Tempo di lettura: 7 minutiUltimo aggiornamento: 27 Aprile 2021

Per visitare La Scarzuola bisogna tenere a mente 2 parole chiave: follia e libertà. Ovvero la follia e la libertà di essere se stessi, fuori dagli schemi prefissati. Un po’ folle e un po’ libero è stato Tomaso Buzzi, l’architetto che ha progettato e realizzato la Scarzuola, uscendo dalle ”solite” architetture aristocratiche e borghesi a cui era abituato. E quantomeno folle è suo nipote Marco Solari, che ne ha raccolto l’eredità finendo l’opera e diventando guida per i visitatori in un viaggio davvero atipico. Ma di questo parliamo dopo, ora andiamo innanzitutto a scoprire cos’è La Scarzuola.

La Scarzuola

Cos’è La Scarzuola

La Scarzuola è una località rurale in Umbria famosa per il convento fondato da San Francesco d’Assisi e per la strana ‘città’ inventata dall’architetto milanese Tomaso Buzzi.

Iniziamo da San Francesco: si narra che il santo poverello piantò qui un cespuglio di lauro e uno di rose, e come ulteriore risultato ne sgorgò una fonte d’acqua terapeutica. Francesco allora costruì una capanna con un’erba palustre detta Scarza, che poi diede il nome alla località. Per ricordare la circostanza, i conti di Masciano costruirono una chiesa e poi un convento. A metà del 1900, Buzzi ne acquisì la proprietà.

Convento Scarzuola

Nella piccola valle dietro al convento progettò e realizzò la sua città, la città buzziana. Sotto forma di una specie di scenografia teatrale, la concepì come una antologia in pietra che riassumesse tanti posti diversi accomunati dalla spettacolarità, dalla grandiosità, dal mistero e dall’esoterismo.

Buzzi si ispirò a Villa Adriana, a Villa D’Este e a Bomarzo per realizzare una vera macchina scenografica, come dimostrano le scene teatrali che ne fanno parte e che culminano nell’Acropoli dove sono affastellati 7 edifici simbolici: le Piramidi, il Partenone, il Colosseo, il Pantheon, la Torre dell’Orologio di Mantova, la Torre dei Venti di Atene e il Tempio di Vesta di Roma.

La Scarzuola Acropoli

Costruzioni che rimandano agli archetipi, ai simboli, a un mondo onirico, magico e surreale. E che, seguendo il neomaniersimo, Buzzi ha riempito di scale strane, sproporzioni fra i volumi, affastellamenti e mostri. Tutto condito con una simbologia collegata alla religione e al paganesimo, alla massoneria e alla psiche, realizzando così un percorso mistico-esoterico.

La Scarzuola

Il complesso segue la forma della spirale ed è concepito come un viaggio iniziatico alla scoperta di sé: si attraversano le nere profondità dell’inconscio tramite le figure della città che rappresentano vari aspetti della psiche e si giunge a rinascere nell’Acropoli che simbolegga la piena realizzazione del sé.

Il percorso magico-iniziatico della Scarzuola: conosci te stesso

Il percorso inizia dal sagrato erboso antistante il Convento, la parte sacra della Scarzuola. La Chiesa si può sbirciare solo da fuori, poi inizia il giro vero e proprio, dal giardino dove ogni possibilità è pensabile. Infatti Buzzi concepì 3 porte perché ogni viaggio iniziatico inizia simbolicamente da una soglia. Noi non abbiamo possibiltà di scegliere quale prendere, è il nipote di Buzzi a guidarci. Capiamo subito che il tipo è folle e sui generis, come dicevamo prima.

simboli La Scarzuola

Se siete normali, non venite“: ecco la sua sintesi di come va approcciata la visita alla città buzziana. In modo da provare a capirla, così straripante di metafore, concetti, rimandi, allusioni, simboli e misteri, o quanto meno da ricevere il suo messaggio. Per farlo, occorre essere aperti di mente, abbandonare i pregiudizi, ragionare, assorbire e lasciarsi trasportare dalle frequenze delle pietre: la città buzziana, ci spiega Solari, è fatta tutta di tufo e ognuna ha la sua vibrazione in base anche alla posizione in cui è messa.

La Scarzuola

In definitiva, dobbiamo essere anche noi un po’ folli. Ognuno può vederci il proprio ma per noi è questo il messaggio finale della Scarzuola: quello di essere ‘pazzi’ in un mondo che ci dà tante opportunità di essere noi stessi e liberi, ma che spesso ignoriamo a favore di un comodissimo, pigrissimo e facilissimo conformismo.

Bisogna essere un briciolo folli per essere se stessi, e Steve Jobs non è stato il primo a lanciarci l’invito a ‘stay foolish’. Se vogliamo anche lo stesso Solari ci sprona in questo senso, probabilmente pensando che in pochi abbiano le capacità, lo spirito e la voglia di recepire il messaggio. E anche se spesso il proprietario de La Scarzuola prende una deriva che arriva al complottismo… il succo rimane quello: ci serve della sana follia.

La Scarzuola

Ci lamentiamo continuamente della nostra epoca, ma quando nella storia umana abbiamo avuto la possibilità di scegliere davvero di seguire noi stessi, i nostri desideri e le nostre attitudini? Secondo me mai. Allo stesso tempo però siamo in un’epoca di grandi standardizzazioni, della società di massa, delle grandi manipolazioni. Sta a noi mantenerci il più folli e il più noi stessi possibile.

Per fare ciò, è importante conoscere noi stessi, altro invito che risale alla notte dei tempi. Proprio questo viaggio alla scoperta delle nostre personali profondità è il senso del viaggio esoterico-iniziatico concepito da Buzzi.

Il percorso: cosa vediamo?

Ma torniamo a noi. Dal giardino a fianco del Convento in pochi passi ci si apre davanti con effetto sorpresa il Teatro all’Antica. Ci sono anche il Teatro dell’Arnia con le sue api simbolo sia massonico sia di Buzzi (il ronzio delle api al lavoro si chiama buzzicare e Buzzi… buzzicava con il cervello!), e l’Acropoli e i suoi edifici affastellati, dal mood decisamente escheriano con tutte quelle scale senza senso.

La Scarzuola

Al centro del teatro c’è un enorme occhio che è il Terzo occhio, la Coscienza consapevole, la cui pupilla è uno specchio che riflette il mostro che gli sta dritto di fronte. L’occhio è uno dei tanti elementi simbolici ricorrenti nella città buzziana.

Proseguendo incontriamo la Torre del tempo e dell’Angelo custode: ricca di simboli, la cosa che più colpisce è l’orologio spiraliforme, che contrappone il tempo standardizzato dell’orologio classico a quello fluido dell’infinito che si ripete. PS per la fisica quantistica il tempo non esiste… C’è qualcosa di più affascinante?

Torre dell'Orologio La Scarzuola

Subito dopo, la Grande Madre, o la Gigantessa, è decisamente particolare. Una donna senza braccia né gambe né testa, rappresenta il ‘luogo’ che, come dice Solari, è femminile. Ai suoi lati due porte piene di simboli che rimandano alla Scienza e alla Tecnica da una parte e all’Arte e alla Fantasia dall’altra.

Tra edifici e pergolati si giunge poi alla Balena di Giona, attraverso la cui bocca bisogna passare per uscire in un altrove. Come fosse un’ulteriore prova per il viaggiatore alla scoperta della propria anima, che in qualche modo viene a rinascere. E in questo caso riemerge, passando metaforicamente nel buio ventre dell’animale, ovvero della propria ignoranza, nel Teatro Verde, un prato ampio e illuminato dalla luce del Sole.

La Scarzuola

Il percorso prosegue: attraversando la Torre della Solitudine e della Meditazione e salendo una gradinata con colonne che è la Scala della Vita, si passa a un’altra Porta, quella dell’amore, dove possiamo leggere: ‘Amor vincit omnia’.

A questo punto ci troviamo di fronte al Tempietto di Flora (dea della primavera) e Pomona (dea dei frutti), un edificio delizioso che rappresenta la Natura che si rinnova.

Teatro Verde

Dopo una marea di foto al suggestivo tempietto corriamo appresso al Solari che nel frattempo è andato avanti col gruppo e raggungiamo il Teatro Acquatico, una specie di vasca con ninfee dove si specchiano il Teatro delle Arnie e l’Acropoli e dove pullulano allegorie e simboli, come l’occhio con la pupilla a specchio e le 24 colonne che corrispondono alle 24 ore.

Da qui entriamo nel Tempio di Apollo, un edificio rotondo e scoperto che al suo interno contiene un cipresso fulminato che protende al cielo – e a Dio – i suoi rami secchi. Aguzza la vista per scorgere occhi, stelle e Soli sui semplici blocchi tufacei del tempio.

Teatro acquatico

Accanto ci sono altre due stupefacenti strutture, completamente addossate e affastellate all’Acropoli: la Torre di Babele e la Scala delle Sette Ottave. La scala chiaramente fa riferimento alla musica ed è davvero sorprendente, racchiusa in una piramide di vetro con un cima una stella di metallo e una croce, simbolo di martirio e sofferenza ma anche di rinascita. Addossata alla scala c’è la Torre di Babele, che sale in modo spiraliforme attraeverso smilze colonne ioniche che reggono dei gradini su cui contemporaneamente si appoggiano.

Torre di Babele La Scarzuola

Da sotto è possibile fare giusto i primi, e questo è indubbiamente una delle pecche della visita guidata: non poter seguire i propri tempi e non poter entrare in nessuno degli edifici. D’altronde, se l’accesso fosse libero, vista la mole di visitatori crollerebbe tutto in un paio di settimane…

In ogni caso, qui termina la nostra visita: tornando sui nostri passi per un breve tratto imbocchiamo l’uscita, sempre scortati dall’aiutante inglese di Solari che vigila sulle nostre eventuali deviazioni.

Dov’è La scarzuola

La Scarzuola è in Umbria, a Montegiove frazione di Montegabbione. È immersa nella campagna, si potrebbe quasi dire nascosta o protetta. Tanto che per arrivarci si passa per una stradina che da una parte è pittoresca, in mezzo agli alberi, ma dall’altra è sterrata! La macchina, per una casualità lavata il giorno prima, alla fine era ricoperta di polvere bianca…

La Scarzuola su mappa:

Come visitare La scarzuola

La visita alla Scarzuola avviene solo con un ‘tour’ guidato, da prenotare sul sito, oppure tramite email come abbiamo fatto noi o al telefono. Costa 10 euro.

Ora veniamo un po’ al tasto dolente, ovvero al fatto che la guida è molto molto molto particolare. Se pensi che 3 molto siano troppi, ne riparliamo dopo che sarai stato a La Scarzuola. Definire Solari originale, insolente e totalmente disinteressato a quello che gli altri possono pensare di lui è poco. Ti basti pensare che all’inizio della visita ha definito noi del gruppo ”polli” perché avevamo pagato 10 euro per fare il giro.

Tempietto

Dico tutto ciò non per dissuaderti ma per prepararti: Solari va preso per quello che è senza permalosità e senza polemiche, cercando di capire nelle sue spiegazioni a volte sconclusionate e a volte molto divertenti, quello che vuole dire in relazione alle cose che si stanno vedendo.

Ti preparo anche perché dice un certo numero di parolacce, tanto che qualche genitore se ne è lamentato. Io personalmente sono a favore di un linguaggio educato, in generale e specialmente di fronte a bambini (lo so, sono un po’ vecchio stile su questo). Ma va pure detto che se gli permettiamo di sentire (e vedere) la qualunque in televisione o su internet, non mi sembrano poi un gran problema le parolacce del Solari.

La Scarzuola Torre di Babele

D’altronde lo ribadisco: la follia fa parte di questo posto e come dice Solari “Solo il folle è libero, perché gestisce autonomamente se stesso”. Si può essere d’accordo o meno ma, depurate le sua parole da accenni politici e anche complottisti, si colgono aspetti su cui fermarci a riflettere.

Il lato negativo è che anche se Solari non va di fretta, e anzi si sofferma con le sue arringhe/spiegazioni/deliri in ogni parte della città buzziana, comunque non hai tempo e modo di approfondire le singole parti, di entrare in vibrazione con la loro energia, per usare le sue parole. La dimensione stessa dei gruppi non aiuta in questo senso: noi eravamo almeno una sessantina ed era pure epoca Covid (la visita è tutta all’aperto e c’è abbastanza spazio per distanziarsi ma il rovescio della medaglia è una certa dispersività).

Dove mangiare

Noi siamo stati alla Scarzuola come gita giornaliera da Roma e ci siamo fermati a mangiare in un paese lungo la strada. L’esperienza è stata ottima: ristorante rustico e curato, con una bella atmosfera, e cibo ottimo. Che mangiata!

Fabro
Il piccolo paese di Fabro

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Il ristorante vicino La Scarzuola di cui parlo si trova a Fabro e si chiama Locanda di Desideria. Bon Appétit (lo so che il bon ton non lo ammette… ma siamo tra noi, dai)!

Soprattutto, buona scoperta di te stesso (o almeno buon paio d’ore) a La Scarzuola!

A presto!

Simona

EXPLORE. DREAM. DISCOVER.

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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