Tempo di lettura: 5 minutiUltimo aggiornamento: 21 Settembre 2019

Ci sono dei posti semplici, tranquilli e riservati, che zitti zitti ti incuriosiscono e poi ti conquistano. Dozza imolese è uno di questi. A una quarantina di km da Bologna, questo borgo dal fascino silenzioso e antico, immerso nelle ondulate colline dell’Appennino tosco-emiliano, ha diverse carte da giocarsi per attirarti, sorprenderti e infine farti cadere nella sua dolce rete. Secondo me la cosa più curiosa è il contrasto tra l’essere un paese d’altri tempi e contemporaneamente uno dei centri dell’arte urbana in Italia. Infatti dire Dozza è dire Murales, e da più di 50 anni!

Il connubio è strano ma perfettamente riuscito: tra le sue viuzze, il paese ospita circa 200 opere tutte diversissime l’una dall’altra e tutte realizzate sulle facciate delle case, una specie di pinacoteca ”di strada” sempre accessibile e sempre in rinnovamento, talmente amalgamata da fare ormai parte dell’atmosfera insieme classica e alternativa che si respira tra questi ciottoli.

Murales a Dozza imolese
Due tra i più bei murales di Dozza

Andiamo a vedere più da vicino questo piccolo scrigno di sorprese allora!

Dozza imolese e la Rocca Sforzesca

Intanto Dozza imolese, da non confondere con Dozza quartiere di Bologna, è uno dei borghi più belli d’Italia. Uno dei suoi punti di forza è che è molto ben conservato, e visitandolo si vede che gli abitanti ne hanno davvero cura. Ha una forma caratteristica: si sviluppa per lungo, su una delle colline che guardano la valle del Sellustra, a pochissimi km da Imola. Il paese è compatto e si gira facilmente, diciamo che in mezza giornata puoi visitarlo senza fretta. Infatti un altro punto di forza è l’atmosfera tranquilla e rilassata che aleggia per le sue stradine circondate da case color mandarino, menta o rosa.

Dozza imolese
Scorcio pittoresco e acciottolato, con scienziato in mezzo

Ma una delle cose più belle di Dozza imolese è la Rocca. Imponente e torreggiante, è situata nel punto più alto del paese ed è la testimonianza più importante dell’epoca medievale. Fu voluta da Caterina Sforza nel Quattrocento e venne poi contesa tra le famiglie Campeggi e Malvezzi. Furono questi ultimi (1594), che la tennero fino al 1960 quando venne acquistata dal Comune. Insomma la Rocca, di origine medievale, divenne prima un castello fortificato e poi una residenza nobiliare in epoca rinascimentale. Peripezie che si riflettono nei 3 percorsi di visita: Fortezza Medievale e rinascimentale, Residenza Rinascimentale, Residenza settecentesca.

Rocca di Dozza
La Rocca sforzesca in tutta la sua possenza

Si possono vedere le cucine, gli arredi, le prigioni, una piccola pinacoteca, tutto incredibilmente conservato. E per aggiungere un tocco più prosaico, si può passare a un altro tipo di cultura, quella del vino! All’interno della Rocca infatti ha sede l’Enoteca regionale che propone una mostra permanente sulle attività vitinicole della zona, ma anche degustazioni e vendita diretta.

Il plus: vicino Dozza ci sono tante attività da fare, dall’esplorazione delle dolci colline in cui è immersa al golf sul campo a 18 buche fino alle terme di Castel San Pietro, perfette anche in inverno.

Dozza imolese
Quasi un acquerello questo murales di Norma Mascellani

La Biennale del Muro Dipinto

Ma passiamo al ”pezzo” davvero forte, quello per cui Dozza imolese è diventata tanto famosa. Il paese è tutto un museo open air, sempre aperto e gratuito, un’esposizione permanente di murales che colorano, affollano, vestono e decorano i muri delle case (e non solo).

Tutto risale al 1960, quando si tenne la prima edizione della Biennale del Muro Dipinto. Da allora, ogni due anni, artisti di tutto il mondo si danno appuntamento in questo piccolo e silenzioso paesino per lasciare il proprio segno su uno dei suoi muri. In realtà ogni elemento di Dozza è buono per diventare ‘tela’ per le opere e la creatività degli artisti che partecipano! Per cui finestre, porte, fioriere sono spesso inglobate nel disegno, in uno scambio reciproco a volte molto sorprendente.

Murale a Dozza imolese
Ma che bel trompe-l’œil!

Negli anni sono passati di qui anche veri maestri della pittura, come Sebastian Matta, Riccardo Licata, Bruno Saetti, Remo Brindisi, Aligi Sassu, Riccardo Schweizer, Norma Mascellani.

E mentre il borgo antico di Dozza è dedicato ai murales, la più moderna frazione di Toscanella è arricchita da opere di street art. Sì perché i due termini, anche se spesso li usiamo come sinonimi, indicano due cose diverse! (in estremissima sintesi, molto semplificando perciò non tiratemi i cartoccetti: i murales sono dipinti sul muro e hanno temi allegorici spesso politico-sociali. La street art usa spray, stencil, adesivi ecc su ogni tipo di supporto in strada: più facilmente viene associata al vandalismo)

murale a Dozza imolese
E Charlie Brown con l’aquilone muto!

I murales di Dozza

I murales che colorano Dozza sono in connessione strettissima col territorio e la storia, anche perché ogni Biennale ha una sorta di tema, di filo conduttore. Nel tempo ad esempio si è passati da murales paesaggistici e centrati sulla vita contadina ad altri sul socialismo, qui particolarmente radicato. Mentre nelle ultime edizioni sono state tentate addirittura delle incursioni nel mondo fantasy!

Dozza imolese
Il Giappone non manca mai

Tutto questo si nota nelle opere: i murales non sono come quelli che di solito associamo a questa parola. Alcuni sono veri e propri dipinti, sia come aspetto che come soggetti raffigurati. A noi a volte hanno ricordato De Chirico o Picasso.

Murale a Dozza imolese
Picasso ci fa un baffo

E poi sono tutti molto diversi tra loro: si spazia da affreschi a opere in rilievo, quindi anche le tecniche e i risultati sono davvero incredibili e variegati.

Dozza imolese

Quest’anno il tema della Biennale è #EMOZIONIURBANE. Siamo molto curiosi di sapere che cosa tireranno fuori gli artisti in gioco, ma ti assicuro che le emozioni camminando per il borgo sono davvero tante. Perché le opere ti soprendono continuamente proprio per la loro creatività, per i colori, e anche per i soggetti così atipici come quelli legati al mondo contadino. Che ti fanno anche riflettere e ti trasportano in un mondo ormai scomparso ma non troppo lontano.

I murales sono così tanti e così belli che è difficile trovare il proprio preferito, ma alcuni sicuramente ci hanno colpito più di altri, e alcuni sono più famosi di altri.

Francobollo murale a Dozza
Servirà una mega cartolina

Ad esempio molto originale è il Corto Maltese (dal titolo “Ho regalato una bandana rossa a Hugo Pratt” – Riccardo Ghiribelli – 1997) che sembra sorridere dalla sua tavola di fumetto. Oppure “I vigneti del socialismo romantico” (Aldo Borgonzoni), dedicato al mondo rurale. Famosissimo, direi quasi il simbolo di tutti i murales di Dozza, è ”L’Angelo di Dozza” (Giuliana Bonazza) che avvolge completamente la porta intorno a cui si snoda e che è di un bellezza delicata e vivace.

Corto Maltese Dozza

Angelo di Dozza

A noi è piaciuto tantissimo il Drago marino che incornicia porta e lucernario: pare muoversi e fluttuare in un’atmosfera acquatica  (“Il respiro del drago” – Paolo Barbieri – 2015).

Murale Drago Dozza imolese

E ancora il tribale e intimo “The two Woman chatting” (Kamil Tarqosz – 2000), anch’esso perfettamente integrato con gli elementi del muro.

Murale a Dozza imolese

TIP: c’è la app Muro dipinto Dozza per conoscere e approfondire tutti i murales e rimanere aggiornato con gli eventi.

Info pratiche

Come arrivare a Dozza imolese

  • Da Bologna: A14 uscita Castel San Pietro Terme, poi Sp 19 e Ss 9 Via Emilia in direzione di Rimini.
  • Milano o Firenze: A1 fino a Bologna poi le stesse indicazioni di cui sopra.
  • Da Roma: A1 fino a Bologna poi le stesse indicazioni di cui sopra.
  • Padova: A13 fino a Bologna, poi le stesse indicazioni di cui sopra.

Dozza imolese

Dove parcheggiare

Si può parcheggiare nei parcheggi gratuiti prima delle porte della città

Dove mangiare

Noi non abbiamo mangiato a Dozza: accaldati e prossimi allo scioglimento (faceva più di 40 gradi) abbiamo preso solo un ghiacciolo all’amarena in un bel bar sotto i portici, accompagnati dalla bianca luce del sole e dal canto stordente delle cicale. Davanti alla Rocca però abbiamo visto un ristorante interessante, La Scuderia, che ha anche gelateria.

Dozza imolese

Quale sarà il tuo murale preferito, tra tutto questo ben di Dio? Faccelo sapere nei commenti!

Al prossimo viaggio!

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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