Che la Cappella degli Scrovegni sia una meraviglia che vale il viaggio a Padova è cosa nota. Che il caffè alla menta di Pedrocchi lo valga altrettanto, probabilmente un po’ meno. Ok, forse solo per caffeinomani come noi di Treeaveller (abbiamo già parlato del caffè con scorza di limone di Amalfi), ma sicuramente è la ciliegina su una bella tortona.

Il Caffè Pedrocchi in quanto locale

E’ il caffè più noto della città e non solo: la sua fama si estende meritatatamente anche all’estero. Si trova in pieno centro, a due passi da Piazza delle Erbe, ed è attivo addirittura dal 1831. Fino al 1916 è stato aperto giorno e notte e per questo motivo è ancora oggi chiamato ”il caffè senza porte”, idea che mi ha affascinato moltissimo.

A lungo è stato ritrovo di intellettuali, politici e uomini d’affari, ma anche di artisti e studenti senza un soldo. Questi ultimi si ritrovavano nella Sala Verde, caratterizzata dalla tappezzeria in tono, da un bel camino con sopra uno specchio a tutt’oggi presenti, e soprattutto dal fatto che i camerieri non passavano a richiedere ordinazioni. Gli ospiti meno abbienti erano quindi liberi di conversare, studiare e leggere i quotidiani senza pagare niente. Curiosità: ecco da dove viene l’espressione “essere al verde”!

Le altre sale sono la Rossa, la Bianca e l’ottagonale, quest’ultima più moderna e anche un po’ caotica. Sul sito del locale potete trovare varie foto e farvi un’idea dell’atmosfera suggestiva, tanto carica di storia, di ognuna di esse.

Noi abbiamo goduto del bellissimo dehors che dà su Piazzetta Pedrocchi: una terrazza tra due logge incorniciate da colonne corinzie e da 4 leoni in pietra scolpiti dal Petrelli a somiglianza di quelli del Campidoglio romano. L’insieme rende molto bella e particolare questa piazza, vivacizzata ulteriormente dalle opere dello scultore Park Eun Sun  – che avevamo visto in mostra a Roma – che si inseriscono benissimo nel contesto con la loro contrastante modernità.

Piazzetta Pedrocchi
Le logge del caffè su Piazzetta Pedrocchi, con la scultura contemporanea di Park Eun Sun

Il Caffè Pedrocchi in quanto bevanda

Ma veniamo al dunque: il locale è superfornito dalla colazione alla cena fino al brunch, dolce o salato, calorico o salutista, ma la vera particolarità è il caffè alla menta: un espresso in tazza grande con un’emulsione di panna e menta e una spolverata di cacao. “Non si zucchera e non si mescola”, ci ha avvisato il cameriere e si capisce il motivo: per non turbare un equilibrio di gusti perfetto così com’è, anche per chi come me il caffè lo prende… AMARO!

Insomma, nessuno mi ha pagato per parlarne, ma il locale è molto bello e il caffè alla menta un’esperienza nuova e unica, perciò a Padova secondo me è una tappa obbligata.

La Cappella degli Scrovegni di Giotto

Altra tappa obbligata, c’è poco da fare gli ‘alternativi’, è la Cappella degli Scrovegni. Affrescato da Giotto e terminato nel 1306, il ciclo pittorico è oggettivamente bellissimo anche per una profana come me che oltretutto preferisce l’arte contemporanea (ricorderete la mia caccia a Calder a New York che ha mietuto due vittime innocenti: mio fratello e mia sorella).

Naturalmente non sarò io a farvi spiegoni storico-artistici, ma in estrema sintesi il ciclo narra gli episodi della vita di Gioacchino e Anna, della vita di Maria e della vita e morte di Cristo. La volta è affrescata come un cielo stellato e il colpo d’occhio è spettacolare.

Cappella degli Scrovegni
Particolare della volta stellata
Interno della Cappella degli Scrovegni
Veduta (parziale) d’insieme

Sotto gli affreschi, una serie di riquadri illustra le allegorie dei Vizi e delle Virtù, e la particolarità, specie se consideriamo l’epoca in cui sono stati realizzati, è che Giotto ha saputo darvi una pazzesca illusione di tridimensionalità: i dipinti sembrano dei bassorilevi!

Giotto
L’immagine sembra uscire dal riquadro!
Giotto
Tra i Vizi, l’Ira si straccia le vesti. Non passeggia abbastanza nei boschi, come spiegato in un precedente post!

La controfacciata è interamente occupata dalle rappresentazioni del Paradiso e dell’Inferno e non c’è niente da fare… quest’ultimo ovviamente è molto più interessante!

L'Inferno della Cappella degli Scrovegni
Più vivo, più movimentato, più divertente!

Per la visita vi consiglio decisamente di prenotare: specialmente con la bella stagione pensare di arrivare lì e trovare un buco libero è praticamente utopia. Infatti si accede a gruppi di 25 persone ogni mezz’ora ed è sempre pieno. Sul sito ufficiale si acquistano i biglietti (in realtà non è solo una prenotazione: si paga subito) per un orario specifico a scelta che va assolutamente rispettato. Nel guiderdone è compresa la visita ai Musei Civici: pieni zeppi di cose da vedere, calcolate che richiedono tempo.

Un'opera dei Musei Civici di Padova
Uno stargate nei Musei Civici

Altro da vedere – Piazza delle Erbe e delle Frutta

Piazza delle Erbe e delle frutta sono il centro centrissimo di Padova: due bellissime piazze divise dal Palazzo della Ragione, con le numerose logge ed il cinquecentesco Palazzo del Podestà. In questi due spazi si tiene uno dei più grandi mercati d’Italia, ma non è stato tutto sempre frutta e fiori: storicamente piazza delle Erbe era il luogo delle esecuzioni capitali…

Piazza delle Erbe Padova
Piazza delle Erbe

Imboccando via Fiume (dalle Erbe) o Corte San Clemente (dalle Frutta) si giunge in Piazza dei Signori e lo sguardo è subito catturato dalla Torre dell’orologio, con il suo meccanismo astrologico che a me ha ricordato un po’ quello di Praga.

 Torre dell'orologio a Padova
La Torre dell’orologio con il suo meccanismo astronomico

Se il ceco forse è più ‘bello’, quello padovano è il più antico del genere: terminato nel 1436, i segni zodiacali sono gli originali di un analogo trecentesco che si trovava sulla Reggia Carrarese. L’orologio è rientrato in funzione nel 2010, con anche il datario ‘for dummies’ ai quattro angoli…

Torre dell'orologio Padova
L’orologio astronomico

Altro da vedere – I Navigli

Padova è caratterizzata da molti canali suggestivi lungo i quali è piacevolissimo passeggiare. Io non ho avuto il tempo di farlo, ma sono anche navigabili.

Navigli padovani
Lungo i navigli

Altro da vedere – Il monumento all’11 Settembre

Andando dalla Stazione verso la Cappella, proprio lungo uno dei navigli (zona Porte Contarine), ci siamo imbattuti in una ‘costruzione’ in vetro e acciaio che lì per lì non si capiva nemmeno bene cosa fosse. Da più vicino mio fratello, che ha vissuto anni a New York, ha riconosciuto i resti di una trave del World Trade Center.

Daniel Liebeskind 'Memoria e Luce'
Daniel Liebeskind, ‘Memoria e Luce’

Con questa trave, donata dalla città americana alla Regione Veneto, l’archistar Daniel Liebeskind ha realizzato un monumento dal bellissimo nome ‘Memoria e Luce‘: Memoria, quella delle vittime del World Trade Center, Luce, quella della libertà. L’opera simboleggia proprio la pace, la libertà stessa e l’unione tra le culture. Il punto d’osservazione migliore è il ponte di Corso del Popolo e onestamente il monumento è di forte impatto emotivo, anche perché il prato adiacente è frequentato da giovani che chiacchierano, prendono il sole, si riposano, insomma si godono la vita in un momento di tranquillità.

Padova, Informazioni pratiche

  • Come arrivare

In macchina: servendosi dell’autostrada A4 venendo da Est o Ovest, oppure della A13 se si viene da Sud.

In treno: la città è servita dai regionali e dall’Alta Velocità.

In aereo: aeroporto Marco Polo di Venezia – Tessèra, aeroporto di  Treviso o aeroporto Valerio Catullo di Verona.

  • Dove abbiamo dormito

Noi per ragioni logistiche abbiamo dormito all’Hotel Cason vicino alla Stazione. Datato ma pulito e ben posizionato se per l’appunto vi servite del treno. Che è molto comodo ad esempio per raggiungere la carissima e affollata Venezia: basta mezz’ora. Inoltre il centro di Padova ha varie ztl e quindi se siete in macchina potrebbe esservi utile non doverci combattere (e pagare i costosi parcheggi). La Cappella è raggiungibile con una passeggiata di 10-15 minuti. Personale gentile ma a colazione la parte mangereccia onestamente non era granché.

  • Dove abbiamo mangiato

Solo al Caffè Pedrocchi, perché poi avevamo un ricevimento di matrimonio che è stato scusa e motivo della rapida sortita padovana.

  • Cappella degli Scrovegni

Prenotate prenotate prenotate! E fate attenzione agli orari e alle raccomandazioni che trovate sul sito della Cappella.

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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