di sapori davvero WOW.

Dove: Cocolo ramen X-berg: Graefestrasse 11 – Berlino – Germania.

Giro del mondo: Primo

4. Fettuccine rustiche nella Faggeta di Soriano nel Cimino

Per il primo piatto facciamo lo sforzo di inforcare qualcosa di molto rustico e potente per le papille gustative, in una location perfetta. Almeno per noi che amiamo gli alberi: il ristorante in questione infatti è immerso nella faggeta dei Monti Cimini, perciò saprà regalarti momenti culinari indimenticabili e indimenticabili passeggiate in un contesto naturale strepitoso, non da molto anche patrimonio Unesco. Tutti i piatti sono belli tosti ma dai sapori solidi, della terra e del bosco, tradizionali. Tralasciamo il resto a malincuore e ti segnaliamo le fettuccine ai funghi porcini, tra le più buone mai mangiate. WOW assicurato.

Faggeta Soriano nel Cimino
La Faggeta di Soriano nel Cimino in autunno

Consiglio: meglio fare prima l’escursione o il trekking, e solo dopo mettere le gambe sotto al tavolo. Se inverti l’ordine, rischi di fermarti alla prima salita!

Dove: Baita La faggeta – Località Soriano nel Cimino (Viterbo).

5. La delicatissssima Ciorbă rumena

La Romania offre una cucina poco sofisticata ma molto saporita. Io ho praticamente fatto indigestione di mămăligă (polenta) con la panna acida, ma siccome parliamo di primi ti suggeriamo la ciorbă. Una parola che fa un po’ ridere ma che indica una minestra acida a dir poco sostanziosa che sembra un po’ il nostro brodo (tanto per capirci) e che dentro puo’ avere vari ingredienti. Ad esempio verdure, limoni, panna acida, succo di crauti.

Giro del mondo piatti tipici
Qui una versione con fagioli, un po’ meno liquida

Viene preparata in tanti modi diversi, quella che a noi ha colpito è stata la ciorbă de perișoare, ovvero con polpette, ma è molto gettonata anche quella con la trippa. Delicatissima, direbbe De Sica. Sì, ma che gusto! La cosa fantastica è che portarti il tipico litro e mezzo di ciorbă in una scodella o in una zuppiera sarebbe troppo banale: te la portano all’interno di un cilindrone di pane, con tanto di coperchio (sempre di pane)! Anche l’occhio rustico vuole la sua parte, e qui ce l’ha.

Insomma, a parte che dopo ‘sta roba sei a posto 3 giorni, il gusto è indubbiamente tanto. Noi comunque abbiamo avuto il coraggio di prendere anche altri piatti. E tanti saluti al dietologo.

Dove: Crama Sibiană: Piața Mică 31 – Sibiu – Romania

La Ceaun – Strada Michael Weiss 27 – Brașov – Romania.

Giro del mondo: Secondo di pesce/molluschi

6. Come ti rendono fantastico pure il merluzzo, a Trieste

Ho fatto scempio di un merluzzo, che comunque amiamo poco, ma questo pesce ha delle potenzialità… ce lo hanno dimostrato ben due posti. Apriamo subito la porta in legno di una delle tipiche hosterie di Trieste, per trovarci in un ambiente rustico e infomale ma molto concreto. E concreto significa pochi fronzoli e tantissimo tantissimo gusto. Abbiamo mangiato alla grande ma il baccalà alla triestina, che abbiamo odinato quasi pentendoci, è stato la super star che ci ha sorpreso.

hosteria a Trieste
Merluzzo cucinato come si deve

Esistono varie versioni di questo piatto straordinario, un piatto povero della tradizione che prevede baccalà (che sarebbe il merluzzo salato), patate, acciughe, aglio, olio, prezzemolo e in questo caso anche polenta. Insomma, meno male che avevamo la macchina parcheggiata a 4 km, perché di sicuro il rientro a piedi ha aiutato la digestione, ma ci siamo leccati i baffi sopresi da tanta bontà. Certo, se il cuoco avesse visto il mio piatto dell’altra sera si sarebbe suicidato, ma per fortuna rimarrà per sempre all’oscuro…

Dove: Osteria de Scarpon – via della ginnastica 20 – Trieste.

7. Merluzzo chic & gnam a Málaga

Il secondo posto dove il merluzzo ci ha lasciato a bocca aperta è stato a Málaga. Ebbene, in un locale che è uno dei più quotati in città, ce lo hanno proposto con una marmellatina di peperoni. Non lo avevamo mai visto cucinato così, e forse questo ci ha invogliato a prenderlo, perché, ricordiamolo, non ci fa esattamente impazzire. E invece, sorpresa delle soprese: delizioso! E sono pure un po’ pentita di non aver fatto il bis!

Stavolta il sapore era delicato e sofisticato, il che ci dimostra come una cosa poco nobile come il merluzzo possa poi avere varie declinazioni. E che ogni tanto ”rischiare” culinariamente, non avere troppi pregiudizi, ti apre portoni e orizzonti gustativi nuovi. Insetti e ragni sono esclusi da questo discorso.

ristorante Malaga
Un merluzzo totalmente diverso da quello triestino ma delizioso. Che sorpresa!

Di questo locale troverete El Meson de Cervantes, El Tapeo de Cervantes, La Taberna de Cervantes. Noi siamo stati alla Vineria Cervantes, attaccata al Tapeo. Pare che siano tutti della stessa famiglia. In ogni caso, prenota mi raccomando e, se lo trovi in menu, prova il merluzzo con crema di porri e confettura dolce di peperoni.

Dove: Vineria Cervantes – Calle Carcer 10 – Málaga – Spagna.

8. Le cozze al grido di Valencia

Valencia ci ha offerto parecchie esperienze gustative, ma questa delle cozze è stata a 360 gradi. Intanto rientrava nel rito spagnolo del tapear, ovvero fare serata passando di locale in locale gustando varie tapas, cioè piatti in piccole porzioni in modo da poterne prendere tante.

Poi il locale, il bar La Pilareta, nel creativo Barrio del Carme, è storico, molto piccolo, caotico e vivace. Questo è il posto giusto per assaggiare la varietà di cozze valenciana, le clóchinas, piccole e succose. Purtroppo le trovi solo da maggio ad agosto ma se capiti a Valencia nel periodo giusto non te le perdere.

Giro del mondo piatti tipici
Una cozza, un’esperienza

L’esperienza più gustosa comincia quando ordini le cozze: l’omino dietro il bancone si gira e grida verso la cucina: “……Eeeenteeeroooo”! Che sarebbe il nome del piatto. Molto pittoresco! Quando arrivano le clóchinas, servite in un brodo speziato, vanno accompagnale con una cerveza o con un vermouth e… WOW!!

Dove: Bar La Pilareta – Carrer del Moro Zeit 13 – Valencia – Spagna

9. Il Calamaro filante a Naxos

La Grecia non può mancare in un menu di piatti ottimi. Infatti ti segnaliamo un calamaro ripieno col formaggio strabuono preso a Naxos città, sull’isola Naxos. Il locale era un po’ turistico onestamente, però alla fine si stava bene: vista porto, ombra e un po’ di brezza.

Il calamaro pesava tipo 3 kg, era enorme e per di più traboccava formaggio filante… Anche se lo preferisco semplice questo era straricco di bontà ed è rimasto nei nostri cuoricini affamati. PS: non posso però non segnalarti anche le cozze all’ouzo (il liquore tipico greco) prese sempre qui: deliziose e particolari.

calamaro e patate Grecia
In Grecia le porzioni non sono minimal

Dove: Meze 2 – Protopapadaki – Chora (Naxos città) – Naxos – Grecia.

10. Il polpo più sperduto del mondo sull’Isola Pasqua

Ok, per provare questo polpo (ammesso che lo facciano ancora) devi arrivare in uno dei posti più sperduti del mondo che è anche uno dei più suggestivi ed emozionanti: l’Isola di Pasqua. Come stai per scoprire, amiamo alla follia il polpo (poveretto) che non manca mai nelle nostre ordinazioni in Italia e all’estero. Non sempre siamo capitati al top, ovviamente, ma certe volte il palato e tutto il corpo hanno gridato WOW!

Sul’Isola di Pasqua è stato il wow più wow, forse aiutato dall’atmosfera tipicamente polinesiana e informale del locale. Come era fatto? In una semplice insalatona con la frutta dentro, un qualche frutto esotico locale che si sposava benissimo col polpo e che gli ha dato un sapore irripetibile.

ristorante Isola di Pasqua

Poi non so… forse ero così felice di essere su quell’isola, che avevo tanto sognato, che anche una bacca secca mi sarebbe sembrata una delizia da chef stellato!

Dove: Te Moana – Policarpo Policarpo Toro – Hanga Roa – Isola di Pasqua – Cile.

11. Il polpo pasticciato al lago di Bled

Il polpo preso a Bled era un mostro: in confronto il calamaro da 72 kg col formaggio di Naxos era un finger food. Forse il lago non è il posto migliore per ordinare polpo ma ti avviso: in questo caso vale la candela e l’esperienza è davvero strong. Una porzione-pirofila che abbiamo anche tentato di misurare a spanne, ripiena di polpo, patate, peperoni, pomodori, formaggio fuso e non so che altro. Ha richiesto a seguire un paio di grappe locali a testa ma ci ha dato tanta soddisfazione.

polpo al forno

Il bello è che in menu lo trovi alla voce ”Pescato con rete” invece che alla voce ”Piatti che saziano anche i più affamati”. Ho paura.

Dove: Ristorante Babji Zob – Cesta Svobode 8 – Bled – Slovenia.

12. Il polpo al pastis a Marsiglia

Altro polpo altra corsa, se un giorno questo mollusco sarà a rischio estinzione non potremo dirci innocenti! Siamo deboli, non possiamo resistere a un invito come ‘polpo alla fricassea‘ rivoltoci dal menu di un simpatico localino al porto di Marsiglia. Gente felice, suonatori di strada, venticello al profumo di salsedine, barche ormeggiate… e questo piatto arricchito col liquore locale, il pastis, la crema al peperoncino d’espelette e il riso basmati. L’estate sa essere magica.

polpo a Marsiglia
Un polpo eccezionale

Dove: La Galiote – 2 Place aux Huiles – Marsiglia – Francia.

Giro del mondo: Secondo di carne

13. L’anatra che non t’aspetti a Lubiana

A Lubiana abbiamo mangiato un’anatra da standing ovation. Anche perché è stata davvero una sopresa. Infatti l’abbiamo ordinata incuriositi dalle lodi che ne faceva la Lonely Planet, sennò chi l’avrebbe mai presa? Invece ringraziamo la nostra guida del cuore perché non esagerava affatto. Il piatto in questione era più precisamente un delizioso confit d’anatra con polenta e salsa alle amarene.

anatra alle amarene Lubiana
L’insalatina magari potevano risparmiarsela ma chiudiamo un occhio (e apriamo la bocca)

Ci siamo leccati i baffi per giorni, anche quando ormai la capitale della Slovenia era un ricordo. Ma non l’anatra. Il ristorante poi è nella zona turistica ma all’interno ha tanta atmosfera, molto intagrammabile e arredato con oggetti d’epoca in modo raffinato e chic.

Dove: Julija –  Stari Trg 9  – Lubiana – Slovenia.

14. Shabu shabu a Tokyo

Dicevo che il giappone non è solo pesce crudo e sushi, anzi la loro cucina, anche senza addentrarti in quella di livello alto (kaiseki, prima o poi voglio provarla), è molto varia. Alcune cose sono un po’ da coraggiosi, altre non sono il massimo (tipo il tofu… de gustibus!) ma quello che ci ha provocato l’effetto WOW è stato lo shabu shabu.

In pratica ti portano al tavolo una specie di pentolona colma di brodo (dashi) che rimane a sobollire sulla piastra che occupa parte del piano. Il brodo lo puoi arricchire come vuoi con varie verdure disponibili al buffet. Infine ti portano delle fette di carne sottili sottili, maiale o manzo a seconda di quello che scegli, e delle salsine, ad esempio agli agrumi o la ponzu.

shabu shabu

Dopo aver insaporito il brodo con le verdure (io le ho anche mangiate crude ma no, non te lo consiglio), passi al piatto forte, fortissimo. Prendi una fettina di carne rigorosamente con le bacchette e la immergi brevemente nel brodo. Poi la ‘pucci’ in una delle salse, e la porti alla bocca. Vette del gusto spaziali!! Alla fine, se ti hanno portato del riso, bisognerebbe bagnarlo col brodo rimasto e mangiarlo. Noi non ce l’abbiamo fatta, anche perché abbiamo ripreso la carne tre volte. Sai quando stai scoppiando ma dici: e quando mi ricapita?

Dove: Nabezo – varie sedi a Tokyo. Noi siamo andati al quartiere Shinjuku.

15. Parrilla no-veg alla Fin del Mundo

Purtroppo per la parrillada argentina non posso consigliarti un posto preciso perché la mia esperienza è un po’ datata, ma in generale dove l’ho mangiata sono rimasta soddisfatta. Ricordo però che a Ushuaia, in un localaccio self service davvero spartano, ho fatto il bis, il tris e il quatris sotto gli occhi allibiti dei camionisti di passaggio…

giro del mondo piatti tipici
Di questi rotoli ne avrò presi 4 o 5, piu’ il resto. Il self service è tremendo

Ma cos’è la parrilla? E’ un tipo di asado, il piatto tipico del Paese che consiste nella carne cotta alla brace in vari modi. Uno è la parrilla, ovvero alla griglia. Possiamo definirlo un barbecue, di varie misure e forme, e con tanti tagli diversi. Sarà come viene trattata la materia prima, saranno i condimenti, sarà la composizione della brace ma il risultato è una grigliata WOW! D’altronde la carne è quasi un sinonimo di Argentina. In particolare ricordo certi rotoli cotti nella stagnola che erano la fine del mondo. A Ushuaia, fin del mundo, non poteva essere altrimenti!

Dove: ho provato a cercare il ristorante on line, anche sulla mappa, ma nada. In ogni caso, la parrillada in Argentina devi provarla!

Giro del mondo: Contorno

16. Manteniamoci leggeri con la verdura a Matera

Per riprenderci dalle fatiche culinarie, è ora della verdura! Torniamo in Italia, a Matera, dove abbiamo fatto centro ordinando la cicoria con purea di fave e peperone crusco (e crostoni di pane per alleggerire), tipico del luogo. Piatto rustico e consistente ma che ha portato a livelli di sapore e gusto davvero superiori un semplice contorno.

giro del mondo piatti tipici
E lo chiamano contorno…

Dove: La Latteria – via Emanuele Duni 2 – Matera.

Giro del mondo: Dolce

17. Apfelstrudel con vista ad Alp Grüm

A questo punto siamo appanzatissimi ma per il dolce lo spazio c’è sempre. Se poi si parla dello strudel di mele divorato vista montagne innevate lungo il percorso del Trenino rosso del Bernina… beh quel posto va trovato di sicuro!

Il momento ultraterreno è avvenuto alla fermata Alp Grüm, dove c’è un rifugio affacciato sulle Alpi e il ghiacciaio del Palü. Bene, forse giusto Tolkien, che nel Signore degli Anelli ci ha fatto sognare con descrizioni mozzafiato, potrebbere dare l’idea del paesaggio. Mentre non so chi potrebbe farti assaporare virtualmente la bontà della sfoglia, delle mele calde, dell’uvetta e del gelato alla vaniglia squagliato sopra! Noi ci abbiamo provato, ma il consiglio è di andare personalmente, anche perché un giro sul Trenino rosso è tutto una meraviglia. Infatti ci abbiamo scritto una guida dettagliata.

giro del mondo piatti tipici
Il momento perfetto

Dove: Rifugio Alp Grüm – Trenino rosso del Bernina – Svizzera.

18. Il ‘Diplomatico’ con la Kremna Rezina di Bled

Sulle sponde del meraviglioso lago di Bled hanno inventato un dolce che ricorda molto un enorme diplomatico, che sarà pure la pastarella da anziano, quella che nel vassoio domenicale avanzava sempre, ma a me è sempre piaciuto assai. La Kremna Rezina però, una mattonella di 7 cm x 7 di pura goduria, è senza liquore e con quintali di crema alla vaniglia e panna. Dopo averla mangiata e aver provato la vera bontà, andrai in picco insulinico tale che avrai l’energia per fare il giro del lago di corsa!

kremna rezina

Dove: Slaščičarna Zima – Grajska Cesta 3 – Bled – Slovenia.

Giro del mondo: Caffè

19. L’espresso più buono a Málaga

Nonostante i tantissimi caffè storici in Italia, Paese cultore di questa bevanda, un espresso memorabile lo abbiamo gustato a Málaga, in un localetto giovane e moderno nel quartiere artistoide e in ascesa Soho. Al Santa Canela Cafè ci è capitato un caffè dal gusto morbido e rotondo dal sapore unico. Praticamente anche prima di andarcene via l’ultima cosa che abbiamo fatto è stato sorbirci una tazzina, ad occhi chiusi per assaporarne tutti i sentori e i profumi, pensando a una città da cui non ci aspettavamo chissache e che invece ci ha dato tanto.

caffè a Malaga
ll caffè è stra top ma anche i dolci non sono male

Dove: Santa Canela Cafè – Calle Tomás Heredia 5 – Málaga – Spagna.

20. L’espressone alla menta a Padova

Il caffè più particolare invece lo abbiamo provato a Padova, allo storico Caffè Pedrocchi. Il Pedrocchino è un espresso un tazza grande con una delicata emulsione di panna e menta: magari non perfetto a fine pasto ma ottimo a qualunque altra ora del giorno e della notte. Una delizia totale anche per chi come noi il caffè lo prende amaro. Ogni volta che siamo capitati a Padova, è stato una tappa fissa e goduriosissima.

Pedrocchino caffè in tazza
Pratiacamente un’opera d’arte

Dove: Caffè Pedrocchi – via VIII febbraio 15 – Padova.

Giro del mondo: L’ammazzacaffè definitivo in Abruzzo

Per digerire tutto ciò, e concludere il nostro giro del mondo, niente di meglio di una genziana, l’amaro che si beve in Abruzzo ma che anche a Roma va alla grande. Un po’ di amaro per stimolare i succhi gastrici e ora a te la decisione: una bella passeggiata per aiutare la digestione, o una bella pennica meditativa?

Noi ci vediamo al prossimo viaggio! Burp!

Simona

PER SAPERNE DI PIU’ SUI POSTI CHE ABBIAMO TOCCATO IN QUESTO GIRO DEL MONDO A TAVOLA:

18 cose da fare per vivere Tokyo alla grande

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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