C’era una volta una fata di nome Lavandula. Era bionda e aveva gli occhi azzurri (te pare). Un bel giorno si mise a sfogliare un libro di paesaggi per decidere dove andare a vivere (mah?). Le capitarono sott’occhio le immagini di una terra così arida che per il dispiacere si mise a piangere, macchiando così nei toni dell’azzurro le pagine del libro.

Per nascondere le macchie, prese un pezzo di cielo (mah?) e lo stese sulle aride valli di quella che in pratica era la Provenza, valli che da allora sono ricoperte di fiori viola e cieli blu. Un risultato indubbiamente migliore di quando Mr. Bean tentò di rimediare ai danni da lui causati starnutendo su un quadro di Whistler.

Ma torniamo coi piedi per terra.

La lavanda richiama subito alla mente la Provenza: distese assolate di fiori viola, borghi antichi più o meno shabby chic, alberi solitari, chiesette diroccate instagramfriendly, lenzuola pulite stese al Sole che svolazzano nel vento. E ovunque, relax e inebriante profumo.Lavanda Provenza

Dove trovare i campi di lavanda

Metà giugno-luglio è il momento perfetto per ammirare la magnifica fioritura viola. Forse non tutti sanno che anche in Italia ci sono dei posti dove la lavanda cresce abbondantemente. Soprattutto su Alpi e Appennini, in generale nel Nord e Centro Italia. Ad Assisi e a Tuscania, ad esempio, a fine giugno si tiene una vera e propria festa.

Ma dire lavanda appunto è praticamente dire Provenza. Ormai questa regione della Francia è quasi un cliché per quanto è famosa e strafotografata. È parte del nostro immaginario, tanto che l’aggettivo ‘provenzale’ identifica uno stile preciso. Fresco, romantico, rustico ma chic, con molto legno, pietra e toni naturali.

Possiamo assicurvi comunque che, al di là dei luoghi comuni, un viaggio in Provenza non delude: è tutto come si vede su Instagram, sui cataloghi, sulle riviste e i blog di viaggio. Bellissimo, profumatissimo, fuori dal tempo. E nonostante il rischio di stancare per ‘sovraesposizione’, riesce ad essere comunque emozionante e non banale.Lavanda Provenza

Lavanda-watching in Provenza: il Luberon in estrema sintesi

Ci sono diversi itinerari in Provenza per fare lavanda-watching. Uno dei più famosi percorre la zona del Luberon con i tipici villagi Gordes, Roussillon, Bonnieux e la distesa viola che è il plateau Buoux. Per concludersi a Sault, una specie di ‘capitale’ della lavanda: arroccata su uno sperone montuoso, affaccia su quella che viene chiamata ‘Blu Valley’. Infine, in zona, l’ipersuggestiva Abbazia di Sénanque da sola vi riempirà una schedina di memoria. E anche i vostri ricordi.Lavanda Provenza

L’itinerario che vi proponiamo qui è un altro grande classico per il lavanda-watching, ma come detto non è l’unico. Tuttavia preferiamo parlarvi di quello che abbiamo fatto personalmente, fedeli alla nostra filosofia per cui ciò di cui raccontiamo è tutta farina del nostro sacco esperienziale, in prima persona.

Lavanda-watching in Provenza: l’Altopiano di Valensole

La base di partenza è stata Aix-en-Provence. La città è veramente bellina e vivace e sicuramente merita una visita (ma attenzione alla macchina!); inoltre è una buona base per esplorare i dintorni tra cui Marsiglia.

Ci siamo diretti verso nord e abbiamo fatto una sosta a Manosque, paesino in cui pure vi consigliamo una passeggiata per entrare nello spirito dei borghi provenzali. Per le sue stradine trovate anche parecchi negozietti, in realtà abbastanza turistici, dove acquistare una marea di prodotti a base di lavanda. Alla fine è comunque impossibile resistere.

L’Altopiano di Valensole è proprio vicino a Manosque, e il suo fascino sta già nel nome, che significa ‘Valle del Sole‘. In generale in zona piove pochissimi giorni l’anno, figuriamoci in estate, quando la lavanda brilla per la luce intensa e i colori sono quasi violenti.Lavanda Provenza

Ragione per la quale per le migliori fotografie vi consigliamo la mattina presto e il tramonto, le ‘golden hour’ che in questa situazione più che mai vi saranno davvero amiche.

Valensole, la Festa della lavanda e il vero fascino dell’Altopiano

Valensole è anche un borgo: un ottima base per partire all’esplorazione dell’Altopiano. Tra le sue attrattive segnaliamo il Castello de Bars e la settecentesca fontana di Piazza Thiers e il fatto che vi si svolga la Festa della lavanda, ogni terza domenica di luglio (il 15 nel 2018).Lavanda negozio

Un’occasione pittoresca per inebriare tutti i sensi e lo spirito. Le donne si vestono con gli abiti tradizionali, fioccano le bancarelle, e si tengono mostre e visite gratuite nei campi.

Ma il vero fascino dell’Altopiano sta nel percorrerlo on the road alla ricerca delle distese di fiori viola, dalle più ampie a quelle più raccolte e più nascoste. Lungo le strade vi fermerete tantissime volte per vari motivi: passeggiare nei campi, fare milioni di foto, assaggiare il miele, le acque, le essenze, i distillati, tutto alla lavanda.Lavanda Provenza

Noi girando girando abbiamo poi raggiunto Montagnac-Montpezat con la sua meravigliosa bolla nei boschi dove dormire, passando per la Route des Valensole nella parte sud dell’altpiano e attraversando Allemagne-en-Provence col suo particolare castello.Castello

Il nostro itinerario prosegue verso il Canyon d’Europa

Questo è l’itinerario che abbiamo seguito noi, deviazioni per campi escluse ovviamente. Ma quelle, ognuno troverà le proprie seguendo le suggestioni e le fioriture del momento. L’importante è identificare la zona dove fare lavanda watching.

Quanto a noi, poi abbiamo proseguito per le Gole del Verdon, una meta top che vi straconsigliamo ma che vi farà entrare in tutt’altra atmosfera e tutt’altri paesaggi. Se invece volete rimanere in zona, potete concludere a Riez, a nord di Montagnac sulla cartina qui sopra.Lavanda Provenza

Un’ultima cosa: bella e profumata, la lavanda ha pure proprietà terapeutiche. Noi non abbiamo resistito a fare incetta di saponi, oli e profumatori di biancheria!

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

One Reply to “Lavanda watching in Provenza, inebriamoci con tutti i sensi”

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