Tempo di lettura: 5 minutiUltimo aggiornamento: 3 Marzo 2021

Fin da piccola uno dei posti che mi hanno incuriosito di più è il Lago di Loch Ness. Ho sempre amato il mistero, le cose inspiegabili, le investigazioni… e ovviamente le esplorazioni! Forse anche per questo amo viaggiare: la scoperta è sempre stata per me la più grande molla per vincere ogni pigrizia.

Loch Ness da questo punto di vista è perfetto: è un bel lago (altra cosa che adoro) scozzese (altra ‘altra cosa che adoro’), e attorno alle sue acque e alle sue sponde aleggia un mistero che ancora oggi rimane affascinante nonostante la razionalità e la scienza ci diano le loro risposte.

Loch Ness

Parlo ovviamente della leggenda del Mostro di Loch Ness.

Andiamo dunque a scoprire questo bellissimo lago e il suo sfuggente abitante!

Dove si trova Loch Ness e significato del nome

Innanzitutto il lago di Loch Ness si trova nelle mitiche Highlands scozzesi, nella valle Great Glenn a poca distanza dalla città di Inverness. In effetti basterebbe dire Loch Ness, perché ‘Loch’ in scozzese significa proprio lago. Quindi Loch Ness significa semplicemente Lago Ness.

E come tutte le Highland che si rispettino, Loch Ness è spesso avvolto da nebbia e bruma e in generale da quel mood un po’ cupo e riflessivo che io personalmente trovo molto potente.

Il lago mi ha sorpreso per le sue dimensioni, non me lo aspettavo così vasto, ed è anche alquanto profondo. Inoltre è circondato da alte e aguzze montagne, col risultato che i panorami che offre sono superfotogenici.

Loch Ness

Il mostro di Loch Ness leggenda

Secondo un’antica leggenda, nelle profonde acque del lago scozzese vivrebbe un mostro inafferrabile, che viene direttamente dalla preistoria. Ha anche un nome: il famoso mostro di Loch Ness si chiama Nessie. Ormai c’è del vero affetto nei suoi confronti da parte della comunità locale e di tantissimi appassionati, curiosi, scrittori, scienziati, misteriologi e ‘Giacobbi’ vari. E anche degli scettici, spesso altrettanto coinvolti dei ‘fan’.

Io credevo che fosse una specie di dinosauro o lucertolone acquatico (cosa ho appena detto?) ma in realtà si suppone che possa essere un plesiosauro o un elasmosauro (what?) e non un brontoasauro, che era un animale di terra. Per essere precisi, poi, i rettili marini non sono dinosauri.

A parte questi dettagliucci pratici, quello che conta è che ogni tanto qualcuno afferma di averlo visto e addirittura fotografato, ma in realtà non ci sono prove della sua esistenza e della sua sopravvivenza ai tempi nostri.

Anzi, la famosa immagine che ritagliai e conservai da bambina, affascinata, è – ovviamente – un falso. Ovvero, ritrae la più classica delle sagome di cartone attaccata a un sottomarino. Eccola, è la famosissima ‘Surgeon’s Photo‘, scattata nel 1934 da R.K. Wilson:

Nessie

Prima dicevo la sopravvivenza di Nessie: sì perché questo timido ‘brontosauro’ dovrebbe essere millenario, stando al primo avvistamento che risale addirittura al 564 d.C. da parte del monaco irlandese San Colomba. Pare che il frate sia riuscito poi anche a rispedirla nelle profondità del lago grazie a ferventi preghiere, ma purtroppo la ”selvaggia bestia marina” (così descritta) si era già pappata un uomo.

Sembra proprio un mistero per River Monster (conosci il programma di DMAX dove si va in cerca di mostri acquatici aggressivi?)! Il problema è che Jeremy Wade va a pesca solo di pesci, forse per questo il mistero è rimasto tale…

In ogni caso pare che Nessie dopo l’incontro con San Colomba ci dormì su per secoli, per poi venire risvegliata (eh sì, per me è femmina) nel 1933 dai lavori per la strada A82 che circonda il lago. Gli avvistamenti da quel momento si moltiplicarono, attualmente sono un migliaio, anche se probabilmente (mi è scappato un probabilmente?!) furono più trovate pubblicitarie per attirare turisti e curiosi.

Nessie

Effettivamente non ci sono prove scientifiche della reale presenza del mostro, nonostante sia stato cercato con vari mezzi: sonar, sommergibili e battute di ‘pesca’ con esche di diversi tipi.

Fatto sta che ancora oggi in tanti credono all’esistenza di Nessie, che sia un brontosauro ormai millenario o l’evoluzione di una specie preistorica. Addirittura c’è un Registro per gli avvistamenti del mostro di Loch Ness dove condividere il proprio eventuale incontro.

Io ammetto di non aver visto nemmeno una piccola gobba né nulla di simile. Solo parecchi moscerini, ovvero gli Highland midge: la piaga dei loch scozzesi tra giugno e agosto, più reale del reale…

Tuttavia il fatto che poco sopra mi sia scappato un ‘probabilmente’ mi fa pensare che in qualche modo dentro di me mi piaccia ancora crederci…

strada scozzese

Cosa vedere al Lago

Se Nessie non esiste, il suo mito è vivo più che mai e ovviamente è anche la maggiore attrazione del posto.

  • Infatti il Loch Ness Centre and Exhibition ha come logo proprio il mostro, e oltre ad approfondire la geologia del lago ha anche una parte molto ampia su Nessie.
  • Per i bambini poi c’è Nessieland, un vera cafonata ovvero parco giochi dedicato.
  • Senza contare il merchandising a tema, che è sterminato ma – ammettiamolo – alla fine anche molto divertente.
  • Divertenti, o comunque un’occasione per scoprire il lago dalle sue acque, sono le tantissime crociere per ”avvistare” Nessie, che si fanno in primavera-estate.

Loch Ness

  • Ma Loch Ness è molto più di tutto ciò. Anche io ci sono andata attratta dal mistero e con il segreto desiderio di avvistare la gobba di Nessie. Invece ho scoperto un lago suggestivo e affascinante tra l’altro dotato anche delle rovine suggestive di un castello a picco sulle acque: Castle Urquart. Tra queste pietre si respirano ancora i 1000 anni di storia che hanno attraversato, immerse nelle atmosfere medievali e cavalleresche più pure.

Pare che qui San Colomba operasse i suoi miracoli, e che da qui i MacDonalds Lord of the Isles lottassero con la Corona per il potere. Per quanto riguarda noi, più banalmente dalla Torre Grant ammiriamo il panorama per niente banale che si estende meravigliosamente a quasi tutto il lago. Inutile dire che le foto si sprecano.

  • Si sprecano anche, a Loch Ness, le opportunità per fare camminate naturalistiche o vere e proprie escursioni e trekking in paesaggi da favola. Qualche nome che possa esserti di spunto: la cascata di Foyers, la Valle di Sratherrick, la meravigliosa valle Glen Affric.
  • Ovviamente anche la pesca è un’attività gettonata, d’altronde siamo in Scozia, una delle patrie della pesca a mosca (anche se ci sono teorie che se la siano inventata i soliti romani, e può ben essere in effetti che l’abbiano poi esportata Oltre Manica). Prima di ogni pescata però informati bene sui permessi
  • Infine ci sono diversi centri che meritano una visita, come Dores, Drumnadrochit e la stessa Inverness.

Lago Loch Ness come arrivare

  • Il modo migliore per arrivare al Lago di Loch Ness da Edimburgo (e in generale) è noleggiare una macchina. Da Edimburgo a Loch Ness sono circa 3 ore e mezza (169 miglia tramite la A9), mentre da Inverness è una mezz’ora (14 miglia). Se puoi, ti consiglio di pernottare proprio qui, nella ‘Capitale delle Highlands’.

Altra buona base per il Lago Lochness è Fort Augustus, situata all’estremità Sud, da dove partono anche molte crociere sul lago.

  • Se non ti garba l’idea di guidare a sinistra, puoi prendere il treno o l’aereo che collega Edimburgo e Inverness e da qui uno dei bus locali oppure scegliere un bel tour organizzato. Muoversi con i mezzi pubblici per conto proprio infatti è decisamente scomodo perché i collegamenti sono poco pratici.
  • Per questo puoi pensare di approfittare di uno dei tanti tour che partono da Edimburgo, giornalieri o magari più rilassati di 2 giorni. I tour partono anche da Glasgow. Sacrificherai un po’ di libertà a favore del non dover pensare a nulla. A volte si tratta della soluzione più pratica, perciò non la scarterei a priori, ad esempio per Stonehenge ho fatto proprio così. A te la scelta dunque…

E se incontri Nessie, faccelo sapere!

Al prossimo viaggio

Simona

EXPLORE. DREAM. DISCOVER.

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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