Sei (o stai per andare) ad Amsterdam e temi di mangiare solo aringa a colazione e patate fritte il resto del tempo? In effetti la capitale olandese è rinomata per tantissime cose, ma non per la cucina. Eppure anche qui si può mangiare bene: ormai ci sono ristoranti di tutti i tipi, e anche le caffetterie più easy hanno belle proposte. Ma soprattutto i piatti tipici ci hanno sorpreso, regalandoci gusti nuovi ed emozioni culinarie. Ecco perché vogliamo condividere con te cosa mangiare ad Amsterdam, e dove abbiamo mangiato noi (i posti migliori, of course, non quelli ”inutili”: senno’ che ci stiamo a fare?). Il tutto, partendo dalla mattina per finire al dolce post cena.

La colazione

La nostra scelta top per la colazione è una variante degli amatissimi pan cake: i poffertjis. Si tratta di un tipico dolcetto olandese che ricorda un mini pan cake, servito caldo con zucchero a velo, sciroppo d’acero o frutta. Siccome la pastella viene cotta in una speciale padella fatta con tanti buchi a semisfera, il risultato sono dei dolcetti piccoli e bombati, sofficissimi.

Da un certo punto di vista sono più gestibili da mangiare, essendo microscopici rispetto ai pan cake che ti servono in Usa e in generale più piccoli di quelli che si fanno qui in Italia. Poi magari te ne mangi 25 come ho fatto io e vabbeh… recuperi!

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Poffertjis e un enorme pan cake sulla terrazza del De Vier Pilaren. Come si dice a Roma… ‘e chi t’ammazza?’

Dove mangiarli. De Vier Pilaren, un locale eccezionale in riva al canale a due passi da Leidseplein, una delle piazze principali di Amsterdam. La sua terrazza nella bella stagione è una goduria totale, quasi quanto i poffertjis, i pan cake e il caffè che preparano.

Come alternativa puoi farti i waffel, un dolce a cialda tutto riquadrato croccante fuori e morbido dentro. A me non fanno impazzire però con cioccolato o varie robe sopra acquistano un certo perché. Devo dire che li ho apprezzati più che altro come spezzafame (burp) pomeridiano o serale (v. la sezione ‘Fame chimica’).

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I waffle li conoscono tutti. Noi al massimo ci mettiamo dello zucchero a velo, che tristi siamo, ma sopra ci va di tutto: cioccolato, panna, fragole… fatti del male!

Dove mangiarli: ovunque.

Altrimenti puoi farti venire il diabete con gli stroopwafel. Si tratta di un dolce tipico e molto sfizioso, ma zuccherosissimo. È formato da due cialde rotonde e sottili con un ripieno di sciroppo al caramello. A noi piace ‘plain’, ma sappi che sopra ci si può mettere di tutto: dalla cioccolata alle smarties a qualunque cosa ti venga in mente. Impegnativi, dolcissimi, ma una volta nella vita vanno provati.

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Sembrano innocenti, così tondi, sottili e colorati… E invece sono ipermegadolci! E deliziosi, caldi, morbidi e croccanti allo stesso tempo. Insomma, un vero comfort food

Dove mangiarli: non farteli scappare se sei al mercato Albert Cuyp nel quartiere De Pijp, ma in generale li trovi ovunque, un po’ come i cornett… le brioche da noi.

Il pranzo

Sul concetto di pranzo esistono varie scuole di pensiero. Chi lo fa fast and light, chi slow e heavy. Chi, anche in viaggio, si siede al ristorante. Chi preferisce una cosa rapida per non perdere troppo tempo. Noi siamo tra questi: il pranzo è un momento da sfruttare come riposo dai nostri leggendari tour de force… ma comunque pronti a rimuoverci presto!.

Ad Amsterdam trovi molti locali, localini, caffetterie che offrono piatti affini alla nostra cucina, ottimi e ben presentati. Possiamo suggerirti il quartiere Jordaan, hipster e pieno di giovani, che pullula di ritrovi uno più invitante dell’altro. Ma in ogni zona ce ne sono a bizzeffe.

  • Dove pranzare fighetto e ‘classico’:

Un cafè carinissimo, al punto da essere fighetto (ergo: ambiente ricercato, prezzi non economici), è il cafedejaren, che ha pure un’ottima posizione sul canale Amstel. Inoltre fa tutto, dalla colazione alla cena passando per l’high tea.

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L’entrata del Cafè de Jaren

Noi però vogliamo suggerirti la cucina indonesiana o del Suriname, diversa dalle nostre abitudini e sfiozisissima. Ad Amsterdam ci sono molti posti per provarla, perché Indonesia e Suriname sono state colonie olandesi e quindi c’è una certa immigrazione da questi Paesi.

Riso, carne, cotture particolari, salse e verdure hanno caratterizzato i nostri ottimi e speziatissimi pranzi indonesiani. Il piatto lo componi tu scegliendo dal bancone quello che preferisci e devo dire che abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta. Astenersi nemici dei papponi.

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Porzioni un filo impegnative…
  • Dove mangiare indonesiano:

Ad esempio al Toko Joyce, dove abbiamo mangiato nella (piccola) saletta superiore con vista su Nieuwmarkt, una delle piazza principali di Amsterdam. Intorno alla piazza c’è un altro interessante indonesiano, il Tokoman, e vari locali per tutti i gusti. Abbiamo avvistato anche un messicano!

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Squalo e coccodrillo per il logo del Toko Joyce

Per un pranzo più tipico e sempre rapido, ti suggeriamo di prenderti un kebab (anche se sembra strano è una passione degli olandesi) e/o le famose patatine fritte fiamminghe e/o il panino con l’aringa e/o le polpette. Ma anche un pannenkoeken: sì, il pan cake gli olandesi lo preparano anche salato. E’ molto sottile (e largo…) e in mezzo ci si può mettere di tutto, dal formaggio al prosciutto alle verdure. Ottimo!

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Un pannenokoenen e svolti il pranzo
  • Dove mangiare ‘tipico’:

In uno dei tanti chioschetti che trovi in giro, calcolando che in questo caso dovrai mangiare in piedi o su una panchina. Per l’aringa suggeriamo, se riesci a trovarlo aperto perché a noi ha detto sempre male, Frens Haringhandel in Koningsplein, da 25 anni un must in città.

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Tappa quasi obbligata e stranamente (vista la fama) poco turistico è Van Dobben, locale spartano e piastrellato tipo macelleria dove puoi pure sederti. Il loro piatto forte dal 1945 sono le croquette. In pratica ti portano una crocchetta dentro un panino. Così, a secco. Comunque da provare, accompagnandola magari con qualcos’altro dal menu non vasto ma perfetto per un pranzo rapido. Da provare anche, col freddo, la zuppa di piselli.

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Onestamente messo così è un po’ ‘intozzante’. Ma se vuoi provare una cosa tipica locale, la croquette lo è

I pannenkoeken li fanno praticamente ovunque e generalmente bene.

L’ora del the

Anche se quella del the non è una tradizione tipica olandese, vogliamo segnalarti una sala da the che è una vera chicca. Si trova in Oude Hoogstraat 22, risale al 1700 ed è la casa più piccola di Amsterdam: 3×2 metri ognuno dei 3 piani. Al piano terreno si vendono i prodotti (il proprietario, un ragazzo, è gentilissimo) e al piano di sopra c’è la saletta.

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Aveva una casetta piccolina in Amsterdà / con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà / e tutte le ragazze che passavano di là / dicevano: “Che bella la casetta in Amsterdà”!

Va assolutamente prenotata perché c’è un solo tavolo ma se riesci a trovare posto l’atmosfera intima e casalinga merita. E se sei un maschietto, poco sensibile al fascino un po’ lezioso della saletta, vacci per i dolci e le torte che accompagnano il the, semplicemente ottimi. Su tutto, da provare l’appeltaart, la torta di mele tipica  – anche – dell’Olanda. Che dire… va a ruba!

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Delizioso tutto: ambiente, torte, the. Ma prima come ci vivevano qui?

Altri posti per una pausa pomeridiana, dove riprenderti da camminate e pedalate o dal freddo:

Se vieni dal beghinaggio e dalla piazza Spui (tra le attrazioni maggiori della città) e vai verso la zona ricca di negozietti chiamata ‘9 strade‘, puoi fare una sosta alla ‘pancakeria’ d’angolo Lanskroon Bakery, sederti guardando il movimento di biciclette e passanti sul Singel e gustarti caffè, pancake, waffle, stroopwafel. Top.

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Oppure se sei nella zona zoo (Artis), straconsigliato è il De Plantage. Un locale ricavato dalla vecchia serra bellissimo dentro e ancora di più fuori, specie nella bella stagione. Qui si mangia anche, con un menu davvero interessante.

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Il fascino delle serre è incredibile

In zona, ma al Giardino Botanico, c’è il DeHortus, detto anche Orangery. Noi siamo finiti qui sbagliando, perché cercavamo il De Plantage, ma, come spesso accade nella vita, dobbiamo dire grazie al nostro errore. Il locale è minimal ma bellissimo e il contesto è super: sorge all’interno dell’Orto botanico, che vale una visita anche se non siete esperti di piante come Federico ma semplici appassionati come me. Gustare il caffè e l’appeltaart al sole sulle panche fuori circondati dal giardino è stato davvero fantastico.

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Non è una figata?

Prima di cena

L’aperitivo ad Amsterdam non è diffuso come da noi, ma qualche locale lo fa. Tuttavia il nostro consiglio è di fare una puntata in un posto fantastico, il Brouwerij ‘t IJ. Si tratta di un birrificio adiacente ad un mulino, credo l’ultimo o quasi rimasto ad Amsterdam, affacciati su un bel canale con tante houseboat. E’ un po’ fuori mano ma il locale è vivace, giovane, colmo di birre da assaggiare e si possono anche prenotare dei tour per scoprire i segreti della produzione della bevanda d’oro. Hic!

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Un locale unico

La cena

Noi per cena siamo stati un po’ sfortunati e volendo segnalarti qualcosa di valido non abbiamo molta scelta. Sì perché ti ricordo che noi parliamo solo di cose viste e fatte personalmente; per il resto ogni guida e anche google maps potrà segnalarti tutti i locali del mondo.

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Forse un tanticchia troppa cipolla… ma per il resto: nuove frontiere dell’aringa affumicata!

Ti proponiamo quindi solo un nome ma extra valido, sia come qualità dei piatti sia come location: originale e bellissima. E’ Kapitein Zeppos, il luogo ideale per ritemprarsi dalle fatiche della giornata. Qui abbiamo provato finalmente l’aringa affumicata che, quintali di cipolla a parte, era buonissima. Prenota perché è sempre pieno. Prezzi non economici, ma neanche stratosferici, d’altronde in linea con la città. Secondo noi, comunque, soldi ben spesi. Il menu è interessante, dalla carne al pesce alle insalate deliziose e il proprietario, peraltro italiano, saprà suggerirvi le specialità del giorno. E poi non so se ho detto che il locale è instagrammabile al massimo!

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Kapitein Zeppos e zeppo di oggetti, luminarie, piante, staturine, ornamenti, ma mixati in modo da creare un’atmosfera accogliente, divertente e interessante

Dopo cena, il bruin cafè

Dopo cena ad Amsterdam ci sono due riti immancabili. Il primo è degustare il famoso gin olandese, il ‘jenever‘, e a questo scopo ci sono molte distillerie dove assaggiarne vari tipi. Per esempio, nel quartiere a luci rosse, c’è l’antichissimo Wynand Fockink Proeflokaal and Spirits.

Il secondo è tuffarsi nell’atmosfera sospesa nel tempo di un Bruin Cafè. Simili ai pub inglesi in quanto luoghi informali dove bere e smangiucchiare qualcosa in compagnia, dentro hanno pareti in legno e arredi scuri, anneriti dal tempo e dal fumo degli avventori. Bruin significa proprio ‘scuro’. Molti di questi ‘cafè’ sono davvero vecchi e ora possiedono un’aura antica molto affascinante.

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Uno scorcio dell’interno del Cafe Hoppe: una birra particolarissima in un monumento nazionale

Il Cafè Hoppe, che ti proponiamo noi, risale addirittura al 1670 e una parte del suo interno è monumento nazionale, a testimonianza dell’importanza culturale e tradizionale di questo tipo di locale per gli olandesi. Un po’ come il nostro Gambrinus a Napoli o il Caffé Paszkowski a Firenze.

Si trova in posizione centralissima, a Spui, e ci si viene soprattutto per bene jenevier e birra e fare due chiacchiere come se fossi a casa tua.

La fame chimica

Che ti prenda perché sei andato in un coffee shop (e di certo non hai ordinato del coffee), o perché stai scarpinando dalla mattina alla scoperta di ogni anfratto della città, o perché hai fatto le ore piccole, la fame chimica non aspetta!

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Mmmmm che bontàààà! Beh, in caso di fame chimica tutto ciò può essere la salvezza

Noi abbiamo risolto con caffetterie, pancakerie e panetterie varie dove rifornirci di waffle e altri dolci superconsistenti. Ma abbiamo trovato anche distributori automatici di croquette! Unica avvertenza: ormai anziani, le nostre ore piccole sono tipo mezzanotte. Ad orari più tardi, non garantiamo che trovi qualcosa aperto!

Per i più spericolati (che non debbano rimorchiare)

A dimostrazione che ad Amsterdam si trova di tutto e di più, se ti senti spericolato puoi fare una capatina qui.

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La mia faccia sconvolta e incredula. Il menu è interamente aglio-based

E dopo, una bella quarantena!

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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