Tempo di lettura: 5 minutiUltimo aggiornamento: 14 Luglio 2021

Non so te, ma io sono convinta che spesso le cose belle siano inaspettate e incredibilmente a portata di mano. O anche di piedi, come la deliziosa e poco conosciuta bellezza laziale di cui ti parlo oggi, che si guadagna camminando. Ma non preoccuparti: i laghetti di Percile si raggiungono in modo molto facile e poco faticoso, perciò sono perfetti per una gita domenicale rilassata, anche con i bambini.

Laghetti di Percile

Dove si trovano i laghetti di Percile

I laghetti di Percile, o per essere più precisi i Lagustelli di Percile, come li chiamano in zona, si trovano nel Lazio a 60-70 km da Roma. Fanno parte del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, un’area protetta ricca di 200 km di sentieri e percorsi alcuni adatti anche alle joelettes.

Laghetti di Percile mappa:

Non solo: vicino ai lagustelli di Percile ci sono anche altre cose da vedere, dalla medievale Orvinio al delizioso paesino di Percile, dalle vestigia romane della Villa di Orazio al Ninfeo degli Orsini con la fonte Bandusia citata dal poeta latino.

Il percorso per arrivare ai lagustelli di Percile

Per arrivare ai lagustelli basta una tranquilla camminata lungo una carrareccia con poco dislivello. La strada si snoda tra boschi, bei panorami sui monti in lontananza e pratoni dove pascolano i cavalli.

Il percorso (segnavia 307) si può prendere dal centro di Percile a piedi oppure salendo in macchina sulla sterrata fino alla Tenuta Lago (Rifugio Porcarola). Da qui si prosegue solo a piedi: superato un cancelletto pedonale, imbocchi la stradina a sinistra e in 1,8 km sei a destinazione.

Noi per complicarci un po’ la vita abbiamo pensato bene di intraprendere il sentiero dopo aver già scarpinato tutta la giornata. Infatti avevamo prima visitato Orvinio, che ha un castello superbo anche se purtroppo non visitabile e un forno pizzeria che è la fine del mondo. Quasi dimenticavo: eravamo andati lì per raggiungere gli affascinanti resti dell’Abbazia di Santa Maria del Piano (ma anche per la pizza bianca, ammettiamolo)!

cavalli

Le rovine le abbiamo raggiunte, ma non prima di esserci fidati della strada decisa da Google invece dei cari vecchi e banali segnali stradali presenti in paese. Risultato: abbiamo allungato di circa 6 km e qualche salita, ragion per cui tornati a Orvinio c’eravamo già fatti più del doppio della strada prevista (10 km invece di 4).

Al che si erano fatte le 4 del pomeriggio, alle 5.44 era previsto il calar del Sole e quindi… che fai, non vai a vedere anche i lagustelli? Certo che sì! Ovviamente di corsa per evitare di rientrare col buio! Le nostre povere gambette a questo punto hanno capito che per loro non si metteva benissimo.

Parco Monti Lucretili

Eccoci quindi impegnati in una specie di maratona, interrotta giusto da qualche sosta-foto, col desiderio di arrivare quanto prima ai lagustelli. Per fortuna il sentiero è praticamente in piano! Ed è anche molto godibile tra alberi contorti e muschiosi, cavalli al pascolo e odore di selva. Per me che ho sempre il naso tappato, quando sto nei boschi e sento qualcosa è pura goduria.

A proposito di effluvi: per citare una ragazza di nobile nascita che abbiamo incrociato sul sentiero, qui ”l’unica costante è la XXXX”. Noi non la definiremmo l’unica costante ma sì, è abbastanza pieno di cacche. Comunque facilmente aggirabili, non peggio di molti marciapiedi cittadini…

Il Lago Fraturno

Dal Rifugio Porcarola come dicevo in meno di 2 km si giunge ai lagustelli. Il primo, il Lago Marraone, è il più piccolo dei due e si trova una ventina di metri più in basso rispetto alla strada. Alcuni cartelli avvisano che ci sono le sponde del lago ma che occorre molta attenzione perché sono scivolose e ripide, e anzi avvertono di non sporgersi. La vegetazione è fittissima quindi il lago, che si trova in una dolina, una specie di ‘pozzo’, non lo abbiamo neanche scorto. Vista l’ora poi, ci siamo concentrati sul secondo e più grosso, il Lago Fraturno.

Laghetti di Percile

Appena lo abbiamo avuto davanti siamo rimasti meravigliati da tanta bellezza che onestamente non ci aspettavamo. L’ora era anche giusta: la gente era andata via e il Sole stava per tramontare. La golden hour esaltava le sfumature dorate e multicolore di salici, pioppi, canne palustri e della varia vegetazione tutto intorno.

La cosa più incantevole erano i riflessi, perfettamente nitidi, colorati e… tanti! Rendevano il vero senso di quando diciamo ‘specchio d’acqua’, perché il lago sembrava proprio questo.

Il Lago Fraturno è molto particolare anche perché ricorda un po’ i laghi alpini, a noi ha fatto venire in mente Carezza (con tutte le ovvie differenze: Carezza non si batte! O forse sì, ‘spetta: leggi la nostra ”classifica” degli 8 laghi piu’ belli visti in Trentino + 2 veneti). Dato che invece si trova negli Appennini si tratta di qualcosa di veramente sorprendente, infatti i due laghetti sono tutelati come riserva integrale in quanto zona umida di importanza internazionale.

Noi il Lago Fraturno ce lo siamo goduto facendo un giro intorno e un po’ di foto. Purtroppo non avevamo tempo di salire alle rovine Morella (o Castel del Lago) tramite il ripido sentiero (307B) che si prende dalle sponde. Pare che dai ruderi il panorama sia magnifico.

Albero Laghetti di Percile

Poi ci siamo finiti il caffè che ormai ci portiamo sempre dietro, in un thermos, insieme a una fetta di torta – il tutto by Federico. Avvolti dal silenzio e dai profumi del bosco, abbiamo ammirato lo spettacolo degli alberi e del cielo raddoppiati e capovolti nell’immobile Fraturno… beh, è stato un gran bel momento di pace e bellezza.

Così abbiamo anche raggranellato lo sprint per affrontare il rientro. Come ho detto la strada è assolutamente tranquilla ma era già l’imbrunire e, per non riprendere col buio la macchina parcheggiata sulla carrareccia, siamo andati di buon passo. Ignorando le parolacce lanciate dalla povere gambe, ormai a macinare il 21mo km…

Consigli per una giornata ai Laghetti di Percile

Come arrivare. Parcheggio. Il percorso per arrivare ai laghetti di Percile si può prendere a piedi dal paese, allungando quindi di circa 5 km (e altrettanti a tornare), oppure in macchina proseguendo dalla strada asfaltata su una carrareccia bianca, in molti punti stretta, fino al Rifugio Porcarola. Il sito del parco lo chiama Azienda Lago e secondo loro puoi parcheggiare qui. Secondo noi, vale solo se arrivi presto: c’è un po’ di spazio per qualche macchina ma poche. Infatti tante auto le abbiamo viste buttate lungo la sterrata, che così veniva ridotta a uno stretto passaggio.

Laghetti di Percile

Il nostro suggerimento è di lasciare l’auto: 1) in paese 2) allo spiazzetto panoramico L’Aquila quasi all’inizio della carrareccia (risparmi circa 2 km a piedi ad andare e altrettanti a tornare) 3) lungo la strada dove trovi un buco. Noi alle 16 di una domenica di febbraio abbiamo trovato ancora parecchie macchine sul ciglio e tanta gente a piedi con bambini e cani su una strada dove ci passava una sola macchina. Insomma non è proprio agevolissimo e in certi orari secondo noi rischi anche di non trovare posteggio.

Cartelli ambigui. Arrivati ai lagustelli troverai un bivio tra la strada che prosegue dritta e un’altra strada che scende sulla destra. Un cartello mette una freccia in giù con l’indicazione Lago 0,1 km, e una freccia in su con scritto Lago 1,1 km. Noi volevamo lanciarci sul sentiero dei 100 metri, ma il cartello era ambiguo e infatti lo avevamo interpretato un due modi diversi. Alla fine abbiamo preso la strada in giù e posso dirti che invece è quella lunga 1 km e 100. Inoltre il cartello pare indicare due laghi, mentre si tratta sempre del Fraturno, che puoi raggiungere da entrambi i percorsi.

Albero Parco Monti Lucretili

Abbligliamento: ovviamente servono abiti sportivi, non necessariamente da trekking ma sicuramente comodi. Noi siamo andati agevolmente in jeans e scarpe da ginnastica, parecchie persone le abbiamo viste vestite più tecniche ma questo percorso è davvero tranquillo.

Cibi e bevande. lasciato Percile non c’è nulla se non la natura. Se quindi non hai voglia di cacciare della selvaggina (orrore!) o raccogliere bacche e radici, portati da casa panini, snack, frutta o quello che ti pare. E acqua. E magari un telo per sederti/stenderti. Noi al lago non abbiamo visto tavoli quindi la situazione è spartana.

Buon divertimento!

Simona

EXPLORE. DREAM. DISCOVER.

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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