Leggevo, qualche giorno fa, un divertentissimo articolo su Dailybest (‘Contro il viaggio‘) a firma del geniale Gabriele Ferraresi *.

Secondo la sua tesi le bassissime tariffe introdotte da Ryanair (e poi a ruota dalle varie compagnie low cost) hanno scatenato nell’ultimo decennio un’ossessione collettiva per il weekend nelle varie capitali europee. Ma molti di coloro che compulsivamente partono alla volta delle varie Londra, Parigi o Berlino lo fanno non tanto per il gusto di viaggiare, scoprire e imparare cose nuove, quanto con il principale (e a volte quasi esclusivo) intento di scattare quelle 5 o 6 foto da sparare sul proprio profilo di Instagram e dichiararsi, tra l’imbarazzo di chi legge, “Travel lover <3”: quanto di più provinciale si possa immaginare!

L’articolo è scritto divinamente e vi invito nuovamente a leggerlo. Ma perché lo cito ora? Per un semplicissimo motivo. Perché si conclude con questo spettacolare fuoco d’artificio:

“[…] Con la vostra wanderlust Ryanair, avete rotto il cazzo. Andate a Mantova”

A quel punto ho pensato: Ehi, un momento! A Mantova ci siamo stati! Qualcosa mi dice che dobbiamo parlarne…


* Se non conoscete Gabriele Ferraresi, fareste bene a correre in libreria a comprare L’uomo che riuscì a fottere una nazione intera . Poi, dopo averlo letto, tornerete sicuramente qui a ringraziarmi.

In questo articolo:

Mantova in due giorni, cosa vedere

A Mantova (da luglio del 2008 dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità assieme a Sabbioneta) abbiamo dedicato un paio di giorni (pieni) durante la scorsa estate e tutto sommato pensiamo che possano essere sufficienti per apprezzarne il fascino. Certo, in due giorni il programma è un po’ serrato, quindi se avete in mente anche voi di fare un’esperienza simile dovrete mettere in conto un po’ di… dinamismo!

Scorci di Mantova
Mentre si passeggia per Mantova ci si imbatte in scorci notevoli

Lo skyline di Mantova

Primo consiglio: parcheggiate un po’ fuori città in modo da poter ammirare Mantova da ponte San Giorgio, a una distanza tale da poterne apprezzare (e fotografare) il famoso ‘skyline’ riflesso nelle acque del lago.

skyline di Mantova
Lo skyline mantovano

Noi abbiamo lasciato l’auto al parcheggio di Campo Canoa, che oltre ad essere gratuito ha il vantaggio di essere collegato con il centro città da un bus navetta (anch’esso gratuito) ogni 15 minuti.

Ovviamente vi consigliamo, almeno all’andata, di attraversare a piedi ponte San Giorgio.

ponte san giorgio
Avvicinamento a Mantova attraverso la passeggiata di Ponte San Giorgio

I momenti migliori per fotografare lo skyline di Mantova sono in prossimità del tramonto, oppure la mattina presto, con la luce un po’ radente. Oppure la notte, se siete amanti delle mille lucine riflesse.

Quanto al periodo, luglio (ma non troppo presto…) e agosto (meglio) vi consentiranno di aggiungere un tocco di ‘wow’ in più alle vostre foto, dal momento che il lago sarà costellato dalla splendida fioritura del fiore di loto.

Piazza Sordello (o Piazza San Pietro)

Una delle piazze principali di Mantova, dedicata al poeta mantovano del XIII secolo Sordello da Goito, è stata per secoli il centro della vita politica, mondana e religiosa di Mantova. Si tratta di una gigantesca piazza su cui si affacciano il Palazzo Ducale (ne parleremo fra pochissimo) e il Duomo (la cattedrale di San Pietro, da cui il secondo nome di Piazza Sordello), edificato nel tredicesimo secolo e ristrutturato da Giulio Romano nel 1545.

Duomo di Mantova
Il Duomo di Mantova

Il Palazzo Ducale di Mantova

Il complesso di Palazzo Ducale si compone di tre nuclei:

  • Il Museo di Corte Vecchia
  • Il Castello di San Giorgio
  • Il Museo di Corte Nuova

Palazzo Ducale assume la forma che vediamo attualmente sono nella seconda metà del XVI secolo, quando i tre nuclei vengono fusi per divenire un unico imponente complesso architettonico di 35.000 metri quadrati.

Palazzo Ducale
Il Giardino Segreto di Palazzo Ducale, parte integrante dell’appartamento di Isabella d’Este in Corte Vecchia

Il complesso museale ospita capolavori del ‘400 e del ‘500 come la sala del Pisanello, lo studiolo di Isabella d’Este e altri straordinari tesori.

Madonna del latte
Madonna del latte, 1420

C’è da dire che accanto a cotanti capolavori vi potrete imbattere anche in qualche ambientazione kitsch, come la famosa (per noi) sala dei fiumi. Ne parliamo qui, se proprio siete curiosi

Ma il capolavoro massimo si trova all’interno del Castello: la torre di nord-est ospita infatti la celebre e meravigliosa Camera degli Sposi del Mantegna.

La camera degli sposi
Virtuosismi prospettici à la Mantegna
La camera degli sposi
Particolare
La camera degli sposi
Cucù! Ogni tanto il Mantegna si autoritrae…

Informazione importantissima: gli accessi al Castello e alla Camera degli Sposi sono contingentati a 1.500 persone al giorno, pertanto l’ingresso è consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Tenetelo presente, per evitare di bestemmiare in aramaico antico in un posto così bello.

Piazza delle Erbe

L’altra piazza famosa di Mantova è Piazza delle Erbe (o semplicemente ‘Piazza Erbe’) delimitata dai portici di case tardogotiche e rinascimentali. Qui si svolge da secoli il mercato ortofrutticolo, ed è facile dunque capire il perché di questo nome. Su piazza delle Erbe si affacciano, tra le altre cose, la chiesa di Sant’Andrea (ne parleremo fra poco), la Rotonda di San Lorenzo (capitolo a parte anche per lei) e la Torre dell’Orologio (astronomico) del 1250.

La torre dell'orologio
La torre dell’orologio ripresa da un’originale prospettiva (pat pat pat)

La chiesa di Sant’Andrea

Si tratta della più grande chiesa di Mantova, e domina Piazza delle Erbe in tutta la sua maestosa esagerazione. La sua progettazione si deve a quel funambolo dell’intelletto di nome Leon Battista Alberti, “architetto, scrittore, matematico, umanista, crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo”. Non so se mi spiego…

Sant'Andrea
La chiesa di Sant’Andrea
Sant'Andrea
L’interno della chiesa di Sant’Andrea

E’ vero che la chiesa venne completata molti anni dopo la sua morte e con modi non sempre conformi al progetto originale, eppure la chiesa di Sant’Andrea (elevata a rango di basilica minore) sprigiona tutto il suo fascino rinascimentale

Sant'Andrea
Rinascimento come se piovesse

D’obbligo citare la cripta dove sono conservati i calici che, secondo la leggenda, contengono le reliquie del sangue di Gesù Cristo. La storia di come furono raccolte sfiora lo splatter, e probabilmente farebbe felice Eli Roth. Dovete sapere, cari lettori, che la terra inzuppata del sangue di Cristo morente sulla croce fu portata a Mantova da tale Longino, il centurione romano che trafisse con una lancia il costato di Cristo causandone la fuoriuscita di sangue. Uno dei fiotti zampillanti lo colpì in volto provocando la pronta guarigione dei suoi occhi malati (di cosa, non è dato sapere). Per questo motivo Longino si convertì istantaneamente alla fede cristiana, raccolse la terra intrisa di sangue in alcuni calici (e già che c’era, trafugò anche la spugna servita per dare da bere a Cristo sul Golgota) e prese la via di Mantova. Uallà, facile no?

La Rotonda di San Lorenzo

Se la chiesa di Sant’Andrea è la più grande di Mantova, la Rotonda di San Lorenzo è la chiesa più antica della città: risale alla fine dell’XI secolo (l’anno di edificazione è probabilmente il 1083) ed è ispirata alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nel 1579 fu chiusa al culto per volere di Guglielmo Gonzaga e per oltre trecento anni subì modifiche feroci e soprusi di ogni tipo, inclusa l’incorporazione in abitazioni private e negozi. Solo di recente, nel 1908, è stata liberata dalle parti architettoniche non pertinenti, restaurata e riaperta al culto. Eccola qui:

La rotonda di San Lorenzo
La rotonda di San Lorenzo. Sulle tegole del tetto, se aguzzate bene la vista, c’è un pallone da calcio, ma non credo risalga all’XI secolo…
La rotonda di San Lorenzo
La rotonda di San Lorenzo, interno

Palazzo Te

Verso la metà del ‘400 Mantova era una città su due grandi isole divise dal canale Rio e circondate dai laghi; una terza piccola isola, chiamata sin dal Medioevo Tejeto (forse a indicare la presenza di tigli sull’isola, quindi ‘tiglieto‘) e abbreviata in Te, venne scelta dai Gonzaga per l’edificazione di uno sfarzoso complesso che prese il nome proprio dall’isola: palazzo Te.

La costruzione del palazzo avvenne in un decennio: al proprio interno trovano posto sale imperdibili come quella di Amore e Psiche, quella dei Cavalli e, la più nota, quella dei Giganti con dipinti di Giulio Romano che ricoprono la sala dalle pareti al soffitto in una serie di virtuosismi prospettici da vertigine: per rivivere l’esperienza vi consiglio di ‘navigare’ questa immagine ad altissima risoluzione di Google Arts and Culture.

La mini crociera sui tre laghi di Mantova

In breve: dovete farla. Ma forse non sono stato chiaro: DOVETE FARLA! Pianificate una mattinata o un pomeriggio, ma convincetevi a salire su una nave per guardare Mantova dalle acque, scoprendone anche l’affascinante valore naturalistico. Noi abbiamo scelto una mini crociera da 2 ore con la compagnia Andes, ma la stessa compagnia organizza crociere tra le più disparate: fino al Po, al tramonto, con pranzo a bordo, con cena a bordo, più lunghe, più corte… insomma c’è l’imbarazzo della scelta e rischiate di trasformarvi nel signor Burns davanti alla scelta del ketchup:

Il dilemma di Burns
Ketchup? Catsup?

Attenzione: alcune crociere si svolgono solo in alcuni giorni della settimana. Il consiglio quindi è di informarsi con un certo anticipo sul sito della Andes.

crociera mantova
Si parte!
crociera mantova
Davvero vorreste perdervi una cosa simile?

Il consiglio ‘top’ di Treeaveller

Ovunque vuoi siate, Castello, Duomo, Sant’Andrea, non importa dove, ovunque: alzate lo sguardo al soffitto. Fatelo! Parafrasando un passo dell’Amleto di Shakespeare,ci sono più cose nei soffitti di Mantova, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia“. Alcuni esempi:

soffitto mantova
“forse che sì, forse che no”
soffitto mantova
meduse…
soffitto mantova
cose belle
soffitto mantova
altre cose belle

Titoli di coda: un posto speciale dove mangiare, Osteria delle Quattro Tette

Nella nostra due giorni mantovana ci siamo un po’ arrangiati per mangiare, non siamo davvero i tipi che devono mettere i piedi sotto il tavolo ad ogni costo. Certo, forse abbiamo abbondato con la sbrisolona, tanto che il PIL di Mantova in quei giorni è aumentato del 3000%, ma va bene così.

Ci tenevamo però a mangiare in un posto di cui avevamo sentito parlare molto bene, un’osteria molto alla mano e dalla cucina rustica ma di ottimo livello: l’Osteria delle Quattro Tette (wow! che nome intrigante… arf arf arf).

Trovarla non è stato facile, perché durante i giorni della nostra permanenza a Mantova erano in corso dei lavori che interessavano proprio la zona attorno all’osteria. Ma ci siamo fatti largo tra lamiere, cumuli di calcestruzzo e asfalto divelto e alla fine siamo riusciti a scovarla:

Osteria delle Quattro Tette
Eccola!

La nostra fatica è stata ben ripagata: ottimo cibo, bel locale, gentilezza estrema, conto giusto. Quindi non possiamo che consigliarvela caldamente:

Osteria delle Quattro Tette
Risotto alla Pilota, il piatto tipico della cucina mantovana

Osteria delle Quattro Tette
Vicolo Nazione, 4
Telefono: 0376 329478
chiuso la domenica

Autore del post: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

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