Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2019

Berlino è uno di quei posti che o li ami o li odi. Ma noi oggi vogliamo parlare a tutti: se la ami, per darti un motivo in più. Se la odi, per darti un buon motivo per cominciare a vederla con occhi diversi, e magari amarla. La buonissima ragione che ti proponiamo è la strabiliante ricchezza di murales che offre Berlino, non a caso definita ”la mecca della street art”. Si vocifera che la città, da sempre considerata cool, alternativa e dinamica, ultimamente sia un po’ in ribasso, ma non è l’impressione che abbiamo avuto noi durante la settimana che abbiamo passato a girarla lo scorso inverno. A noi è sembrata in gran movimento, e i murales di Berlino sono un’espressione della sua vitalità.

E allora scarpe comode ai piedi, cerottone per il mal di schiena da camminata a portata di mano, memory card di riserva in borsa, animo curioso in tasca… pronti… via!

murales Berlino

Cominciamo dal luogo più iconico della street art berlinese, che però, te lo dico subito, non esaurisce minimamente il mondo alternativo in città. Parlo della East Side Gallery, la più grande ‘galleria’ d’arte a cielo aperto, realizzata su un pezzo di quello che era il muro di Berlino, nella parte est della città appunto.

Il Muro di Berlino

Sembra un tempo ormai remoto, ma non dobbiamo dimenticare che per 28 anni Berlino fu fisicamente divisa in due parti incomunicabili. Il muro venne tirato su quasi dalla notte alla mattina nel 1961. Interi quartieri e migliaia di persone si trovarono separati senza poter fare nulla, nell’impotenza totale. Soprattutto, chi era nella parte est si ritrovò prigioniero, e d’altronde era proprio questo l’obiettivo dei russi: fermare l’emorragia di tedeschi dalla propria zona verso quella occidentale. Una cosa di un angosciante senza fine. E ancora attuale visto che i muri stanno tornando di gran moda.

Il muro aveva un doppio strato, e la parte in mezzo divenne tragicamente nota come ‘Striscia della morte’ perché chi provava ad attraversarla veniva avvistato e impallinato dai soldati di guardia sulle torrette. In molti morirono così, anelando una vita diversa.

Nascita dei murales e della East Side Gallery

La parte ovest del muro, grigio e angosciante, a un certo punto venne ‘colonizzata’ da artisti che ne fecero la propria tela. Il primo fu nel 1984 il francesce Thierry Noir, e siccome le buone idee vengono sempre seguite, tantissimi altri si diedero alla colorazione dell’opprimente cemento. La parte est invece dovette aspettare il crollo del muro, il 9 novembre 1989.

Alcuni pezzi rimasero in piedi come un tragico memento, e ormai sono inglobati e ‘normalizzati’ nella vita frenetica e proiettata in avanti della città. Il pezzo più lungo, 1 km e mezzo, è questo ribattezzato East Side Gallery, che corre accanto al fiume Sprea.

murales Berlino: East Side Gallery

Dopo il crollo, in collaborazione con le autorità venne realizzato un progetto integrato e 129 artisti da più di 20 paesi nel mondo accorsero per eliminare il grigiore oppressivo del muro e riaffermare con la propria arte valori come la libertà e la fratellanza. Ecco perché i murales risultano poetici e coinvolgenti al di là della bravura tecnica, della creatività e dei colori vivaci.

Qui ci sono opere tra le più celebri in assoluto nel mondo della street art. Ti proponiamo qualche esempio, ma ti consigliamo di seguire tutto il Muro, da entrambi i lati.

I murales più famosi

Il murale simbolo è ‘The mortal Kiss’ (ma anche ‘Fraternal Kiss’), il ‘bacio socialista’ tra Erich Honecker, presidente della DDR, e Leonid Brežnev, segretario del PCUS. Opera di Dmitri Vrubel, è accompagnato dalle parole: “Mein Gott, hilf mir, diese tödliche Liebe zu überleben” (“Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale”).

murales Berlino Mortal Kiss

A noi è piaciuto tantissimo ‘Test the Rest’ di Birgit Kinder. Una Trabant, la macchina simbolo della DDR, sfonda il muro con tanto di targa 9 novembe 1989, al grido appunto di ”Sperimenta il resto“. Il riferimento è alla fine dell’oppressione, parafrasando lo slogan di una pubblicità di sigarette occidentali (Test the West).

murales Berlino

Marc Engel col suo inquietante ‘Marionetten eines abgesetzten Stücks’ ci ha dato un po’ uno schiaffo: siamo marionette di un set, quello deciso e allestito da un sistema ideologico opprimente.

murales Berlino

Nell’‘Hommage an die junge Generation’ di Thierry Noir sono raffigurati di testoni stilizzati e dai colori piatti che possono sembrare una raffigurazione elementare. In realtà, dato che l’artista dipingeva di notte di nascosto, la rapidità era fondamentale. Sono un simbolo di ribellione? Forse sì forse no ma di certo danno una certa idea di libertà.

murales Berlino

Un murale iconico è ‘Worlds People, wir sind ein Volk’ di Schamil Gimajev. Il nome è tutto un programma: significa ‘Persone del mondo, siamo un unico popolo’. Bene, ci può essere qualcosa di più esplicito nell’affermare la fratellanza umana? L’opera infatti è nota anche come ‘Pace’ (‘Frieden’). Oltre al suo significato profondo e mai abbastanza affermato, la realizzazione è anche parecchio articolata, lunghissima, dinamica e ‘positive vibrant’ nonostante il colore nero molto presente.murales Berlino

Poi ci ha colpito ‘Ode an die Freude’ di Fulvio Pinna. Un richiamo all’Inno alla Gioia di Beethoven per affermare in realtà un Inno alla Libertà. Non senti quant’è dolce e musicale questa parola, ‘libertà’? Un dono prezioso di chi prima di noi l’ha conquistata, ma anche un bene da mantenere e proteggere.

murales Berlino

‘Curriculum vitae’ invece ricorda il ”percorso” del Muro e onora chi è morto nel tentativo di attraversarlo e guadagnare l’agognata libertà.

Indirizzo: Mühlenstraße

Friedrichshain – RAW Gälande-Tempel

Dalla East Side Gallery a Friedrichshain il passo è più che breve. Il quartiere è ormai un posto emergente, alternativo, vivace e dinamico, pieno di locali e addirittura un po’ hipster. Ma anche underground, come in quella specie di quartiere non ufficiale che è il RAW Gälande-Tempel. Si tratta delle ex officine ferroviarie, occupate nel 1999 e riconvertite a luogo controculturale e di aggregazione giovane.

Oggi ospita locali come l’ Astra Kulturhaus, il Badehaus o il Cassiopea dove trovi poliedriche e particolarissime serate di musica elettronica, punk, afro, hip hop, rock. Ma anche attività commerciali, una skatehall al chiuso e una parete da arrampicata coperta di graffiti (per una ex arrampicatrice come me, location molto originale!).

Giovani + cultura alternativa + miscellanea musicale e artistica = un calderone di idee. Poteva mancare la street art? Certo che no, infatti il complesso straborda di murales, graffiti, stencil, tag, chi più ne ha più ne metta.

Murale Berlino
Praticamente trafitta dal murale! Il che spiega la faccia mossa

Noi siamo andati a vedere un concerto all’Astra, degli americani Blue October, e abbiamo fatto anche un giro. Devo dire che il Tempel è sicuramente frizzante e stimolante, ma per essere onesti a occhio c’è sembrato un po’ degradato. In realtà brulicava di ragazzi (e meno ragazzi) e non abbiamo visto nulla di strano, anzi c’erano bei controlli all’entrata del locale. Però l’impressione è stata un po’ ambigua.

In effetti a quanto si può leggere sui giornali la zona di fatto è passata dal rischio gentrificazione all’aumento della criminalità, e i residenti sono passati dalle petizioni contro la speculazione edilizia a quelle contro lo spaccio. Sia come sia, di certo non ti aspettare un ambiente borghese leccato e scintillante.

Indirizzo: Revaler Straße 99

Kreuzberg

Da Friedrichshain basta attreversare il bellissimo ponte Oberbaumbrücke ed eccoti a Kreuzberg, il quartiere piu’ vivace, multiculturale e trendy di Berlino, pullulante di murales. Impossibile censirli o elencarli in qualche modo. L’unica è lasciarsi girare per le strade e guardare. Alcune opere però sono imperdibili e ormai praticamente ‘storiche’.

All’estremità ovest dell’Oberbaumbrücke trovi subito uno dei più famosi murales di Berlino, dell’artista italiano di fama internazionale Blu. ‘Pink Man / Leviathan’ è davvero inquietante. Una specie di uomo rosa dalle orbite bianche e vuote e la bocca spalancata occupa la parete. È orribilmente composto da tanti omini rosa brulicanti. Spicca l’unico omino bianco, che però sta per essere fagocitato e assimilato anche lui al leviatano.

Pink murale di Blu

Una seconda opera di Blu, nella vicina Zeughofstrasse, è ‘Wall’, un muro di Berlino che si trasforma in sonanti bigliettoni da 100 euro.

E a proposito di Blu: nel 2014 ha oscurato ricoprendoli di vernice nera due suoi famosissimi murales a Berlino, in Cuvrystrasse, sempre a Kreuzberg. Il primo era ‘Brothers’, due figure che cercavano di togliersi reciprocamente una maschera e che componevano con le mani una W (West, Ovest) e una E (East, Est) in riferimento ovviamente alla divisione di Berlino. Il secondo era ‘Chain’, un uomo con due rolex ai polsi ma ammanettato, incatenato, feroce critica del consumismo. Il motivo? Per protesta contro il piano di speculazione edilizia nella zona, che prevedeva la costruzione di palazzi e la successiva ‘gentrificazione‘, e contro la mercificazione di una street art che diventa arte decorativa.

Proseguendo, su Oppelner Straße, noterai un enorme figuro giallo fumettistico: è lo stile e il tema dei gemelli brasiliani Os Gemeos. L’opera si intitola senza grossa fantasia ‘Yellow Man‘.

murales Berlino Yellow Man

Sulla stessa strada, anzi di fronte, c’è un murale sconcertante: ‘Rounded Heads’ di Nomad. Dico sconcertante perché le due teste senza occhi e senza volto si abbracciano reciprocamente, ma non è chiaro chi predomini, perché in effetti sembra che l’una fagociti l’altra, o viceversa!

Murale Rounded Heads

Su Skalitzer all’angolo con Mariannen Straße c’è ben visibile ‘Xberg Astronaut’, del portoghese Victor Ash, uno stencil che omaggia David Bowie e il suo Space Oddity.

murales Berlino Astornauta

Infine, su Oranien Straße angolo Manteuffel Straße ‘Hanging Dead Animals’ (‘Nature Morte’) del belga ROA raffigura, in bianco e nero, degli animali appesi e pronti per il macello. Un modo per ricordarci la caducità della vita.

murale Hanging Dead Animals

Rosenthaler Platz

Sembra strano trovare altri murales a Berlino proprio qui, vicino agli Hackesche Höfe, un borghesissimo dedaluzzo di 8 cortili (Höfe) restaurati e tornati a vita ed energia nuova con uffici, negozi, parti residenziali, gallerie d’arte, ristoranti, teatri (il Chamäleon). Eppure, a conferma della vivacità e dell’apertura intellettuale della città, artisti di fama internazionale come Ericailcane, Caro Pepe, Dede, JimmyC and Gregos hanno realizzato le proprie opere.

Haus Schwarzenberg è una specie di vicolo formato da tre cortili, vicino alla metro Rosenthaler Platz (nel quartiere Mitte). Fulcro alternativo della movida berlinese, pullula di locali ”etnici”, pub, live club, un cinema, insomma la qualunque per bere o mangiare qualcosa senza spendere troppo e magari assistendo a spettacoli di musica indie o rock o jazz o quello che la vitale programmazione propone. I muri intorno sono totalmente ricoperti di tag, stickers, graffiti e murales, in continua evoluzione.

murales Berlino

Indirizzo: Rosenthaler Str. 39

Il museo dedicato alla street art

Nel 2018 ha aperto a Berlino, e non è un caso, il primo museo sulla street art. Si chiama Urban Nation: Urban Nation Museum for Urban Contemporary Art.

Ha aperto dopo il nostro viaggio, però ce ne siamo interessati e abbiamo visto su internet che la facciata dell’edificio è essa stessa un’enorme tela a cielo aperto a disposizione degli artisti, nel rispetto almeno parziale della natura ‘open air’ della street art.

Ma la cosa più stuzzicante è che la facciata è modulare, e i vari ‘pannelli’ possono essere staccati ed esposti all’interno, moltiplicando lo spazio esterno e dando possibiità a tutti di esprimersi in un alternarsi di idee. Una soluzione ingegnosa in linea con la nostra epoca: modulare, multiforme, dinamica, fluida. Caratteristiche che Berlino incarna in pieno.

East Side Gallery

Naturalmente se da una parte un museo istituzionalizza e legittima la street art come arte vera e propria, dall’altra ciò va contro alcuni valori alla base di quest’arte ribelle, contro il sistema, non commerciale, nata per strada. Su questo, il dibattito è aperto, come dimostrano le quotazioni da stelle delle opere di Banksy e le azioni di protesta come quelle di Blu.

E tutto il discorso, spinoso, sul fatto che la street art diventando attrazione turistica in pratica ‘nobilita’ zone prima ignorate, spesso popolari e di poco pregio, rendendole appetibili a speculatori edilizi e al marketing territoriale. È la gentrificazione, e proprio contro di essa Blu ha spesso protestato anche cancellando i propri murales, come a Berlino o a Bologna. La questione è aperta.

Indirizzo: Bülowstrasse, metro U1 – Nollendorfplatz.

Bene, dopo questa carrellata ti è venuta voglia di scoprire gli altri murales di Berlino? Prenota un bel volo e… preparati a fare indigestione!

Al prossimo viaggio!

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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