Tempo di lettura: 7 minutiUltimo aggiornamento: 19 Agosto 2020

Appena tornata dal viaggio che ci ha portato a scoprire il Trentino Alto Adige, con deviazioni in Veneto, non posso non cominciare a raccontarlo con un’escursione tra le più belle fatte, forse la più bella. Anche perché mi ha insegnato qualcosa, come probabilmente accade spesso in montagna… Andiamo quindi a scarpinare lungo il bellissimo sentiero per il Lago di Sorapis, vicino Cortina d’Ampezzo. Un lago davvero speciale, dal particolarissimo colore latte alla menta, avvolto in un contesto naturale strappa applausi.

Lago di Sorapis

Allacciamo gli scarponi e partiamo!

Dove si trova di lago di Sorapis

Il Lago di Sorapis, accoccolato nel bel mezzo del Massiccio del Sorapis, fa parte delle Dolomiti ampezzane. Perciò si trova in Veneto, a 12 km dalla vip Cortina d’Ampezzo e a soli 6 km da Misurina col suo incantevole lago (ci perdoni: è molto bello però il Sorapiss di più…).

Ma è anche abbastanza vicino alla rinomata Dobbiaco, che è in Val Pusteria (Alto-Adige e Tirolo orientale): quasi 23 km e 25-30 minuti di tragitto, circa lo stesso che da Cortina.

Come arrivare al Lago di Sorapis e cosa fare una volta lì – la nostra giornata

La nostra (stupenda) giornata con escursione al Lago Sorapiss inizia sul presto, come è meglio fare in caso di gite in montagna. Perché? Lo scoprirai ai Tips per la visita!

Alle 6.45 dunque facciamo colazione, poi con quella bell’arietta frizzante e tonificante delle 7.20 saliamo in macchina, e prima delle 8 arriviamo al Passo Tre Croci che è il luogo dove parcheggiare per andare al Lago di Sorapiss.

Il sentiero 215

Qui prendiamo il sentiero 215, che non è l’unico per raggiungere il lago Sorapiss ma è il più gettonato perché attrezzato e più breve anche se ha alcuni punti esposti. Quando ho organizzato l’escursione infatti m’è salita un po’ d’ansia: on line si parlava di cordini metallici e punti a strapiombo sconsigliati a chi soffre di vertigini. Noi non ne soffriamo però la cosa mi aveva un po’ impensierito.

E con questo pensiero (io) ci incamminiamo per il percorso che inizialmente per un bel tratto si snoda quasi in piano in un bosco. Il sentiero è magnifico, ben segnalato, e passa per paesaggi meravigliosi tra alberi, ghiaioni e montagne maestose.

I punti un po’ più complessi

Come pizzico di adrenalina, ti segnalo i punti ‘warning’ in modo che tu possa valutare se te la senti.

  • Una parte rocciosa senza protezione di lato ma con cordino metallico per aiutarsi.

sentiero nella roccia

  • Scalette di ferro per superare delle parti altrimenti problematiche.

trekking

  • Parete di roccia scivolosa, con cordino metallico.

trekking

  • Tratto di sentiero largo circa un metro, costeggiante la parete della montagna, attrezzato con cordino.

sentiero trekking

Si tratta in tutti i casi di pezzi brevi e non particolarmente complessi se sei agile e un po’ abituato alla montagna, ma comunque da fare sempre con attenzione sia perché in generale non si scherza su queste cose sia perché le rocce sono spesso scivolose e quindi occorre essere accorti nei movimenti.

Il sentiero non è faticosissimo, specialmente rapportato ad altri trekking come ad esempio quello al lago di Antermoia, e per buona parte si svolge lungo un comodo falso piano. Non è però nemmeno una passeggiata sul lungomare consigliata a chi è totalmente sedentario, anche perché ci sono dei tratti alquanto ripidi.

Il primo scorcio del lago Sorapis

Una volta arrivati, il Rifugio Vandelli occhieggia sulla sinistra mentre andando verso destra, macinati gli ultimi metri, raggiungiamo il Sorapiss. La stradina si apre tra le rocce, da dove fa capolino uno spicchio del meraviglioso colore ‘latte alla menta’ dello specchio d’acqua, sovrastato da una montagna spoglia a forma di dito. Si chiama infatti Dito di Dio e anche se non sei credente vedendo la bellezza e la potenza di questo spettacolo naturale… quasi quasi ti ricredi.

Noi, come bambini, spalanchiamo gli occhi esclamando WOW perché i colori di questo piccolo pezzettino di terra sono stupefacenti.

Ovviamente ogni stanchezza sparisce: ci diamo subito alle prime foto e ci fiondiamo sulle rocce vicino riva alla ricerca di scatti molto instagrammabili. Forse non originalissimi ma che danno grande soddisfazione.

Il giro del Lago Sorapis e il pranzo vista super

Superato il primo momento di stupore e di fotografia compulsiva, ci incamminiamo lungo le sponde del lago, in senso antiorario. Qui il percorso è tra piante, rocce e alberi, serve un po’ di agilità ma nulla più. Ogni metro riserva un angolatura e uno scorcio sul Sorapiss e il suo contorno di monti: roba da fondere smartphone o macchina fotografica! Raggiungiamo così tra la meraviglia e l’emozione uno spazio aperto, quasi una spiaggetta, dove in molti si fermano per contemplare la bellezza intorno, riposarsi, prendere il sole e mangiare qualcosa.

Noi infatti, anche se sono solo le 11, attacchiamo i nostri panini. Che gusto! Ci riposiamo un po’ e ammiriamo la bellezza sconvolgente del lago dai colori lattei e cerulei, ma anche delle montagne completamente spoglie e rocciose alle nostre spalle. Un panorama molto diverso, lunare, veramente affascinante.

Dalla roccia che ci ha fatto da appoggino, prendendo il Sole e ammirando il rapido gioco delle nuvole in cielo, vediamo anche man mano aumentare il numero delle persone che arrivano. Verso ora di pranzo c’è più folla al Lago di Sorapiss che a via del Corso!

riflessi sul lago

La cosa è un po’ seccante anche perché molti urlano, e un gruppo di ragazzi si inerpica sul lato sinistro del lungolago che ha un breve tratto non proprio accessibilissimo. Li vediamo letteralmente aggrappati alla parete rocciosa, e palesemente non esperti…

Dopo esserci ben goduti lo spettacolo della natura proseguiamo il giro del lago, trovando anche dei punti per salire e fare qualche foto dall’alto, cosa che ci regala una visione diversa. Solo una parola ci viene da dire: Incredibile. Questo lago è incredibile.

Caffè e rientro

Dopo esserci goduti il lago per qualche ora, ritorniamo all’imbocco del sentiero facendo altre foto a ogni passo, poi ci gustiamo un buon caffè con vista panoramica al Rifugio Vandelli.

A questo punto, pronti per la discesa, ci incamminiamo lungo il fantastico percorso e in un paio d’ore scarse, di buon passo, siamo alla macchina. Felici più di quanto avessimo immaginato.

Come arrivare al Lago di Sorapis in auto

Come arrivare al Lago di Sorapiss in auto? Devi raggiungere il Passo Tre Croci, vicino Misurina, e parcheggiare lì la macchina. Avevamo letto che si poteva approfittare del parcheggio dell’Albergo Cristallo ma quando siamo andati noi (fine luglio 2020) era tutto chiuso e l’hotel sembrava in ristrutturazione.

Lago di Sorapis, dove parcheggiare allora? Lungo il ciglio della strada. Calcola che la mattina presto c’erano poche macchine ma quando siamo riscesi nel pomeriggio la fila di auto in sosta era lunga in modo impressionante.

Lago di Sorapis

Una volta lasciata l’auto, devi imboccare il sentiero 215 perché l’unico modo per arrivare al Sorapiss è a piedi.

Lago di Sorapis dove mangiare

Ovviamente la cosa più classica e anche goduriosa è portarsi il pranzo al sacco, quindi dei bei panini da potersi gustare in riva al lago. Con un panorama come quello del Sorapis, non riesco a immaginare un pranzo più suggestivo. Non c’è bisogno di dire che dobbiamo stare attenti a non sporcare e non lasciare nessun tipo di rifiuto in loco, vero?

In alternativa, se non hai avuto tempo di preparare i panini o se preferisci un pasto più sostanzioso e comodo, a due passi c’è il Rifugio Vandelli. Noi ci siamo stati in epoca Covid e l’ingresso era contingentato, anche perché di gente a gozzovigliare ai tavoli ce ne era parecchia. Abbiamo preso solo un caffè ma sotto il nostro naso sono passate fette di torta super invitanti e piatti dall’aspetto molto gustoso. Prezzo del caffè (in piedi): normale, mi pare sull’euro e 10.

Rifugio Vandelli

Lago di Sorapis dove alloggiare

Come ho detto, il Lago di Sorapiss ha nelle vicinanze dei posti meravigliosi come Cortina, Misurina e Dobbiaco, perfetti come base per tante escursioni e gite della zona.

Noi ci siamo trovati bene muovendoci da Dobbiaco ma credo che la cosa più logica sia cercare alloggio vicino Misurina. Quanto ai prezzi, a luglio abbiamo trovato molto cara la Val Pusteria. A Misurina qualcosa a di meno si trovava ma non comodissimo e Cortina onestamente non l’abbiamo considerata. Siccome però ha una maggiore ricettività probabilmente muovendosi con anticipo si può trovare qualcosa a prezzo non sanguinolento.lago di sorapis

Cosa mi ha insegnato l’escursione trekking al lago di Sorapiss

Il contatto con la montagna probabilmente insegna ogni volta qualcosa. In questo caso a me ha fatto capire che le nostre paure spesso sono molto più grandi nella nostra testa, dove diventano dei veri film horror, mentre poi nella realtà si sciolgono come neve al Sole… anche quella dei ghiacciai alpini.

Io e Federico siamo sportivi. Il trekking ci piace e lo pratichiamo, ma non con assiduità: insomma non siamo esperti montanari. Proprio per questo, preferiamo un eccesso di prudenza a un eccesso di  sicurezza, che in montagna (come d’altronde al mare, vedi la nostra gita meravigliosa ma un po’ sottogamba ad Agios Sozon in Grecia) può farti trovare in situazioni davvero spiacevoli.

Insomma quando avevo letto di alcuni tratti esposti ho temuto che fossero troppo pericolosi e la cosa mi aveva creato un po’ d’ansia, anche se ho praticato arrampicata. Ma lì sapevo cosa facevo. Invece questo sentiero era ignoto. Ma poi ci siamo ritrovati a farlo senza nessun problema. Il che non vuol dire sottovalutare le cose: saremmo tornati indietro se avessimo visto dei pezzi che non ci sentivamo di affrontare. Ma vuol dire anche che non bisogna scappare a priori: se avessimo rinunciato all’escursione ci saremmo persi uno spettacolo indimenticabile.

lago dall'alto

Escursione al Lago di Sorapis: Tips per una giornata Top

Ecco infine i nostri consigli per goderti al meglio la tua escursione al Lago di Sorapiss.

  • Partire di buona mattina: ci sono diverse ragioni per affrontare una levataccia, anche in vacanza. 1) Intanto per trovare parcheggio. Come si suol dire, chi prima arriva meglio alloggia, senza contare che potresti non alloggiare per niente se arrivi con tutta calma e i posti sono finiti. 2) Poi per il clima: la mattina è più fresco, cosa da non trascurare in estate. Inoltre in montagna il meteo tende a essere sempre un po’ instabile, soprattutto nel pomeriggio. 3) Infine, per evitare la folla, che arriva dalla tarda mattinata in poi.
  • L’auto: come ho già detto occorre lasciarla a Passo Tre Croci, in uno dei parcheggi disponibili oppure sul ciglio della strada.
  • Abbigliamento: il sentiero 215 non è certo una ferrata ma nemmeno una passeggiata per negozi. Vestiti e scarpe devono essere tecnici e adatti alle escursioni in montagna. Pantaloncini/pantaloni, tessuti traspiranti, zaino sportivo con scomparti, immancabile k-way, maglia più pesante, cappellino o bandana per il Sole, scarpe da trekking (importanti). I bastoncini da trekking li avevamo ma non ci sono serviti.

card pinterest

Rientrando abbiamo visto persone con cappellino di paglia, jeans e Converse o scarpe da ginnastica, belle lisce sotto, affrontare con difficoltà i pezzi meno facili del sentiero. Difficoltà anche pericolosa, vista la scivolosità delle rocce. Fate vobis…

  • Tempi di percorrenza indicativi del sentiero 215: 1 h 45 -2 (sola andata).
  • Cibo e acqua: porta sempre una scorta d’acqua adeguata, il pranzo al sacco e degli snack tipo barrette, frutta secca o frutta per i momenti di maggior fatica.
  • Crema solare: in montagna ci si brucia tale e quale al mare, perciò la protezione è necessaria.
  • Bagno vietato: dal 2019, per preservare i pallidi e delicati colori delle acque, la balneazione non è possibile.

Ora che sai tutto, sai anche che il Lago di Sorapiss è davvero un posto da vedere nella vita, perciò… Vai e divertiti!

Ci vediamo al prossimo viaggio

Simona

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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