Tempo di lettura: 4 minutiUltimo aggiornamento: 26 Giugno 2019

Berlino non è solo la capitale della Germania, ma una delle città europee più amate dai turisti di tutto il mondo. Abbiamo visto migliaia di foto scattate davanti ai resti del Muro di Berlino o sotto la Porta di Brandeburgo, abbiamo sentito tanti racconti sulla mitologica vita notturna di questa città. Berlino però è ancora di più, è una città fuori dagli schemi, un luogo dove si incontrano le tendenze europee più innovative, dove si respira Zeitgeist purissimo e la sorpresa è dietro ogni angolo.

Berlino nel corso della storia è stata spesso capitale di tendenze, mode e movimenti culturali, lo è stata in particolar modo negli anni Venti del Novecento. All’inizio del XX secolo la città tedesca era un luogo in continuo fermento, animato da tanti mutamenti, da tanti diversi estremi e da tante contraddizioni. Berlino era una città che si vedeva terreno di mille rivoluzioni, culturali e non solo, ma anche di profonde inquietudini.

A riaccendere l’attenzione sulla Berlino degli anni della Weimarer Republik, negli ultimi tempi, è stata la serie televisiva tedesca Babylon Berlin. Una serie di due stagioni da otto episodi ciascuna, costata oltre 40 milioni di euro. Ad idearla gli sceneggiatori e registi Henk Handloegten, Achim von Borries e Tom Tykwer. I tre sono da sempre molto legati alla capitale tedesca. Tom Tykwer negli anni Novanta aveva già ambientato per le strade di Berlino la corsa di Lola (“Lola corre”), una corsa in piena tachicardia per recuperare 100.000 marchi in 20 minuti, compiuta dall’iconica ragazza berlinese dai capelli rossi, interpretata da Franka Potente.

Babylon Berlin
[Fonte: Flickr Autore: Marc Wathieu Licenza: Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)]
Tykwer è ritornato a girare per le strade di Berlino, questa volta ricostruite con grandissima minuzia filologica in perfetto stile anni Venti, per mettere in scena una storia ispirata al romanzo Der Nasse Fisch di Volker Kutscher.

La seria vede come protagonista un giovane commissario di Colonia, Gereon Rath, che viene trasferito a Berlino per seguire un delicatissimo caso. Nel corso delle sue indagini conoscerà vari personaggi, tra cui la testarda, arguta e misteriosa Charlotte Ritter, che in breve tempo diventerà sua assistente. La serie intesse una grande tela noir, nella quale si intrecciano dramma della guerra, criminalità, locali notturni e i personaggi bizzarri che popolano una città piena di luci e di ombre.

Sebbene Berlino sia cambiata radicalmente nell’ultimo secolo, oggi è ancora possibile visitare alcuni dei luoghi chiave della serie, luoghi realmente esistiti, icone del ruggente spirito degli anni Venti berlinesi.

Ad esempio, partendo dal centro della città si possono ammirare interessanti testimonianze di questo glorioso passato. A Rosa-Luxemburg-Platz, nel quartiere Mitte, di fronte alla Volksbühne si trova ancora oggi il cinema Babylon. L’edificio era stato costruito da Hans Poelzig tra il 1928 e il 1929, rappresentando egregiamente le tendenze architettoniche della Neue Sachlichkeit, movimento artistico che si era affermato proprio in quegli anni.

Continuando a camminare per il quartiere Mitte, sicuramente finirete per passeggiare lungo Unter den Linden (“Sotto i tigli”), uno dei viali più caratteristici della città, creato nella seconda metà del XVII secolo da Federico Guglielmo I di Brandeburgo per cavalcare dal suo palazzo alla riserva di caccia del Tiergarten. Nei primi del Novecento, per la sua lunghezza e per la sua ampiezza, il viale è diventato uno dei primi ad essere adibiti al traffico automobilistico e al trasporto pubblico di massa. Non di rado in Babylon Berlin vedrete un tram passare proprio da quelle parti.

Un altro luogo chiave dalla serie, che colpisce per la sua immensità è la piazza più nota di Berlino, Alexander Platz. Sono state girate molte scene in quella piazza, che poi sono state finemente lavorate in post-produzione, in modo tale da rimuovere tutti gli edifici contemporanei e gli ammodernamenti degli ultimi decenni, restituendo le facciate dei palazzi Alexander Platz esattamente come apparivano negli anni Venti.

Oggi non è più possibile visitare uno dei locali dove si svolgono alcuni degli avvenimenti più importanti della serie, il Moka Efti. Questo all’epoca era uno dei ristoranti più rinomati della Repubblica di Weimar, un luogo dove si univano gastronomia di altissimo livello e l’intrattenimento più trasgressivo. Gli ambienti erano finemente decorati in stile orientale, secondo la moda dell’epoca, che aveva una forte tendenza all’esotismo. Ve ne erano due sedi, una tra la Friedrichstraße e Leipziger Straße e una caffetteria a Potsdamer Platz chiamata “Moka Efti Tiergarten”.

Purtroppo entrambe sono state completamente distrutte durante i bombardamenti del 1943. Il Moka Efti di Babylon Berlin è stato ricostruito all’ex cinema Delphi, oggi chiamato Theater im Delphi, che si trova a Weißensee. Questo cinema è anch’esso un edificio d’epoca, essendo stato inaugurato nel 1929, un periodo d’oro per la produzione cinematografica berlinese. Il cinema è in disuso dal 1959, ma dal momento che conserva ancora vivo il fascino del suo passato viene oggi utilizzato come location per feste e per concerti.

Gli appassionati delle atmosfere dei ruggenti Anni Venti, inoltre, non possono non visitare il Bauhaus-Archiv, museo dedicato alla scuola d’architettura icona dell’epoca, che si trova a Knesebeckstraße 1-2.

Vi è inoltre una buona notizia per tutti gli spettatori che hanno amato Babylon Berlin. Dopo il grande successo delle prime due stagioni, ne è stata confermata una terza e le riprese sono già iniziate. La nuova stagione pare che avrà in oggetto misteriosi casi legati alla nascente industria cinematografica dell’epoca. Si attendono nuove avventure che racconteranno la misteriosa e trasgressiva Berlino che fu.

[Fonte: Wikimedia Autore: 9EkieraM1 Licenza: Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)]

 

Autore del post: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

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