Tempo di lettura: 9 minuti(Last Updated On: 4 Ottobre 2023)

Tre giorni in Cappadocia volano, al pari delle famose e colorate mongolfiere che fluttuano nei suoi cieli all’alba. Questo pezzo di Turchia infatti è una terra così enigmatica e affascinante che non si può pensare di conoscerla in così poco tempo. Troppi gli aspetti naturalistici, artistici, religiosi, umani che la caratterizzano e la rendono un vero unicum, così simile a noi e così ‘esotica’ allo stesso tempo. Tuttavia in 3 giorni avrai di certo tempo per scoprire molte delle sue meraviglie: fortezze scavate nella roccia, chiese rupestri, città sotterranee alte anche 13 piani (!!) e un paesaggio lunare di una stranezza incredibile.

Uno degli aspetti piu noti e intriganti della Cappadocia infatti sono le particolarissime formazioni rocciose: milioni di anni fa la regione era una depressione su cui si posarono magma e materiale vulcanico provenienti da varie eruzioni in Anatolia centrale. Nel tempo (tanto!) l’area divenne un altopiano, e il magma essendo friabile rimase esposto all’azione dei venti, dell’acqua (pioggia e fiumi) e dell’escursione termica: sono proprio gli agenti atmosferici gli abili scultori delle valli della Cappadocia e dei suoi magici camini delle fate, detti anche in modo meno fiabesco ‘piramidi di terra‘.

Si tratta di formazioni rocciose tipo cono tronco, ovviamente irregolare, bozzoluto e aspro, sormontato da una specie di cappello che è della stessa roccia ma più compatto. Secondo la leggenda, i cappelli sono stati messi lì da divinità celesti, ed ecco spiegato il loro poetico nome.

Questo fenomeno non è esclusivo della Cappadocia, anche in Italia ne abbiamo degli esempi in Trentino (Piramide di Segonzano), in Alto Adige (Piramidi di terra del Renon) o nelle Marche (Lame rosse).

La friabilità e la conformazione dei camini li resero particolarmente adatti (diciamo così!) ad essere scavati per ricavarne abitazioni, chiese o addirittura monasteri, fin dal IV sec. a.C.. Nei secoli i camini ospitarono anacoreti e eremiti cristiani. Nel periodo bizantino in particolare furono realizzati affreschi policromi che possiamo ammirare sbalorditi ancora oggi, davvero sono di una bellezza che lascia senza parole.

Ma andiamo al sodo: ecco quello che abbiamo fatto noi in 3 giorni in Cappadocia.

1 giorno

Nel nostro tour in 3 giorni in Cappadocia abbiamo fatto base a Göremë, arrivando in aereo da Istanbul.

Dopo il check in in uno dei ‘cave hotel‘, cioè ricavati dalla roccia, abbiamo fatto un primo giro per il paese, che è abbastanza piccolo e abbastanza turistico. Nonostante questo, non gli manca un’aria autentica data dagli edifici diroccati o comunque poco curati, dai tanti lavori in corso, dalle strane rocce a cono che svettano accanto alle strade e in mezzo alle case, e che a volte SONO le case, dai negozi di tappeti e dalle immancabili bancarelle che vendono succhi di frutta.

Open Air Museum

A piedi (circa 1,5 km) raggiungiamo l’Open Air Museum, il più importante dei tanti tesori di Göremë. Il Museo all’aperto di Göremë è famosissimo ed è Patrimonio Unesco. A parte il paesaggio così strano per noi e così straniante tipico della Cappadocia, fatto di rocce chiare e alte formazioni coniche, qui troverai tante chiese, cappelle e monasteri rupestri, alcune con affreschi bellissimi ancora conservati. Risalgono al 1000 più o meno, infatti qui in origine c’era un insediamento cristiano-bizantino dove viveva una piccola comunità di 20 monaci, che poi dal 1700 divenne luogo di pellegrinaggio.

Superata la biglietteria (pagando 150 lire turche, ovvero 7,4 euro circa), sei libero di addentrarti in questo parco magico, dall’atmosfera antica e (per noi) esotica. Da non perdere la Aziz Basil Şapeli, cappella dedicata a San Basilio, o la Azize Barbara Şapeli, cappella di Santa Barbara, che conserva strani affreschi sulla volta.

La chiesa più bella di tutte è la Karanlık Kilise, chiesa Buia, per la quale occorre pagare un supplemento di 40 lire (a maggio 2022). Abbiamo visto diverse persone che per non pagare non sono entrate ma ragazzi, a parte che parliamo di cifre ridicole (1,97 euro), ma soprattutto la chiesetta è veramente veramente bella. Poi, naturalmente, decidi tu.

Imperdibilissima anche la Tokalı Kilise, chiesa della fibbia, che si trova fuori dal parco, sulla destra scendendo verso Göremë. L’interno è completamente affrescato secondo criteri narrativi e non liturgici, in meravigliosi e profondi toni del blu. Per entrare vale il biglietto dell’Open Air Museum, quindi non hai motivi per non visitarla!

2 giorno

Giro in mongolfiera

Ci alziamo presto, ma che dico presto!, direi proprio di notte, per andare a fare il famoso, iconico e desideratissimo giro con la Mongolfiera. Un vero must di ogni viaggio in Cappadocia, e per quanto sia inflazionatissimo è una di quelle esperienze che effettivamente ti rimarranno impresse per sempre. Anche e soprattutto se soffri di vertigini! Scherzo, in questo caso te lo sconsiglio: sarebbe davvero tosta. Anche più della sveglia alle 3.30…

Ci sono molte agenzie che organizzano il volo; il consiglio è di prenderne una buona, per motivi di sicurezza.

Arrivati nel punto per il take off, già ammirare la preparazione dei palloni è un’esperienza pazzesca: vengono gonfiati man mano, con enormi fiammate rosse, e tu rimani a bocca aperta.

Quando il tuo pallone è pronto, si salta tutti su (nei cestini ci vanno circa 25 persone) e in breve ti ritrovi ad un altezza incredibile, ti sembra di poter vedere tutto il mondo, mentre il cielo rischiara e gli altri balloon ti fanno compagnia in un ricco caleidoscopio di colori. Il paesaggio, punteggiato da decine e decine di palloni colorati, è una cosa indescrivibile, non ci sono parole.

Riscesci dalla mongolfiera (ed è un bene IGNORARE come si atterra, fino a quel momento…) rientriamo all’hotel per la meritata colazione, cui segue un altro giro per il paese, una bella scusa per un po’ di shopping. Chiaramente i negozi sono molto turistici però devo dire che hanno cose carine e trovi senza difficoltà un pensiero da riportare a qualcuno o un ricordo per te stesso. Io ho preso un ciondolo d’oro a forma di mongolfiera con alcune pietre colorate. Non sarebbe il mio genere, ma mi ha soddisfatto molto.

Valle di Ihlara

Per pranzo, ci siamo diretti alla Valle di Ihlara, un canyon scavato dal fiume Melendiz Suyu tra alte pareti di roccia del monte Hasan, tra vegetazione folta e verdeggiante e immancabili chiese rupestri ed affrescate. La valle infatti un tempo è stata un amato luogo di ritiro per i monaci bizantini. La zona è Parco nazionale ed è perfetta per un trekking davvero interessante, ma anche per fare un’esperienza mangereccia particolare. Non tanto per il cibo, quanto per il contesto. Circa a metà dalla valle infatti, presso il paese di Belisirma, un tempo famoso per una scuola di medicina e oggi per i suoi rustici e affascinanti ristoranti che danno sul Melendiz, hanno piazzato i tavoli su palafittine di legno direttamente sul fiume!

Valle Ilhara

Ps: attenzione che per fare il trekking nella gola si paga un biglietto, e si parte dalla cittadina di Ihlara. Oltre alla natura selvaggia, lo spettacolo sono le chiese rupestri, circa 100, e le circa 4000 abitazioni scavate nella roccia, veramente impressionanti.

Da Göremë ci vuole più o meno un’ora e un quarto di macchina ad arrivare (tra l’altro la discesa a Belisirma e al fiume è stata abbastanza adrenalinica per i miei gusti, col pullmino su una stradina sterrata stretta e alquanto ripida!), quindi è fattibile come gita in giornata.

Giro in quad e cena con spettacoli tipici

Al rientro abbiamo avuto il tempo di cambiarci e andare a noleggiare un quad per un’esperienza inaspettata e sorprendente: un bel giro alla Red and Rose Valley che ci ha regalato un insolito (per noi) tramonto su un vasto panorama di rocce che assumeva tutti i colori dell’imbrunire. Piccola nota: era strapieno di gente, non avevo mai visto tanti quad tutti insieme, e l’atmosfera era quasi da Woodstock.

Red and Rose Valley Cappadocia

La giornata si è conclusa con una cena in un ristorante che serviva cibo con annesso spettacolo di danze tipiche, in una specie di grossa grotta. Lasciando perdere il fatto che poco dietro di noi è cascato dal ”soffitto” un bel pezzo di roccia che per un pelo non ha ammazzato qualcuno (a noi sono comunque arrivati addosso pietrisco oltre a pezzi di verdure e focacce rimbalzati per il gran botto), la serata è stata ambivalente. Cibo abbondante e abbastanza buono, spettacoli non eccezionali ma gradevoli, tuttavia davvero troppo turistico e il prezzo (se non erro sui 30 a testa) a mio avviso eccessivo.

3 giorno

Mongolfiere

Altra levataccia assolutamente giustificata dallo spettacolo incredibile che andremo a vedere: sempre mongolfiere ma da vari punti panoramici. Prima tappa la zona del take off dei palloni in modo da fotografarli e rimanere a bocca aperta ammirandoli anche da sotto che riempiono il cielo. E ti assicuro che vale tutto lo spettacolo, e che dovrai ”litigarti” gli spot fotografici migliori. Qui per le ragazze è consentito anche esagerare con i vestiti, a differenza del giro in mongolfiera, per il quale ti consiglio senza dubbio di vestirti in modo molto molto pratico (e caldo). Anche perché tanto nei cestini, a parte qualche primo piano, non è che puoi variare molto con le foto e i selfie. Da sotto invece… scatenati!

Poi, verso le 6 di mattina, la nostra sessione fotografica si è spostata a uno dei punti panoramici sulla Love Valley, da dove abbiamo ammirato stupefatti i palloni stagliati contro una selva di camini delle fate, tutti assomiglianti a degli enormi… diciamo asparagi. Qui ci sono anche alcuni locali fricchettoni validissimi per prendere qualcosa e diversi ‘set’ allestiti a uso e consumo di Instagram: tutti a fare la fila per fare le stesse foto! Ma inutile fare gli snob: le foto vengono carine sul serio, quindi resistere è difficile. Se non ricordo male, il nostro era il Love Valley Swing Cafè.

Fortezza di Uchisar

Dopodiché, colazionati a dovere, ci siamo spostati in un posto super interessante e particolarissimo: Uchisar, un villaggio vicino Göremë e Nevsehir famoso per il suo castello fortezza che come tutti i castelli che si rispettino si trova bello in alto, il che è sinonimo di panorama immenso.

La fortezza, Patrimonio Unesco, è appollaiata su una collina, con il villaggio a digradare, ma in realtà è essa stessa parte della collina: il tufo infatti è facile da scavare e questo ha consentito agli ittiti (pare) di ricavare stanze e tunnel. A guardarlo, il castello sembra quasi sbozzato, un non finito. Certamente non ha molto in comune con il nostro concetto di ‘castello’, mentre l’intera Uchisar devo dire che ricorda molto la nostra Matera.

Per arrivarci occorre fare una breve salita: a maggio faceva un discreto caldo, e noi per rinfrescarci abbiamo sfidato la maledizione di Montezuma prendendo una spremuta di melograno da uno degli infiniti baracchini turchi.

Il Castello è visitabile all’interno, si pagano 30 lire turche e il panorama spazia sulla Pigeon Valley e le altre valley della Cappadocia, con un colpo d’occhio che in parte mi ha ricordato i calanchi in cui è immersa Civita di Bagnoregio, nel Lazio.

Se il castello è un punto panoramico pazzesco, a sua volta è un elemento paesaggistico da osservare e fotografare da lontano. Noi lo abbiamo fatto al Lavanta Panoramic Cafè, dopo aver patteggiato con un driver locale l’andata al cafè, il ritorno e un’ora in loco (lui ha aspettato mentre ci facevamo duemila foto e bevevamo un caffè turco sul quale possiamo solo dire che se ai turchi piace… tutti i gusti so’ gusti!).

Ci siamo goduti una location con un panorama davvero top e a poi siamo andati al Zelve Open Air Musem che non è che sia un vero museo quanto un’area all’aperto (a pagamento: 65 lire turche) dove camminare tra le maliziosette formazioni tipiche della Cappadocia e sbalordirsi di fronte alle stranezze della natura. Ricordiamoci comunque che il peccato è negli occhi di chi guarda…

Chiesa Al Nazar e Galerie Ikman a Göremë

A questo punto potresti pensare che si sia fatta tipo mezzanotte, e invece la giornata è ancora lunga e prosegue, tornati a Göremë, con la visita alla Chiesa Al Nazar, anche questa piena di affreschi stupendi e inserita in un ambiente campagnolo. Ci si arriva infatti prendendo una stradina un po’ isolata (segnalata) sulla destra lungo la strada che da Göremë porta all’Open Air Museum.

Dopo di che, c’è ancora tempo prima di cena e dunque eccoci qui ad una delle ”attrazioni” locali: i tappeti, e per essere precisi il negozio Galerie Ikman, ormai famosissimo e organizzatissimo per foto super instagrammabili. Ammetto che la location è molto di effetto, anche perché hanno allestito un bel cortile a cielo aperto dove fa capolino un camino delle fate, ma siamo arrivati al punto che se non paghi non puoi nemmeno affacciarti! Inoltre non ti regalano niente: nel 2022 chiedevano 40 euro per una sessione! Se non altro ti fanno le foto anche col drone (e poi te le danno in formato digitale)…

E così infine si fa ora di cena, per la quale andiamo all’Inci Cave restaurant. Te lo menziono perché finalmente abbiamo potuto assaggiare un piatto tipico turco, un kebab in coccio presentato con uno spettacolo di fuoco alquanto suggestivo.

Per concludere la giornata, avevamo delle guide che si sono inventate un dopo cena particolare: la proiezione di un film su uno schermo posizionato sul tipico pullmino Volkswagen, in un set allestito appositamente.

Per scegliere il film ci abbiamo messo un’ora, e un’altra ora per fare tutti le foto alla location, decisamente molto instagrammabile (Instragram ci ha rovinato! Ci ha rovinato!). E il bello è che con tutto il mondo del cinema a disposizione, si è deciso di guardare COCO della Disney. Non voglio fare commenti sul film perché vabbeh, in ogni caso a metà della proiezione dormivano tutti…

Ma torniamo al pratico e concludiamo questa guida a 3 giorni in Cappadocia con qualche tips.

Consigli

  • L’opzione migliore per raggiungere Göremë, a meno che tu non voglia inserirla in un tour on the road in Turchia, è l’aereo da Istanbul, che ci impiega circa 1 ora e 20 minuti.
  • Per spostarci nella zona abbiamo sempre usato driver locali e sempre contrattando il prezzo o comunque avendolo pattuito prima. In alternativa puoi noleggiare la macchina: la strade sono ben messe e il traffico è tranquillo, niente a che vedere con quanto sperimentato in Marocco o a Istanbul, o quello del Cairo.

  • Abbigliamento: comodo, nulla di particolarmente elegante, e prevedi sempre qualcosa di più pesante perché il clima non è esattamente tropicale. Calcola anche che per la mongolfiera ti muoverai alle 4 del mattino, e che in alto nel cielo fa freschetto. Per il resto di giorno, a maggio, siamo stati in bermuda e polo o con vestiti a maniche lunghe ma leggeri, senza troppi problemi.
  • Farmacia del viaggiatore: altamente consigliato portarti dietro un imodium o affini e un antibiotico. Anche con tutte le accortezze del caso, tornare con l’intestino indenne è un’impresa. Noi eravamo in gruppo, e il 98% ha avuto problemi.

In conclusione ecco il nostro itinerario di 3 giorni in Cappadocia, direi che siamo riusciti a fare tante cose e tante esperienze e in modo rilassato. Ti auguriamo di vivere anche tu momenti stupendi in questa terra così affascinante.

Ci vediamo al prossimo viaggio!

Simona

EXPLORE. DREAM. DISCOVER.

simonacetola

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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