Tempo di lettura: 5 minutiUltimo aggiornamento: 25 Agosto 2022

Svizzera, il regno degli orologi, della cioccolata e delle montagne con i prati tosati manco fossero campi da golf. Ma c’è dell’altro oltre gli stereotipi, cose che voi umani del mediterraneo dal sangue caliente non osate neanche immaginare. Cose che si imparano solo mettendo piede sul suolo elvetico. E quindi ecco a voi, secondo un’usanza ormai consolidatissima di Treeaveller, l’elenco delle 5 cose che ho imparato durante il mio viaggio in Svizzera.

1. Fare benzina al self può costarti moooolto caro

Da quello che abbiamo potuto constatare in Svizzera praticamente tutti i distributori di benzina sono self, quel tipo di self in cui ficchi la carta di credito nella colonnina apposita e dopo una pre-autorizzazione di un tot di euro selezioni la pompa e fai rifornimento.
E fin qui tutto abbastanza normale, direte. Ma in Svizzera nulla è normale…

pompa-benzina-svizzera
La temutissima colonnina self

Ecco la scena
1- Inserisco la card e digito il pin
2- Pre-autorizzo 100 euro
3- Seleziono la ‘pompa 1’
4- Estraggo la pistolona erogatrice e… niente. Non esce nulla…

Riaggancio la pistolona, guardo la colonnina e trovo scritto “vuoi la ricevuta?”
Non in italiano, certo. Ovviamente in tedesco, un cosa che ora ricordo più o meno così:

– Willst du die ricevuten, italiano manciaspachetti?
Pigio il pulsante “Ja!”.
– Inserire carta di crediten!
Inserisco…
– Stampo ricevuten… Danke!

E ora? Io ho bisogno di benzina! Forse avrò sbagliato qualcosa nella procedura.
Ricomincio da capo:

1- Inserisco la card e digito il pin
2- Pre-autorizzo 100 euro
3- Seleziono la ‘pompa 1’
4- Estraggo la pistolona erogatrice e… niente. Non esce nulla… DI NUOVO!

–  Willst du ALTREN ricevuten, italiano manciaspachetti?
– JA! JA!
– Inserire carta di crediten! Stampo ricevuten… Danke!

Aaaaaargh!

Ancora una volta:

1- Inserisco la card e digito il pin
2- Pre-autorizzo 100 euro
3- Seleziono UNA POMPA DIVERSA (seleziono la 2, tiè!)
4- Estraggo la pistolona erogatrice e… benzina a fiumi! YUHUUUUU! Metto dentro 50 euro. Riaggancio.

– Willst du ALTREN ALTREN ricevuten, italiano manciaspachetti?
– JA! JA! JA!
– Inserire carta di crediten! Stampo ricevuten… Danke!

Salgo in macchia sudaticcio ma contento: “Ce l’ho fatta! L’intelligenza e la cocciutaggine italiana vincono sempre! Ah!”. L’euforia dura poco: guardo l’iPhone e trovo 6 notifiche dalla banca. Apro. Sulla carta di credito mi ritrovo addebiti per un totale di 550 euro di benzina.

Urlo una profanazione così grave che buona parte delle mucche nei pressi di Wangs, per lo shock, non produrrà più latte per i prossimi 25 anni.

Chiamo la banca. “Tranquillo signor Giustini, si tratta di operazioni non contabilizzate. DOVREBBERO sparire nel giro di 10 giorni e non DOVREBBERO esserci problemi”.

10 giorni a combattere con quei condizionali.
Ma alla fine le operazioni sono scomparse.
Meglio così. “Tutto bene quel che finisce bene” (cit.)

Rezzonico

2. Meglio non farsi venire voglia di pizza o pasta

Per carità, con noi non c’è pericolo, quando siamo in viaggio non ci portiamo dietro le tipiche smanie dell’italiano medio che vuole lo “spaghetto ‘a vongole” quando è a Nuova Delhi e la “caprese con bufala e basilico dop” quando soggiorna a Mombasa (anche se ricordo che in Svezia, dove si cena fino alle 18, dopodiché non trovi aperto manco il kebabbaro e puoi morire tranquillamente di fame, fummo salvati proprio da un locale che per cena faceva solo pizza. Ed erano le 8 di sera! E la pizza era pure buona!).

Comunque, tanto per capirci, i prezzi dei ristoranti Svizzeri sono imparentati con quelli delle gioiellerie italiane: una pizza margherita nel posto più scalcinato di Lavertezzo non la paghi meno di 15 euro. E abbiamo visto ristoranti non certo stellati proporre “rigatoni al pomodoro” alla modica cifra di 37 euro.

E Briatore muto!

espresso-pizol-svizzera
Ah, per la cronaca: espresso a 4,50 € (però buono, eh!)

3. Parcheggiare in ‘zona disco orario’ richiede knowhow

Questa è una cosa che ha richiesto un po’ di studio ma alla fine ci ha dato anche soddisfazione. Dovete sapere che in Svizzera si può parcheggiare la macchia solo in prossimità degli “stalli”  contrassegnati da strisce che possono essere di 3 tipi:

  • Bianche: in questo caso la sosta è a pagamento, con tariffe variabili
  • Gialle: in questo caso il parcheggio è privato e non provare mai ad occuparlo se non vuoi ritrovarti nelle prigioni di Zurigo con i ceppi ai piedi
  • Blu: in questo caso il parcheggio è gratis MA è “zona disco orario”

Potresti pensare, da buon italiano: “Ok, sul cartello della zona disco ci sarà scritto per quanto tempo posso parcheggiare: 1 ora, 2 ore, 4 ore…” NEIN! Il cartello è “muto”, ed è fatto così:

Zona disco Svizzera

… e quindi?

Ci siamo informati e abbiamo scoperto che la zona disco in tutta la Svizzera ha la durata di 1 ora, dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 18:00. Ovviamente salvo rarissime eccezioni, in tal caso segnalate sul cartello.

E dalle 18.00 alle 8.00? Parcheggio libero!
E la domenica? La domenica si parcheggia in zona disco per quanto si vuole a qualsiasi orario! Per noi è stato molto utile: quando siamo andati a Berna era domenica e abbiamo parcheggiato molto vicino al centro in una stradina con parcheggio blu zona disco. AGGRATIS!

Sapevatelo!

4. Guidare in Svizzera può farti venire il fuoco di Sant’Antonio

E a proposito di automobili, la guida in Svizzera ha messo a dura prova il mio sistema nervoso tanto che al ritorno in Italia ho avuto un poco gradito ritorno di fiamma del mio bambinesco Herpes zooster. Ma questa è un’altra (triste) storia. Torniamo alla guida svizzera.

strade-svizzere
Ah, le amene strade di Svizzera!

Il primo impatto con la viabilità Svizzera è a poche centinaia di metri dalla dogana di Chiasso, nei pressi di una rotonda: mi avvicino e rallento per vedere chi viene dalla mia sinistra e l’automobilista dietro di me, un allegro svizzero del Canton Ticino, inizia a suonarmi contro il clacson facendo ampi segni di sbrigarmi a passare, tanto che imbocco la rotonda e per l’ansia che mi è stata proiettata addosso sbaglio uscita. Errore che mi costerà una deviazione di 20 chilometri. E con quello che costa la benzina… (vedi punto 2). Nei giorni a seguire questo duro impatto mi farà vivere l’approccio a ogni rotonda svizzera come un piccolo dramma interiore…

La seconda sventura ce l’ho con uno svizzero del cantone tedesco che sorpasso candidamente mentre lui rallenta fino a fermarsi lungo una strada di Wangs: l’altra corsia è libera e io “zak!” supero lo svizzerotto con una manovra che a Roma DEVI per forza fare almeno un migliaio di volte al giorno se non vuoi rimanere bloccato fino alla prossima pandemia. Ma in Svizzera NEIN! L’elvetico, infiammato da tale sgarbo incivile, riprende la via e mi “insegue”: non immaginatevi un inseguimento stile polizia di New York, eh! Lui rimane abbondantemente a distanza di sicurezza e mette frecce a destra e sinistra senza batter ciglio.

Dopo qualche chilometro metto la freccia a destra e accosto lungo una strada desolatissima: devo controllare il navigatore per capire se sto percorrendo la strada giusta.

È il suo momento!
Si avvicina col Suv impeccabilmente tirato a lucido, si accosta al finestrino e mi fissa dritto negli occhi, lanciandomi una severissima occhiata di disapprovazione sociale.
Poi riparte.
Finisce qui.
Avete capito bene: mi ha inseguito per chilometri solo per inarcare un sopracciglio.
La furia Svizzera sa essere terribile…

5. Ci sono bagni pubblici ovunque. E sono tutti top

Simona a un certo punto ne era diventata dipendente e la prima cosa che cercava appena scesa dalla macchina o dal treno o dalla funivia era il bagno: “Devo vedere com’è!”.

E in effetti di bagni pubblici ne abbiamo incontrati tantissimi: nei parcheggi, nelle stazioni, lungo le strade, lungo i sentieri, ovunque toilette! Indubbiamente sarebbero utili anche a Roma dove spesso per toilette vengono presi i muri perimetrali delle abitazioni se non direttamente i marciapiedi.

Ah, la Svizzera, quanta civiltà igienica!
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Scena finale, stile film della Marvel: Simona entra nell’ennesima toilette, questa volta di un parcheggio. Ne esce estasiata: “Ha anche i rubinetti di design!“. Fine.

svizzera
“Datemi una toilette!”

Ci vediamo al prossimo viaggio!

Federico

EXPLORE. DREAM. DISCOVER

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A proposito di Svizzera, dai un’occhiata qui:

Escursioni in Svizzera, le 5 da non perdere (provate sul campo)

Autore del post: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

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