Tempo di lettura: 9 minutiUltimo aggiornamento: 3 Maggio 2021

La Roma storica e artistica, la Roma della Grande Bellezza nel senso più alto del termine, la conosciamo tutti. Oddio, nessuno può dire di conoscerla bene, perché qui ogni sanpietrino e ogni angolo hanno qualcosa da raccontare. Ma diciamo che un’idea ce l’abbiamo. Perciò voglio portarti ad esplorare uno dei suoi aspetti un pochino meno noti ma importantissimi. I parchi a Roma sono una parte essenziale della vita cittadina, della storia e dell’arte. E sono tanti: Roma è piena di ville e giardini tutti da scoprire. Iniziamo con una bella passeggiata rilassante e soprendente in 10 parchi di Roma imperdibili.

10 Parchi a Roma

1. Villa Doria Pamphilj

Villa Pamphilj è il mio parco preferito a Roma, secondo me batte anche Villa Borghese che è uno splendore. Non saprei dire perché. Probabilmente è la magnificenza della sua pineta che ogni volta mi stupisce: lo spazio infatti è immenso e camminare tra i pini alti e irragiungibili mi fa subito sentire bene, e libera. Se sono triste o arrabbiata, basta una passeggiata qui e rinasco. Gli alberi hanno un immenso potere rigenerante, noi lo conosciamo talmente bene che uno dei nostri primi articoli è stato dedicato proprio ai ‘bagni nella foresta‘:

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parchi Roma

Ma oltre a boschi, selve, pinete e prati, Villa Pamphilj è piena di piccole/grosse sorprese. La più sbalorditiva è il Casino del Bel Respiro, sede di rappresentanza del Governo e perciò purtroppo chiuso al pubblico, con il suo Giardino Segreto: un piccolo ma delizioso labirinto di siepi.

Casino del Bel respiro

Non molto più in là, la Fontana di Cupido è un inno al dio dell’ammmore e un tripudio di orpelli e decorazioni scenografiche. Poi c’è la Cappella della famiglia Doria Pamphilj, una strana costruzione in stile neogotico…

Nel parco troviamo poi un luogo di pace apparente: il laghetto naturale circondato da vegetazione selvaggia e panchine dove sedersi e farci cullare i pensieri dalle acque placide, navigate da papere e cigni. Calma apparente perché se lanci dei pezzi di pane in acqua vedrai scatenarsi una lotta selvaggia per il cibo tra le carpe: carpe enormi e vecchissime, lucide e rosse, albine e gialle. Carpe che non sfigurerebbero nel progamma di D-Max River Monsters!

Villa pmphilj

Insomma, gira per il parco romano senza meta ma solo con la voglia di perderti e farti sorprendere da improvvise statue, fontane, boschi, pinete, selve, sentierini e casali.

2. Parchi a Roma: Villa Borghese

Villa Borghese è un sogno fatto di boschi vivaci, viali ombrosi, fontane con animali, tempietti neoclassici, musei favolosi, statue marmoree, giardini lussureggianti, teatri shakespeariani, concorsi di cavalli e altro ancora. Insomma c’è tutto un mondo in questi 80 ettari, compresa una delle location più romantiche della città eterna. Parlo della terrazza del Pincio, da dove si ammira un panorama unico su Piazza del Popolo col suo obelisco e con San Pietro sullo sfondo. Qui la famosa e speciale luce di Roma dà il suo meglio, ancora di più quando diventa calda e morbida al tramonto.

parchi Roma

Ci vorrebbero giorni per scoprire il parco, puoi leggere l’itinerario che abbiamo scritto per gli amici Elisa e Luca di Miprendoemiportovia: vivere Villa Borghese in modo slow e in mezzo alla natura.

parchi Roma

Ecco i punti più belli secondo noi, oltre al Pincio. Il tempietto di Esculapio, che ci porta un po’ in Grecia e che si specchia indifferente nel bel laghetto del parco, meta di coppiette e comitive che si aggirano con le barchette a remi sulle acque quasi immobili. Poi il Parco dei Daini, una volta frequentato da daini e gazzelle e oggi alberatissimo paradiso in terra, teatro anche di installazioni di arte contemporanea. Bizzarro il novecentesco serbatoio dell’Acqua Marcia con il suo aspetto barocco. A pochi passi da qui non scordiamo la Galleria Borghese, che è uno dei musei più ricchi di meraviglie artistiche del mondo, con i suoi Giardini Segreti.

parchi Roma

Poi ti suggerisco un punto d’osservazione un po’ strano: il ponte che dà sulla trafficatissima via romana Muro Torto. Da quassù ti illudi di non avere niente a che fare con gli affanni che sembrano mettere il pepe al sedere delle macchine che rapidamente fuggono sotto di te, per andare chissà dove. È un dolce inganno del parco: vivere slow e nella natura anche in una grande città, almeno per un po’. In fondo basta poco per tornare nel mondo più sereni. Un po’ di più per continuare ad esserlo…

3. Parchi a Roma: Villa Sciarra

Villa Sciarra è piccolina e purtroppo malamente trascurata dal Comune. Si trova tra Trastevere e Monteverde, a due passi dal Gianicolo (uno dei 7 Colli di Roma). Secondo noi è un piccolo portagioie che cela gioielli preziosi come la Fontana dei Satiri e l’esedra dei 12 mesi. Li dobbiamo, insieme alle altre fontane, ai monumenti e alla disposizione del giardino, al suo ultimo proprietario: l’americano George Wurts.

parchi Roma

Villa Sciarra in estate è una sinfonia di cicale e un’oasi di riparo dal caldo, certamente più intima e riservata della vicina, maestosa e vivacissima Villa Pamphilj. La sua dimensione raccolta e riflessiva la rende davvero speciale, mentre una passeggiata tra i viali alberati ti fa sentire come un protagonista di fine ‘800.

Non perderti l’esedra: una siepe di lauro tagliata a forma semicircolare con 12 nicchie che alloggiano 12 statue che rappresentano i mesi.

Di fronte al Casino Barberini, oggi sede dell’Istituto di Studi Germanici, puoi ammirare una fontana curiosa con 4 sfingi femminili che rappresentano (in modo un po’ sessista) le passioni umane o i Vizi, e la Fontana dei putti.

Semplicemente esotico e fiabesco poi il tempietto semicircolare con la cupola in ferro battuto.

parchi Roma

4. Parco dell’Appia Antica

Natura, arte, storia, archeologia e paesaggio si mescolano nell’immenso Parco regionale dell’Appia Antica: 4550 ettari (!!) che ne fanno il parco urbano più vasto d’Europa ma anche il più unico. Sfido chiunque ad avere al suo interno vestigia di importanti ville romane, catacombe, acquedotti, musei, chiese, colombari, antichi sepolcri, ninfei, boschi sacri, templi, e pure paesaggi rurali romantici ed evocativi.

Senza dimenticare la via Appia, che per gli antichi romani era la strada più importante di tutte: anzi la Regina Viarum. I romani di oggi la frequentano specialmente la domenica per fare jogging e stare un po’ all’aria aperta beandosi del fascino degli antichi sanpietrini, degli alberi intorno, e dell’aria bucolica della campagna romana.

Moltissimi gli itinerari che si possono seguire, tutti belli grossi e densi di storia oltre che di bellezze naturali. Dall’Appia Antica agli Acquedotti, dalla Valle della Caffarella a Tor Fiscale, da Tor Marancia al Cammino naturale dei Parchi (che inizia qui e finisce sugli Appennini!)… hai davvero l’imbarazzo della scelta!

Sono una miriade anche gli eventi e le iniziative, scientifiche e didattiche, compresi birdwatching e percorsi educativi, che animano il parco. Ti consiglio di spulciare il sito del parco per scoprire quello che fa per te.

5. Parco degli Acquedotti

Il Parco degli Acquedotti per essere precisi sarebbe un pezzo del Parco dell’Appia Antica, ma ha una vita talmente a sé ed è un tale punto di riferimento per i quartieri tra cui sorge (Cinecittà e Quarto Miglio) che ne voglio parlare a parte. Soprattutto perché credo sia qualcosa di particolarissimo. Al suo interno c’erano 6 degli 11 acquedotti che rifornivano Roma, a cui grazie al Papato si aggiunse, in epoca rinascimentale, l’Acquedotto Felice che ancora oggi è usato per irrigare. I loro resti imponenti rendono speciale qualunque passeggiata, corsa, ginnastica, pausa-relax o sessione fotografica pensi di fare qui.

Parchi Roma
Foto di Nicolò Salinetti – Unsplash

Se cerchi le atmosfere degli antichi vedutisti del 1800 che ritrassero la campagna romana con le rovine classiche per sottolinearne l’aura bucolica, ricordo di un tempo e di una grandezza perdute nonché metafora della vita e del destino degli uomini… sei nel luogo giusto.

Ma se per te questi pensieri sono troppo malinconici, sei lo stesso nel posto giusto: la varietà dei paesaggi e della flora unite alla vivacità dei romani che vivono totalmente il parco, ti conquisteranno. Una curiosità che ci fa impazzire: in un’area dedicata e con l’autorizzazione è possibile piantare personalmente un proprio albero. Noi l’abbiamo messa in to do list perché l’idea ci piace troppo!

6. Parchi a Roma: Villa Ada Savoia

Villa Ada è il parco dei Parioli, il quartiere ‘bene’ di Roma. Affonda le sue radici addirittura nell’VIII secolo a.C. (cioè 2800 anni fa…) e ne ha viste di cotte e di crude secondo le vicissitudini dei romani e di varie famiglie nobili, anche per la vicinanza con l’importantissima strada consolare Salaria. Ecco perché al suo interno ci sono catacombe (Santa Priscilla) e altre vestigia antichissime.

Ma Villa Ada trabocca di storia più recente, lo dimostrano diversi edifici in stile eclettico o neoclassico come la Villa reale (ora sede dell’Ambasciata d’Egitto), le Scuderie reali, la Torre Gotica, il Tempio di Flora, lo chalet svizzero e Villa Polissena. E anche residui di archeologia industriale come il bunker antiaereo della famiglia Savoia, che avevano acquistato l’area nel 1872. Infatti si chiamava Villa Savoia. Poi l’imprenditore che si occupava dei loro beni gliela comprò a poco nel 1878, e la dedicò alla moglie Ada. I Savoia la ricomprarono a inizio 1900 e la tennero fino al 1946.

La storia ancora più recente infatti vide il re convocare proprio a Villa Ada Mussolini, dopo la sua deposizione il 25 luglio 1943, per farlo arrestare e portare via in ambulanza.

Un periodo buio per l’Italia, ma ora in questi luoghi risuona tutt’altra musica per fortuna: Villa Ada ogni estate ospita Roma incontra il Mondo, eclettica e cosmopolita rassegna di arte, musica, danza, artigianato e gastronomia.

A parte tutto ciò, il parco offre magnifici scorci tra lecci, pini, olmi, aceri e querce. Ovviamente il laghetto (artificiale, mica come Villa Pamphilj ehehe) è uno degli spot più gettonati sia dai romanticoni sia dagli appassionati di fotografia.

7. Parchi a Roma: Villa Celimontana

I turisti che affollano l’area del Colosseo e del Circo Massimo non immaginano che nei paraggi ci sia una sopresa come Villa Celimontana, un giardino del 1500 abbarbicato sul Colle Oppio con al suo interno disseminate tra gli alberi rovine antiche e molto variegate. Davvero particolare è il Ninfeo dell’Uccelliera, visitabile, e l’obelisco egiziano risalente a Ramsete II (parliamo di 3200 anni fa), detto popolarmente ‘spiedino‘ (dal greco obelìskos che significa proprio… spiedino!). Noi, da bravi appassionati di quelle romantiche atmosfere inglesi, adoriamo anche il tempietto gotico di fine ‘800 che un po’ litiga e un po’ va d’accordo con i viali alberati della Villa.

Poi, il nostro animo di viaggiatori è solleticato dal fatto che Villa Celimontana ospita nel Palazzetto Mattei la Società Geografica italiana, mentre la nostre corde più musicali sono pizzicate dal Festival di Jazz che risuona ogni anno (Covid a parte) tra queste fronde.

8. Parchi a Roma: Villa Torlonia

Villa Torlonia, ovvero il parco a Roma dove mi portava nonno. A me sembrava un mondo a parte, lontano anni luce dal frastuono e dal caos cittadino. Crescendo non l’ho frequentato per anni, visto che era lontano anni luce (in termini di traffico/mezzi romani) da casa mia. Tornandoci recentemente nel nostro giro per i parchi a Roma, ho ritrovato un luogo favoloso e con tantissimi aspetti naturalistici e culturali. Infatti anche questa Villa ha dietro tutta una storia e un guazzabuglio di vicende familiari che ti suggerisco di approfondire perché legatissime alla vita della città e all’arte.

Villa Torlonia

Per rimanere solo alle vicende ‘recenti’, la Villa fu concessa per 20 anni come residenza a Mussolini, il quale fece costruire sotto il Casino Nobile un rifugio antiaereo e un bunker (visitabile fino a poco tempo fa). Il complesso fu poi occupato per due anni dalle truppe angloamericane.

Oggi è tutto risistemato: le Scuderie Nuove, il Villino rosso, il Villino medievale, i manufatti dei Propilei, il Casino Nobile (sede della collezione della Villa), il Casino dei Principi (sede dell’Archivio della Scuola romana e di mostre varie), il Teatro e la Torre e Serra moresca. Ultima ma non ultima, la favolosa Casina delle Civette: un edificio che sembra uscito dalla fantasia di uno stregone e che ospita il Museo delle Vetrate. Una vera particolarità e una vera meraviglia per gli occhi.

Scoprila con noi: La Casina delle Civette tra liberty, esoterismo e magia

casina delle civette

9. Giardino degli Aranci (Parco Savello)

Ora saliamo un pochino, su un altro dei 7 colli romani: l’Aventino. Dal bel portale in piazza S. Pietro d’Illiria entriamo in un giardino raccolto, disposto in maniera simmetrica e piantato ad aranci. Un albero caro a San Domenico, fondatore dell’omonimo ordine, che proprio sotto un arancio era solito predicare. Possiamo ancora ammirarlo, proprio lui (l’albero), sbirciando da un’apertura presente nel muro del portico della Chiesa di Santa Sabina che dà sull’antico chiostro.

Il Giardino degli Aranci è deliziosamente raccolto e si allunga su una terrazza affacciata sul Tevere tanto che appena arrivi vedi il Cuppolone di San Pietro in lontananza. Il muretto da cui si gode l’ampio panorama è sempre (covid a parte) gremito di giovani seduti che scattano foto e selfie, chiacchierano, si abbracciano. Poco più in là, di solito c’è un suonatore ambulante: un sottofondo che aumenta l’emozione di stare ammirando una cosa bella.

L’area del parco è quella di un antico fortilizio eretto dalla famiglia dei Savello tra il 1285 e il 1287 vicino alla Basilica di Santa Sabina che tra l’altro ti consiglio davvero di andare a vedere. Ha un portale ligneo del V secolo che è la fine del mondo! Così come non perderti il Roseto comunale, poco distante, che ti regalerà profumate e colorate emozioni. Te lo raccontiamo nel nostro articolo:

Roseto comunale di Roma, alla scoperta della rosa originaria (e altre idee in zona)

10. Orto botanico

L’Orto botanico di Roma detto in una parola sola è strabilante. Ha un solo difetto: è a pagamento. Se sei in visita nella città eterna non è un problema, ma se ci vivi e vuoi ammirare il giardino in tutte le stagioni (cosa consigliatissima) ti tocca pagare ogni volta. Non parliamo di cifre elevatissime, ma sono comunque 10 euro che probabilmente disincentivano i romani dal godersi il rigoglio e i tanti ambienti diversi di questo incredibile Orto.

Al suo interno infatti troviamo di tutto; passeggiare qui vuol dire allo stesso tempo fare un giro per il mondo. Dalle palme alla foresta di bambù, dal vero e proprio giardino zen alle serre delle piante grasse (che adoro), dai ciliegi per darsi all’autentico hanami giapponese alle distese violacee degli iris, dagli orti delle piante officinali al bosco mediterraneo, dalle felci alle piante acquatiche… e ancora e ancora! Ovviamente non mancano gli alberi monumentali, insomma c’è tantissimo da vedere e sono sicura che ne uscirai con gli occhi a cuoricino! O ad alberello.

Concludiamo così, alla grande, questa panoramica su 10 meravigliosi parchi a Roma anche se nella capitale ce ne sono tanti tantissimi altri che meritano di essere scoperti. Ma per ora direi che tu abbia già un sufficiente imbarazzo della scelta.

Facci sapere qual è il tuo preferito e… al prossimo viaggio!

Simona

EXPLORE. DREAM. DISCOVER.

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Roseto comunale di Roma, alla ricerca della ‘rosa originaria’ (e altre idee in zona)

L’orto botanico di Roma, un’oasi nel caos quotidiano

Alberi monumentali in Italia, un patrimonio da scoprire

La Casina delle Civette tra liberty, esoterismo e magia

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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