È rotondo (i romani infatti lo chiamano ‘la Ritonna‘), era dedicato a tutti gli dèi (o forse no), e ha 2000 anni (portati benissimo). Di cosa parliamo? Di uno dei più famosi e bei monumenti della Capitale: il Pantheon.

Tanto per cominciare, il nome deriva dal greco e significa luogo dove si riuniscono tutti gli dèi. Sembra che fosse proprio questa la sua funzione originaria (dèi sotto forma di statue, chiaro…), ma in realtà la cosa non è sicura. Il suo nome può anche rimandare alla sua cupola, che imita la volta celeste. In effetti questi ‘dèi’ dovevano essere più precisamente divinità planetarie (Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio, Marte).

Piazza della Rotonda
La piazza antistante il Pantheon si chiama non a caso ”della Rotonda” ed è una delle più belle di Roma

Perché il Pantheon è particolare? E perché vale la pena visitarlo, anche adesso che l’ingresso è diventato a pagamento? Ve lo diciamo subito.

Perché visitare il Panthon: la pianta circolare

Innanzitutto perché l’interno è rotondo. Questo tipo di pianta vi cambia un po’ le carte in tavola, è molto particolare e vi regala un’esperienza di visita diversa. Non è l’unica chiesa circolare della capitale ma non ce sono comunque molte, e il Pantheon è tra le più belle.

Secondo motivo di originalità è che la sua pianta circolare contrasta con l’esterno, fatto né più né meno che a forma di tempio: squadrato e colonnato. Il pronao poi aveva 16 colonne in granito rosa e grigio alte 13 m (praticamente 4 piani e mezzo di palazzo, per un edificio di 2000 anni fa: mica robetta).

Perché visitare il Pantheon: cupola e oculus

Altro aspetto eccezionale del Pantheon è la sua enorme cupola con l’altrettanto enorme oculus, unica fonte di luce naturale. La cupola è tecnologicamente avanzatissima: venne costruita usando materiali via via più leggeri andando dal basso verso l’alto.

Venne usato l’opus cementicium, malta con scaglie di travertino che salendo erano sostituite da lapilli e poi pietra pomice. In basso, c’e’ una struttura in legno e molti archi necessari per scaricare il peso. Un ‘idea talmente buona che il Panthon ha resistito tranquillo a qualunque terremoto.

Oculus Pantheon
L’oculus misura 9 metri di diametro

Calcolate che a tutt’oggi è una delle cupole più grandi del mondo e la più grande in calcestruzzo non armato.

Perché visitare il Panthon: scoprire se ci piova dentro (attenzione: SPOILER)

Si dice che nel Pantheon non piova mai, nonostante l’oculus. Volete sapere se è vero? Non vorremmo levarvi il gusto di scoprirlo da soli, ma siccome a Roma le giornate sono spesso belle e senza pioggia, dovremo ‘SPOILERARE’: piove eccome, infatti nel pavimento ci sono 22 fori di scolo (che evitano la formazione di ‘laghetti’). Di più: il pavimento è convesso, con la parte più alta sopraelevata di 30 cm.

fori di scolo Pantheon
Fori per far defluire l’acqua piovana

La diceria però ha un fondo di verità: quando piove le correnti d’aria frantumano le gocce creando una dissoluzione e sembra proprio che non piova! Molto romantico.

Oculus Pantheon
Siccome a Roma piove poco, quando siamo andati per fare qualche foto pioveva! Meglio: se aguzzate la vista nella parte luminosa della foto, potete vedere la pioggia ‘nebulizzata’ dalle particolari correnti d’aria che si producono nell’oculus

Perché visitare il Panthon: l’interno

L’interno è interessantissimo dal punto di vista architettonico e tecnico ma non vogliamo annoiarvi con descrizioni che trovate molto più approfondite su ogni guida. Vi segnaliamo la bellezza dell’oculus e del pavimento, l’organo a canne, nonché le varie nicchie che ospitano tombe e dipinti. Tra gli altri, quelle di Raffaello e di Vittorio Emanuele II e opere come l”Annunciazione’ di Melozzo da Forlì‘. Tutte meritano uno sguardo.

Pantheon
L’interno del Pantheon è una sfera perfetta (altra particolarità): la distanza tra il pavimento e la sommità della cupola è uguale al diametro dell’edificio

Un po’ di storia (poca poca) sul Pantheon

Il Pantheon pagano

Innanzitutto, il Pantheon originale risale al 27 a.C.. Fu costruito per volere di Marco Vipsanio Agrippa. Dice: e chi era? Il genero di Augusto… E sul frontone c’è la scritta che lo richiama: M.Agrippa L.F.Cos.Tertium.Fecit. Ovvero Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò.

Pare che Agrippa, più che un Pantheon nel senso greco del termine, intendesse costruire un tempio da dedicare ai protettori della famiglia Giulia (Marte e Venere). Rimane insomma un po’ di incertezza sulla sua funzione iniziale. Il Pantheon fu poi distrutto dal fuoco nell”80, Domiziano lo restaurò, e subì altre distruzioni sotto Traiano.

Interno Pantheon
Panoramica dell’interno

Quello che vediamo oggi è il Pantheon ristrutturato da Adriano nel 118-125 d. C. in base ad un progetto attribuito a Apollodoro di Damasco.

Il Pantheon cristiano

Divenne una Chiesa cristiana nel 608 d.C., quando l’imperatore bizantino Foca lo donò a Bonifacio IV che lo consacrò alla Madonna e tutti i Santi (Santa Maria ad Martyres). Ancora oggi vi si tengono Messe e matrimoni. Particolarmente scenografica è la pioggia delle rose dall’oculus in occasione della Pentecoste.

Il Pantheon fu anche un fortilizio e nel 1652 Papa Urbano VIII Barberini pensò bene di eliminare il rivestimento bronzeo delle travi del portico per ottenere cannoni per Castel San’Angelo e colonne del baldacchino a San Pietro. Viene da qui il detto ”quello che non fecero i barbari fecero i Barberini”.

Esterno Pantheon
Grazie Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta!

Dopo l’Unità d’Italia divenne sacrario dei re italiani. E vennero eliminate le cosiddette ”orecchie d’asino”, i campanili laterali realizzati dal Bernini.

Stendhal 2 euro per il Pantheon li avrebbe spesi

Tra le parole più belle e più citate riguardo il Pantheon ci sono quelle di Stendhal, che disse nelle sue Passeggiate romane (1829):

Il più bel resto dell’antichità romana è senza dubbio il Pantheon. Questo tempio ha così poco sofferto che ci appare come dovettero vederlo all’epoca i romani.

Insomma: lui due euro li avrebbe spesi! E non se ne sarebbe pentito.

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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