Tempo di lettura: 3 minutiUltimo aggiornamento: 24 Maggio 2021

Procida ha un cuore antico, un borgo arroccato su un promontorio alto 90 metri e difeso da mura alte, forti e a strapiombo sulle acque. La medievale Terra Murata di Procida, così si chiama, ci parla dell’anima profonda dell’isola, e delle epoche in cui difendersi dalle incursioni dei nemici – leggi barbari e poi saraceni – era davvero questione di vita e di morte.

Procida

Una necessità vitale che ha dato forma non solo alle mura possenti, ma anche alla struttura stessa delle case. Le abitazioni infatti sono strette e addossate le une alle altre, per non offrire spazi sfruttabili dagli invasori.

L’insieme, visto dall’esterno, dà una forte idea di compattezza, ma quando girovaghi tra i contorti vicoli scopri parecchi elementi ariosi nelle architetture: balconi, archi, scale esterne e i meravigliosi colori pastello delle case, tipici di tutta Procida.

Terra Murata Procida

Passeggiando per Terra Murata Procida

Coma arrivare a Terra Murata è semplice: occorre inerpicarsi per una bella salita, la Salita Castello, da Piazza Martiri.

È proprio lungo questa Salita che trovi un punto superpanoramico e supergettonato, sia da gente ‘comune’ tutta sorridente sia da influencer che sfoggiano vestiti inappropriati ma che fanno un sacco di scena. Da questo punto infatti si ammira Marina di Corricella in tutto il suo coloratissimo e allegro splendore. Ma anche il mare blu di qua, il mare blu di là – oltre il porto di Marina Grande – e un pezzo di Procida. Un’immagine unica e inconfondibile di meraviglia mediterranea. Un po’ meno uniche le foto… ma chi se ne importa!

Marina di Corricella

Poco più su, la suggestiva Chiesa di Santa Margherita Nuova, già monastero domenicano 500esco, ti offre scorci panoramici pazzeschi dovunque ti affacci. La chiesetta anche, all’esterno, è scenografica nella sua semplicità. All’interno invece ospita mostre temporanee. Infatti noi abbiamo trovato quella a tema marino di una pittrice.

Terra Murata Procida

Inoltrandoci poi nei vicoli, scopriamo che Terra Murata è un piccolo scrigno di cose interessanti. Su tutte la Piazza d’Armi col Palazzo d’Avalos del 1563, in seguito Palazzo Reale e dal 1830 al 1988 carcere. Il ‘Castello‘ fu voluto dal cardinale d’Aragona Innico d’Avalos, Abate di San Michele, e tutt’oggi domina il borgo.

Palazzo D'Avalos

Il Palazzo al momento sembra quasi in abbandono, pur mantendo il suo aspetto scenografico sia arrivando dal mare sia trovandocisi davanti. Ma pare che si stia lavorando a un progetto per il suo recupero e la sua valorizzazione. Il carcere dovrebbe essere visitabile su prenotazione al Comune. Uso il condizionale perché noi non l’abbiamo visitato e col covid le cose potrebbero essere cambiate. A questo link qualche recapito per provarci.

Imperdibile poi la benedettina Abbazia di San Michele, risalente all’XI sec. ma la cui attuale architettura è 500esca. Più volte razziata e ricostruita, è una delle chiese più importanti del Meridione e conserva varie chicche tra cui un dipinto di San Michele che fa fuori Satana, la statua in argento e oro del 1727 del santo patrono e una biblioteca con ben 8000 volumi!

Abbazia San Michele Procida

È inoltre possibile fare un tour dei sotterranei che, oltre alla Biblioteca, comprendono due Cappelle e la Sala di interro e mummificazione.

Noi purtroppo quando siamo andati abbiamo beccato l’orario di chiusura e nei nostri 3 giorni a Procida non siamo riusciti a tornarci. Davvero un peccato.

Curiosità: pare che San Michele in un’occasione abbia sventato un’incursione saracena apparendo agli invasori che, spaventati, scapparono.

Ti segnalo anche la deliziosa piazzetta di fronte all’Abbazia, pittoresco punto di incontro per gli abitanti ed esempio dell’atmosfera di Terra Murata a Procida, coi suoi vicoli labirintici, stretti e contorti, e le sue case colorate.

Prendendo via Borgo poi si arriva a un punto panoramico pazzesco sul Golfo di Napoli. Noi qui siamo rimasti parecchio tempo in contemplazione di tanta azzurra e vasta bellezza.

Terra Murata Procida

Torre Murata è il centro culturale di Procida oltre che religioso. Nel Palazzo della Cultura puoi visitare il Museo Casa di Graziella, una ricostruzione ideale dell’abitazione della protagonista dell’omonimo romanzo di Alphonse De Lamartine, scrittore che nel 1812 approdò a Procida durante il suo Grand Tour in Italia. Il francese racconta la sua storia d’amore con Graziella, isolana orfana e di umili origini, emblema di una bellezza semplice e selvaggia.

Terra Murata Procida

A un certo punto De Lamartine dovette partire all’improvviso per la Francia, e promise alla ragazza che sarebbe tornato da lei. Graziella però, nell’attesa, si ammalò di tubercolosi e prima di morire inviò all’amato una delle sue trecce. Alphonse a sua volta non provò mai più un sentimento simile nella sua vita, e conservò treccia e ricordo di Graziella fino alla fine. Una storia d’amore romanticamente triste.

Che per quanto mi riguarda è in grande contrasto con la bellezza luminosa, mediterranea e viva dell’isola, che di triste non ha nulla. E in tutto questo, passeggiare tra i vicoli labirintici di Terra Murata a Procida, carichi di storia e di suggestioni, di vita vissuta e vita trasportata in romanzo, è una delle esperienze più arricchenti che tu possa fare su questo fazzoletto di terra.

Ps: anche se hai poco tempo, Procida val bene un assaggio. Magari con un’escursione che ti porti a scoprirla in giornata.

Al prossimo viaggio!

Simona

EXPLORE. DREAM. DISCOVER.

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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