Tempo di lettura: 7 minutiUltimo aggiornamento: 25 Settembre 2019

Ebbene sì, andiamo pazzi per i luoghi misteriosi, strani, anche esoterici, con dietro storie intriganti e, perché no, oscure. Se anche per te è così, allora apprezzerai il nostro suggerimento di oggi per una gita fuori porta. Perciò vieni con noi in quel dell’Appennino bolognese a scoprire la storia e l’architettura di un castello davvero fuori da comune: Rocchetta Mattei. Una pietra preziosa che sta acquisendo man mano notorietà ma che ancora rimane poco conosciuta. La visita è piacevolissima e molto interessante per tutti, inoltre si abbina bene all’esplorazione dei dintorni e a un pranzo coi fiocchi in una delle tante zone d’Italia dove si mangia da Dio. Iniziamo dunque!

Il Castello Rocchetta Mattei

Rocchetta Mattei è appunto una rocca, a 407 metri slm, sulla statale Porrettana, vicino Bologna. Precisamente nel comune di Grizzana Morandi. Fu costruita a metà dell”800 e diciamo che si fa notare parecchio. Infatti non è un ”banalissimo” castello con le torri, i merli, le feritoie… il maniero come ce lo immaginiamo insomma.

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Il particolarissimo esterno della Rocchetta Mattei

No, è una costruzione stranissima realizzata con più corpi, in modo asimmetrico, con torrette a cipolla, guglie, minareti e simboli per ogni dove, nonché con un intreccio di tre stili molto diversi – tardomedievale, liberty, moresco – così che il risultato sembra uno scherzo bizzarro.

Rocchetta Mattei Porta
Il portone di ingresso già mostra un mix di stili

Una mezza follia, o un gioiello se preferisci, che dopo la seconda guerra mondiale e vari danneggiamenti rischiò di morire di incuria. Nel 1997 si formò un comitato per il suo recupero e alla fine la Rocchetta aprì al pubblico nel 2015. Da allora ha richiamato sempre più curiosi, tra cui noi. E magari anche te!

La storia del Conte Cesare Mattei

Cesare Mattei fu l’ispiratore, il realizzatore e l’anima della Rocchetta. Qui visse e qui mise a punto il sistema medico percui è famoso e che all’epoca spopolò per ogni dove: l’elettromeopatia. Ma di questo te ne parlerò tra poco. Prima volevo accennarti qualcosa sulla figura interessantissima di questo personaggio, che ebbe una vita decisamente movimentata e che a quanto pare non soffriva di pigrizia!

Rocchetta_Mattei_rosone
Un bel rosone con il ritratto di Cesare Mattei, eclettico visionario forse anche un po’ folle ma che nella vita di sicuro s’e’ dato da fare

Visionario, eclettico e anticipatore, diciamo pure parecchio eccentrico, Mattei nacque ricco nel 1809 ed ebbe contatti con tutti i massimi pensatori della propria epoca. Pose la prima pietra della Rocchetta, come la chiamò carinamente, nel 1850, e poi ci si stabilì nel 1859. Qui creò una specie di corte personale, con tanto di buffone, e qui ricevette illustri personaggi in visita da tutto il mondo.

La Sala della Pace
La Sala della Pace (o Pax), con delle vetrate molto suggestive e un bel panorama sulla valle

Infatti Mattei fu uomo di lettere, imprenditore, aiutante papale, medico autodidatta, uomo di successo e di fama. Tanto da venire addirittura citato da Dostoevskij ne I fratelli Karamzov. Divenne anche Conte, titolo conferitogli dal Papa per ringraziarlo di avergli donato delle terre politicamente e militarmente strategiche vicino Comacchio.

Scalone di ingresso alla Rocchetta
Scalone di ingresso alla Rocchetta: un frullato di vari stili

Ebbe un figlio adottivo, Mario Venturoli, con cui poi entrò in rotta, e mi pare un paio di figlie illegittime. Mattei infatti, ci ha segnalato la guida, il martedì, il giovedì e il sabato si vedeva con tre ”amanti” in un’ala del castello… per sollazzo, diciamo così.

Il nipote Luigi invece rischiò di mandare in rovina tutta la famiglia e anche la Rocchetta per delle speculazioni sbagliate (venne perciò disederato) e insomma alla fine Mattei divenne paranoico. Tra ‘parenti serpenti’ e medici tradizionali che lo avversavano per la sua elettromeopatia, ci mancò poco che uscisse pazzo. Per dire: ossessionato dalla paura di essere avvelenato, fece costruire la sua camera da letto in modo che vi si potesse accedere solo tramite un ponte levatoio.

Cortile dei Leoni
Per questa porta mezza moresca mezza classicheggiante, si intravedono le colonne del Cortile dei Leoni

L’elettromeopatia

Ma vediamo ora cos’è questa cosa strana che portò tanta fama e tanti onori al Mattei, almeno alla sua epoca. Tutto cominciò con la morte della madre, nel 1844. Duramente colpito dalla perdita, Mattei se la prese con la medicina ”tradizionale”, colpevole di non aver potuto fare nulla per la donna. Perciò, lasciò affari e politica e iniziò a studiare un metodo ”migliore” per liberare l’umanità dalle malattie.

L'ippogrifo all'entra della Rocca
L’ippogrifo all’entra della Rocca

Del tutto empiricamente, partendo da teorie orientaleggianti sul bilanciamento elettrico del corpo, il Conte unì all’omeopatia e alla fitoterapia l’uso di fluidi ‘elettrici’. Come elettrificasse questi fluidi, e come miscelasse il cocktail di liquidi elettrici e 30 erbe, scelte personalmente nel proprio orto, erano un segreto che Mattei celò molto molto gelosamente. Talmente tanto che se lo portò nella tomba. Peraltro morì di polmonite… l’elettromeopatia non potè fare nulla?

Comunque, il segreto dei rimedi del Conte venne cercato e ricercato per anni e ovunque (si dice anche nella sua tomba) e a tutt’oggi non se ne sa nulla. Ma l’idea di una panacea che addirittura arrivi dove non arriva la scienza ha ancora un grosso appeal. Una signora del gruppo infatti, alla guida che si era messa a disposizione per le nostre domande, ha chiesto proprio conferma che non si avessero più notizie della formula magica dell’elettromeopatia.

Cortile dei Leoni
Guardando in su nel Cortile dei Leoni vediamo anche tante strane torrette, guglie e una cupolona arabeggiante

La risposta è no, anche perché altrimenti gli eredi di Mattei avrebbero magari proseguito l’opera di commercializzazione dei preparati da lui portata avanti con enorme successo tra il 1860 e il 1880. Business che venne meno alla morte del Conte proprio perché non fu possibile replicare allo stesso modo i suoi rimedi. E naturalmente parecchi misteri ruotano attorno all’eredità e a degli appunti lasciati da Mattei: in origine 5 pagine delle quali manca proprio la quinta, quella su come realizzare le miscele…

Cosa vedere a Rocchetta Mattei

La Rocchetta nasce su un antico complesso medievale appartenuto niente meno che a Federico II Barabarossa. Mattei, come uno qualunque di noi cerca casa, scelse questo posto dopo averne visti diversi altri, in gran parte per la sua bella posizione dominante sulla valle dove tra l’altro confluiscono i fiumi Limetra e Reno. Ma pare che ebbe moltissimo peso anche la vicinanza al Santuario di Montovolo, un importantissimo centro di devozione sacro già per romani ed etruschi. In poche parole, si tratta di un luogo dove nei secoli miti cristiani e pagani si sono mixati e sovrapposti. E ciò affascinava tantissimo il Conte.

Rocchetta_mattei_targa
Un Bignami della storia del Castello

Ma veniamo all’interno. Ovviamente non ti parlerò di tutte le sale che abbiamo visto, sennò che gusto avrai a visitarlo? Ti racconto solo le cose super belle.

Cortile dei Leoni

Si tratta di un cortile estremamente suggestivo che ti porta in un mondo completamente diverso da quello dell’Appennino bolognese. Lo spazio è infatti una copia del cortile dell’Alhambra di Granada, perciò siamo in pieno stile moresco. Le sue pareti piastrellate con colori e geometrie ci hanno trasportato per un momento in Marocco! Il cortile si chiama così perché la fontana al centro ha 4 bei leoni. I ghirigori arabeggianti sopra le colonne inoltre sono pieni di simboli, in linea con la passione del Conte per i Templari, l’alchimia e l’esoterisimo.

Cortile dei Leoni
Il magnifico Cortile dei Leoni, per un momento ci è sembrato di essere di nuovo a Fez!

Salone dei Novanta

In questa sala Mattei avrebbe voluto festeggiare i propri 90 anni assieme ad altri 90 pari-età, ma morì purtroppo a 3 passi dal traguardo (a 87 anni) e il banchetto non ebbe mai luogo. Ma 3 è proprio il numero ricorrente in questa sala, dove tutto è il suo multiplo. E se ci facciamo caso, anche l’età a cui è morto il Conte è un multiplo di 3, inoltre è morto a 3 anni dai 90 (altro multiplo)…

La Sala dei Novant
La Sala dei Novanta, ove oggi c’è più prosaicamente la biglietteria

Cappella/Sala della musica

Mi sono lasciata per ultimo l’ambiente più incredibile del castello, che da solo vale il viaggio. È impossibile non rimanerne meravigliati e affascinati. Si tratta della Cappella privata del Mattei. Al pian terreno, la Sala della Musica è la riproduzione della Mezquita di Cordoba, con archi e colonne arabeggianti e bicolore. La cosa ancora più incredibile è che la prospettiva ristretta fa’ sì che ti ritrovi catapultato dritto in un disegno di Escher: è pazzesco veramente!

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Escher puro

Lo stesso al piano superiore, dove la Cappella offre una panoramica incredibile delle colonne e sugli archi bianchi e neri. Anche qui sembra davvero che Escher viva di fronte a te. Inoltre, da un lato, c’è anche il catafalco del Mattei, con smalti e un’iscrizione sibillina volutamente intervallata da piastrelle nere.

Siccome poi niente alla Rocchetta Mattei è come sembra, la cappella nasconde vari inganni. Uno di questi, il più bello, è il soffitto con i suoi complicati intagli. Ma non vorrai mica essere spoilerato?

La Cappella
La Cappella è un posto dove dovresti rimanere per parecchio, anche solo per capire dove e cosa guardare e come fotografarlo!

Info

Come visitare Rocchetta Mattei

Come dicevo, il Castello è visitabile solo attraverso visite guidate. Ora: noi siamo abituati a muoverci ”come ci pare”, con i tempi che ci pare, e di solito ci documentiamo per conto nostro prima, durante e dopo. Però ci sono dei casi in cui la guida è veramente utile per capire cosa stai vedendo e penetrare meglio nel luogo, in questo caso nei suoi molti misteri.

Cielo stellato nella Capella
Cielo stellato nella Cappella. Qui tutto è simbolico

Diciamo che ci sarebbe piaciuto avere più tempo per fotografare, ma siccome a seguire ci sono gli altri turni, questo non è stato possibile. Perciò ci siamo adeguati, anche se abbiamo ”rubato” un paio di foto in Cappella rientrando di corsa a fine giro mentre il gruppo andava avanti e la guida spiegava l’ultima cosa…

Rocchetta Mattei cappella
Ok, abbiamo fatto talmente di fretta che le foto sono sfocate… e alla fine ci siamo pure ricongiunti al gruppo prima di altri!

Le visite vanno obbligatoriamente prenotate sul sito della Rocchetta e si svolgono solo il sabato e la domenica. Nel 2019 il prezzo del biglietto intero è 10 euro. Per tutte le info aggiornate, però, consulta il sito che ti ho linkato. Anche perché devi passarci per prenotare.

La visita dura un’ora e 20 circa.

Come arrivare a Rocchetta Mattei

  • Beh, dipende: Rocchetta Mattei è a un’ora da Bologna. Dal capoluogo basta prendere la tangenziale e uscire all’uscita 1, poi la Statale 64 Porrettana e arrivati in quel di Riola seguire le indicazioni. O il navigatore.
  • Più in generale, dall’autostrada A1 devi uscire a Sasso Marconi e poi sempre prendere la Porrettana.

Il parcheggio è a bordo strada.

  • In treno invece non è comodissimo perché devi scendere alla stazione di Riola (da Bologna c’è un treno diretto) e poi fare una passeggiata di un quarto d’ora ma sulla statale… quindi è un po’ pericoloso.
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Mica scemo il Mattei, che scelse questa valle come luogo dove svegliarsi ogni mattino

Bene, mi auguro di averti dato uno spunto particolare per una gita della domenica, e non dimenticarti di condividere questo pezzo! Facciamo conoscere in giro il nostro patrimonio! Ma ora ti saluto con le parole del Conte Mattei:

“Diconsi stelle di XVI grandezza e tanto più lontane sono che la luce loro solo dopo XXIV secoli arriva a noi. Visibili furono esse coi telescopi Herschel. Ma chi narrerà delle stelle anche più remote: atomi percettibili solo colle più meravigliose lenti che la scienza possegga o trovi? Quale cifra rappresenterà tale distanza che solo correndo per milioni d’anni la luce alata valicherebbe? Uomini udite: oltre quelle spaziano ancora i confini dell’Universo!”

Anche a Roma abbiamo trovato una ”casa” eclettica, appartenente a un uomo eccentrico, un principe scontroso e amante dell’esoterismo:

La Casina delle Civette tra liberty, esoterismo e magia

E sempre a Roma c’è un intero quartiere tra il liberty e l’eclettismo:

Il quartiere Coppedè è il più cinegenico di Roma

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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