Tempo di lettura: 5 minutiUltimo aggiornamento: 4 Novembre 2019

Vera e propria perla dell’Adriatico sloveno, la deliziosa Pirano è stata un po’ la ciliegina sulla torta dei nostri 5 giorni in questo Paese pieno di bellezze naturali. La città è piccolina, si gira senza fretta in poche ore e ci ha regalato un apprezzatissimo scorcio marino dopo montagne, laghi e cascate. Che te lo dico a fare, ci stava proprio bene!

Il modo migliore per scoprirla è lasciare la macchina a uno dei parcheggi fuori dalle mura e camminare. Pirano è un po’ un saliscendi, ma nulla di troppo impegnativo!

Pirano dal campanile

Vicissitudini storiche a Pirano

La città ha attraversato parecchie vicissitudini, passando dai romani ai bizantini, dai carolingi al Regno d’Italia fino al sodalizio piu’ importante: quello con la Repubblica di Venezia, nel momento del suo massimo splendore. In seguito divenne parte dell’impero austroungarico, poi dopo la Grande Guerra venne assegnata all’Italia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne parte del Territorio Libero di Trieste, che Italia e Jugoslavia si spartirono con un accordo nel 1954 in seguito al quale gli italiani esodarono, sostituiti da jugoslavi dell’interno.

Oggi del suo passato marinaro e portuale rimane il porto e la stretta simbiosi con il mare, che la avvolge su 3 lati e che crea un vivace e perfetto contrasto cromatico con l’arancione dei tetti e i colori pastello delle case, che predominano alla vista della città. Rimane anche il retaggio delle saline, un’attività fiorente ancora in opera sebbene oggi le saline siano meno estese di una volta.

piazza a Pirano

Molto del fascino di Pirano, poi, è dovuto ai suoi bei palazzi in stile gotico veneziano, che la rendono elegante, e alle fortificazioni, sempre risalenti alla Serenissima.

Ma vediamo ora cosa puoi goderti durante una bella passeggiata a Pirano.

Passeggiando per Pirano

La cittadina è divisa in due parti – Punta e Marciana – dal porto e da quello che era il vecchio mandracchio, oggi Piazza Tartini, fulcro della vita cittadina. Il mandracchio sarebbe, in alcuni porti italiani, uno specchio d’acqua riservato all’ormeggio di barche da pesca e piccole imbarcazioni. È diverso dal porto perché di solito è un’insenatura, e in alcuni casi, come anche a Trieste, è stato poi interrato. Questo spiega la forma atipica di Piazza Tartini, ovale.

Piazza Tartini

Come dicevo la piazza è il centro di tutto e ogni giro inizia proprio da qui, anche se proveniendo dai parcheggi avrai già avuto un assaggio dei vicoli di Pirano. Piazza Tartini è dedicata al compositore settecentesco Giuseppe Tartini, il cui Trillo del Diavolo modestamente ho suonato a 13 anni al saggio di pianoforte. I casi della vita, ma reminiscenze a parte la piazza è coloratissima e molto vivace (almeno in estate!).

Pirano

Si affacciano sul bel marmo della pavimentazione alcuni interessanti edifici e la casa di Tartini, a cui è peraltro dedicata, ovvio, la statua posta nel bel mezzo dello spiazzo.

Molto curiosa la casa veneziana all’angolo nord orientale, in stile gotico, che però non è rossa come sostiene la Lonely Planet, ma di uno smorto color crema. Comunque è un’affascinante testimonianza della dominazione della Serenissima su Pirano. E poi ha una bella storia: fu costruita da un ricco mercante per una ragazza piranese di cui era innamorato, cosa che ovviamente scatenò fior di pettegolezzi. Il mercante allora fece sistemare sulla facciata un bassorilievo con la scritta: “Lascia che parlino“. Un consiglio sempre valido, per come la pensiamo noi!

Per chi è appassionato, Piazza Tartini è anche teatro del Festival Tartini, dedicato alla musica da camera, che si tiene in agosto.

Il campanile della Cattedrale di San Giorgio

Il campanile della Cattedrale di San Giorgio, in cima al colle, è il punto perfetto per ammirare la bellissima Piazza Tartini in tutta la sua particolarità. Con la sua forma oblunga, coi tetti arancioni, il mare cobalto sullo sfondo… non fosse per il vento forza 9 non vorresti mai scendere!

San Giorgio battistero

L’ingresso si paga, così come si paga a parte la visita alla Cattedrale e al suo piccolo museo annesso. La Chiesa può essere occhieggiata dall’esterno dalla porta ma si vede ben poco.

I vicoli e il chiostro del Monastero Minorita

Scesi dal campanile, si prosegue per i vicoli, pieni di botteghe e negozietti di souvenir e di angoli pittoreschi tra rampicanti, pietra ocra e porticine di case che ricordano tempi andati.

chiostro

Le stradine si ingrabugliano tra un colorato mercato, una piazzetta pittoresca, palazzi scrostati, balconi con mascheroni che ti osservano dall’alto, porticati e cortiletti. Occhi bene aperti, quindi, per cogliere i tanti dettagli che Pirano svela a chi è curioso.

Il chiostro del Monastero Minorita merita una sosta: non sarà il più bello della storia ma è sempre affascinante e un’oasi di pace e silenzio.

Finestre

Chiesa di San Clemente e Faro di Punta

Vicino al Faro di Punta, all’estremità della stretta penisola sui cui si srotola Pirano, c’è la Chiesa di San Clemente. E’ piccolina ma davvero bellina e particolare con la sua torre rotonda e merlata!

San Clemente

Il lungomare e il porto

Una passeggiata molto bella segue il profilo della penisola su cui sorge Pirano. Da una parte infatti c’è il mare aperto, dall’altra le case colorate della città, e parecchi ristoranti tra cui puoi scegliere quale merita la sosta.

Il porto è una selva di alberi di nave, e anche se moderno mantiene il fascino del luogo dove tutto è possibile: una partenza e una nuova vita, un ritorno, un incontro, una riflessione coi capelli al vento.

Porto di Pirano

I sirenetti di Pirano

Tutti conoscono la sirenetta di Copenaghen (e molti ne sono rimasti delusi…) mentre pochi sanno che anche Pirano ne ha una sua personale. Si trova sul lungomare, nei pressi della Chiesa di San Clemente.

sirenetta a Pirano

Ma c’è un colpo di scena! Noi abbiamo trovato anche il sirenetto! Ancora meno persone erano a conoscenza di questo fatto, ma ci sembra giusto dare un po’ di notorietà anche a questa bella roccia, le cui labbrone sono ovviamente impegnate in una classica Magnum… come Zoolander insegna!

La cosa curiosa comunque è che molti di questi massi, che contornano il lungo mare, sono scolpiti con figure più o meno elaborate, ed è divertente cercarle!

Trg 1 Maia

Piazza Primo Maggio, ecco il nome italiano di questa deliziosa e un po’ defilata piazzetta, vicina a Piazza Tartini ma tranquilla e con un’atmosfera ‘vera’. Era la piazza centro della vita locale nel medioevo e oggi è molto pittoresca. Particolare la cisterna al centro, che raccoglie l’acqua piovana grazie alle grondaie dei palazzi vicini.

Piazza Primo Maggio

Le saline

Sapore di ma-a-re, sapore di sa-a-lee… Le saline di Pirano risalgono addirittura all’804 e nel tempo hanno conglobato anche quelle di Strugnano e Sicciole, diventando parte indelebile del paesaggio. Le saline hanno sempre un fascino incredibile, specialmente al tramonto, e sono anche molto fotogeniche. Se poi hai tempo e vuoi dedicarti qualche ora di relax in viaggio, a Pirano sono usate anche per fare talassoterapia: non fa mai male d’altronde!

Lungomare a Pirano

Tip: ad aprile si tiene il Festival dei Salinari, in occasione della festa del Santo Patrono, San Giorgio (23 aprile). In memoria dell’antica produzione che coinvolgeva intere famiglie, Pirano si veste di bianco come il sale che si produce ancora oggi coi metodi antichi: il fior di sale.

Info pratiche

Lingua: Pirano è bilingue, italiano e sloveno.

Parcheggio: non si può entrare a Pirano in macchina, occorre lasciarla ai due parcheggi fuori dalle mura. Parcheggi a pagamento ovviamente, visto che in Slovenia, ma non solo, ormai il posto te lo fanno pagare caro.

I parcheggi sono due: uno è il Fornace, a circa 1 km da Pirano, servito da bus navetta e un po’ più caro; l’altro è l’autosilo Arze, non servito da navetta e a circa 600 m a piedi da Piazza Tartini. I prezzi sui 12-17 euro per tutta la giornata, oppure ad ore.

Dove mangiare: la piazza e i vicoli intorno, come anche il lungomare, sono pieni di locali che onestamente ci sono sembrati tutti abbastanza turistici. Un po’ tutta Pirano d’altronde lo sembra, anche perché a fine luglio turisti ce ne sono a iosa, ed è difficile carpire l’essenza più profonda e vera della città. Comunque alla fine ‘turistico’ non è per forza sinonimo di mangiar male, quindi  valuta quale ristorante ti ispira. Noi ti suggeriamo la cantina Klet in 1 Maia Trg. Frequentato da tanti turisti ma molto verace.

Al prossimo viaggio!

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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