Tempo di lettura: 6 minutiUltimo aggiornamento: 7 Maggio 2020

Esiste il Paradiso in terra? Sicuramente dipende da quello che ognuno di noi intende per Paradiso, e noi ti avevamo già dato un’idea parlando di meraviglie marine in Grecia. Oggi ti diamo un’altra idea, di un altro genere: un verde verdissimo giardino, ricco di alberi, piante nostrane ed esotiche, fiori colorati e profumati… una gioia per gli occhi e per lo spirito! Infatti, come ti abbiamo raccontato nel nostro articolo sul forest bathing, stare in mezzo alla natura è super rilassante! Una ragione in più per goderci i Giardini La Mortella a Ischia, che non puoi perderti se sei sull’isola verde.

La Mortella
La casa-museo vista dalla fontana sottostante

Giardini La Mortella: storia di un grande amore

Dobbiamo la bellezza dei giardini botanici di Ischia ad una coppia con una storia molto romantica, proprio d’altri tempi. Susana Valeria Rosa Maria Gil Passo era una ricca ereditiera argentina, che nel 1948 ad una serata di lavoro a Buenos Aires incontrò William Walton, geniale compositore inglese di 24 anni più grande di lei e di povere origini. Il loro fu un vero colpo di fulmine, totale e senza ripensamenti: lui la sera stessa le chiese di sposarlo! Per stare con Walton Susana andò contro i voleri della famiglia, e così dopo due settimane gli innamorati si fidanzarono, dopo due mesi convolarono a nozze e subito partirono per l’Europa.

Nel 1949 la coppia si trasferì a Ischia e si costruì una villa ai piedi del Monte Zaro, su un terreno di lava vulcanica, dove il musicista potesse comporre in tranquillità. Negli anni ’60 iniziarono la creazione del giardino affidando la progettazione a un architetto paesaggista, Russell Page, che lo sviluppò adattandosi alla conformazione del terreno. Nacque così la parte bassa della Mortella, la Valle. La parte alta, la Collina, si deve invece interamente a Lady Walton, che comunque curò personalmente assieme a Page anche la Valle.

La Glorieta
La Glorieta, la pergola con il suo laghetto azzurro che ti farà impazzire (per vari motivi)

Giardini La Mortella: storia di un grande impegno e creatività

La stessa tenacia che Susana mise nel realizzare il suo sogno d’amore, la mise anche nella creazione del Paradiso in terra ischitana. All’inizio il terreno della zona, brullo e lavico, non era certo favorevolissimo alla coltivazione. E invece in 50 anni la determinata Lady lo strappò a un destino desolato e arido realizzando un rigoglioso giardino, che oggi ospita oltre 3000 specie di piante, anche rare. Una storia di grande creatività ma anche tenacia, impegno e pazienza.

La bellezza dei Giardini La Mortella

Mortella in napoletano significa ‘mirto’, e la collina su cui sorgono i giardini è ricca proprio di questo profumatissima pianta. I giardini sono divisi in due zone diverse tra loro. La Valle ha un clima subtropicale, umido e non ventoso, mentre la Collina è assolata ed esposta ai venti, con una vegetazione mediterranea.

Sfinge con edera
La Mortella è ricca di elementi esoterici e misteriosi

I Giardini ospitano anche la casa dove sir Walton componeva le sue opere, oggi museo. Qui, grazie alla Fondazione William Walton e La Mortella, si possono ammirare vari cimeli, manoscritti e fotografie. Si tengono inoltre due stagioni concertistiche – Primaverile e Autunnale – e varie attività per favorire giovani musicisti talentuosi.

Cose belle da vedere nei Giardini La Mortella

I Giardini La Mortella straripano di meraviglie botaniche e strane architetture che catturano l’attenzione di tutti i curiosi, non solo di chi, come Federico, ha una laurea in botanica!

Per orientarti ecco la mappa dei giardini. Sul sito ufficiale è cliccabile.

La Mortella cartina

Giardino alto – Collina

Comiciamo il nostro tour dall’alto, dalla parte mediterranea creata da Lady Walton a partire dalla morte del marito nel 1983, in segno di amore e in suo onore. Il giardino qui è aperto, assolato e ventoso, con molti begli scorci sul paese di Forio e la sua baia. Oltre alle tante piante che hanno attecchito sul terreno lavico, in questa zona Susana si è sbizzarrita e ha inserito diversi elementi davvero insoliti, che mi hanno incuriosito molto e sopreso non poco.

A partire dalla Sala Thai, circondata da loto, bambù e aceri giapponesi, perfetta per meditare se non fosse il via vai di visitatori, e dal Teatro greco da 400 posti, che digrada lungo il pendio.

Sala Thai alla Mortella
La Sala Thai in un rigoglio di piante esotiche, mentre il vento fa tintinnare le campane benaugurali

Ma andiamo con ordine: scendendo dalla biglietteria, la visita inizia in modo molto scenografico con La Glorieta, una pergola di passiflore e gelsomini su un laghetto di ciottoli di vetro blu intenso circondato dal verde delle piante e degli alberi. Molto instagrammabile, ma non facilissimo da fotografare decentemente!

A seguire, la Cascata del coccodrillo secondo me è una delle zone più ammalianti dei Giardini. Uno specchio d’acqua ricoperto di fiori acquatici e vegetazione coloratissima, con un bel coccodrillo su una delle sponde… sarà vero o finto? A te scoprirlo!

La Mortella
Il magnifico laghetto con la cascata e il coccodrillo… mimetizzato!

Ma è il Tempio del Sole la cosa che in assoluto mi ha sconcertato di più, e la più affascinante almeno per me che amo gli egizi e il mistero! Il tempio era in orgine una cisterna per l’acqua piovana e ci si arriva salendo una breve scalinata circondata da agavi e palme azzurrognole. Da lontano, l’ingresso tipo cono tronco ti incuriosisce subito. All’interno, le tre sale sono illuminate dal Sole che passa attraverso le aperture sul soffitto. Inoltre sono riccamente decorate con bassorilievi di Simon Verity a soggetto mitologico (Apollo, le 9 Muse, la Sibilla…) e con le parole delle musiche di Sir Walton, in un tripudio di fiori, piante e acqua.

Tempio del Sole alla Mortella
La prima sala del Tempio del Sole, piena di simboli e mistero

Proseguendo, si arriva alla Roccia di William con le ceneri del compositore, inserite in un monolite a forma di piramide. Nulla di triste o macabro però, anzi da questo angolo del giardino si gode di un panorama bellissimo, aperto su Forio, con il Sole e la brezza sulla pelle.

Il Ninfeo, poco oltre, è una delle cose più particolari del giardino: circondato da siepi, al centro c’è una fontana in acciaio che riflette il cielo, infatti si chiama Lo Specchio dell’Anima. Un nome poetico che riverbera la bucolicità del paesaggio mediterraneo tutto intorno, ma che in realtà si riferisce ai riti iniziatici dipinti nella Casa dei Misteri di Pompei.

Ninfeo alla Mortella
Il particolarissimo ninfeo, un luogo di pace e, anche qui, un pizzico di mistero

Su un lato si apre una grotta con una statua di Afrodite mentre in una nicchia accanto riposano le ceneri di Lady Walton, ‘genius loci’, ovvero colei che ha dato vita e forma a questi luoghi.

Continuando a scendere, in un trionfo di piante e fiori, tra i suggestivi muretti a secco e i terrazzamenti, dopo aver superato la casa museo e il bel caffè, giungerai alla parte inferiore della Mortella.

Giardino basso – Valle

Il Giardino basso pare una giungla tropicale traboccante di alberi, palme, felci, fiori superprofumati e colorati. E anche qui c’è qualche elemento particolare.

Come la Fontana principale e fontana alta, una bella fontana ovale con un getto altissimo, immersa nel verde intenso della vegetazione.

fontana nella vegetazione
La Fontana alta

Ma la cosa più particolare è la Victoria House, una piccola ‘serra’ che mi ha lasciato di stucco. E’ dedicata alla Victoria Amazonica, una ninfea dalle enormi foglie rotonde e dagli enormi fiori, con una fioritura a dir poco originale. Il fiore è femmina il primo giorno e maschio il secondo: in una notte cambia colore e sesso, e poi si immerge nelle acque. Misteri della natura!

Nella Victoria House possiamo ammirare questa meraviglia (non il cambio sesso!) adornata di rampicanti, orchidee e un faccione in pietra che catalizzerà la tua attenzione. Ma non farti distrarre: la regina qui è la Victoria.

Usciamo dalla serra e, passeggiando tra varie aree con piante e alberi esotici, eccoci arrivati nei pressi dell’ingresso inferiore. Se hai parcheggiato su in cima, dovrai risalire a prendere il tuo mezzo; se invece sei col bus… mettiti alla fermata!

La mortella info pratiche

Dove sono i giardini e come arrivare

Indirizzo dei Giardini La Mortella Ischia: Via Francesco Calise operaio foriano, 45 – Forio (Na).

  • Arrivare in bus: da Ischia, Casamicciola e Lacco Ameno linea CS – Da Forio linea CD.
La Mortella
Strani paesaggi nei Giardini
  • Arrivare in macchina o scooter: segui la Strada Provinciale 270, che fa il giro dell’isola quindi ovunque tu sia a Ischia la trovi. I Giardini sono tra Forio e Lacco Ameno, abbastanza ”nascosti” in una strada secondaria: fa’ attenzione ai cartelli.
  • Per quanto riguarda il parcheggio, nella parte bassa non abbiamo trovato modo di lasciare il mezzo, nemmeno uno scooter. Proseguendo lungo la tortuosa via, arrivati all’ingresso superiore c’è un bel posteggio in mezzo agli ulivi, gratuito. Su google, puoi allargare la mappa qui sotto, è segnato con una classica P.

La Mortella prezzi

Per il 2020:

  • Intero: 12 euro
  • Ridotto: 10 euro (12-18 anni e over 70)
  • Concerto+Giardini: 20 intero e 15 ridotto.
  • Visite guidate: sono possibile sia individuali con gruppi costituiti sul momento, sia private. Per tutte le opzioni guarda la pagina dedicata sul sito dei giardini.
segni zodiacali
Anche i segni zodiacali trovano spazio a La Mortella. Tu che segno sei?

La Mortella orari

I Giardini sono aperti da aprile a ottobre il martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 9 alle 19 con chiusura biglietterie alle 18. Un’ora però secondo me è veramente poco.

Per tutte le info aggiornate, specialmente in periodo di coronavirus e quindi di chiusure, guarda il sito dei Giardini.

Allora, t’è venuta voglia di andare a scoprire queste e altre bellezze dei Giardini La Mortella Ischia? Ti auguriamo una bellissima visita, ma prima CONDIVIDICI E PINNACI!

Al prossimo viaggio!

Simona

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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