Tempo di lettura: 5 minutiUltimo aggiornamento: 6 Aprile 2021

Parafrasando un grande filosofo, la vita è una favola o le favole aiutano a vivere meglio? Sinceramente non saprei, ma so che se vuoi vivere una favola nel Lazio c’è il posto che fa per te. Si chiama Sant’Angelo di Roccalvecce ed è senza dubbio il paese delle fiabe. Sicuramente, in questo periodo ancora dominato dalla pandemia di coronavirus, la voglia di evadere dalla realtà per entrare in un mondo fatato è ancora più forte. E Sant’Angelo è il posto perfetto.

Ma perché Sant’Angelo di Roccalvecce si è guadagnato questo romantico soprannome?

La trasformazione di Sant’Angelo di Roccalvecce

Sant’Angelo di Roccalvecce non ce ne voglia, ma in sé per sé non è esattamente il classico ‘borgo’ pittoresco che ci immaginiamo in Italia e che spopola sui social. Proprio per questo ha ancora più valore l’iniziativa che l’ha trasformato in un posto favolistico e gli ha regalato una nuova vibrante personalità. E anche un’insolita notorietà!

Tutto inizia nel 2016, quando Giuseppe Chiovelli fonda l’associazione ACAS con una missione originale e anche un po’ ambioziosetta: dare vita a un mondo fantastico, quello dell’infanzia e dell’immaginazione, tra le vie di Sant’Angelo. E così un gruppo di street artist (tutto femminile, per una volta) ha dipinto i muri delle case, realizzando tanti magnifici murales che hanno colorato e riempito di fantasia il paese. Sant’Angelo è tornato a nuova vita: missione perfettamente riuscita!

Sant’Angelo paese delle fiabe

I murales di Sant’Angelo ci raccontano le favole più famose con immagini molto fedeli a come le conosciamo. Immaginiamo che sia stata una scelta quella di non fare grandi ‘rivisitazioni’ estetiche: così tutti noi, grandi e piccini, possiamo riconoscere all’istante in quale fiaba ci stiamo immergendo e ammirare meravigliati i personaggi che hanno popolato la nostra infanzia.

I murales sono fatti veramente bene e vedere l’eccitazione dei bambini, ma anche dei più grandicelli, ci ha divertito parecchio. Un’altra cosa divertente è che in giro c’erano persone di ogni tipo: coppie con figli piccolini, tutti contenti ed emozionati, ma anche comitive di ragazzi, magari alla moda, di quelli che non ti aspetteresti di vedere in un posto così romantico.

E poi gruppi di amiche, o anche trekker che avevano deviato dai sentieri che percorrono la Teverina per scoprire questo mondo magico (uno si chiama Sentiero dei Castelli e delle Fiabe, tanto per rimanere in tema, e unisce Sant’Angelo con Celleno passando per il borgo fantasma di Celleno).

Sant’Angelo di Roccalvecce murales

Uno dei primi murales che incontri, e sicuramente uno dei più sbalorditivi, è Alice nel Paese delle Meraviglie, che riempie tutta intera la facciata di una casa e si allarga sulle altre. È come se la ragazzina, insieme al Bianconiglio sempre con l’orologio e sempre in ritardo, ti dessero il benvenuto e ti volessero guidare in questo mondo fiabesco.

Di fronte, lungo le facciate di un’altra casa, si snodano gli eventi più importanti della storia di Biancaneve, con un’estetica abbastanza rielaborata e super colorata che ci è piaciuta moltissimo.

Da questa piazzetta, uno dei fulcri del paese, parte la caccia alla fiaba, passando per Mowgli e Il Libro della Giungla, La Bella e la Bestia, La Bella Addormentata nel Bosco, Hansel e Gretel, Il Gatto con gli Stivali, Le fate di Avalon, Cenerentola, Il Piccolo Principe e altre ancora.

Ci sono poi un meraviglioso Don Chischiotte, davvero di grande impatto, e opere un po’ diverse come le formelle con la storia di Pinocchio o Biancaneve e i 7 nani. Qui Brontolo offre il suo nasone a chi passa per farselo strofinare: porta fortuna, ma in periodo Covid io eviterei… e infatti abbiamo evitato ma siamo stati gli unici.

A noi sono piaciuti tantissimo, tra gli altri, Il Gatto con gli Stivali, Don Chischiotte, Cenerentola e La Bella Addormentata nel Bosco. Io poi sono impazzita per I Musicanti di Brema, anche se a dire la verità non ricordo molto bene la storia. Ma il murale, con un aspetto quasi da illustrazione e coloratissimo, mi ha conquistato, un po’ come anche Il Giro del Mondo in 80 giorni. Non c’è bisogno che ti spieghi perché vero? Siamo tra wanderluster in fondo…

Le mie fiabe preferite… e la tua qual è?

Ma veniamo alle confessioni… Le mie favole preferite da bambina erano Cenerentola e la Bella Addormentata. E ancora hanno quel certo appeal su di me: la scarpetta di cristallo è un sogno mai tramontato, e a tutt’oggi adoro i vestiti che aveva Aurora nel film Disney! Certo, poi, crescendo, ‘sta storia che deve venire un uomo a salvarti un po’ m’è stata stretta. E così mi sono appassionata a ben altre storie, penso ai cartoni animati: Pollon, Kyashan, Lady Oscar, Mila e Shiro, L’incantevole Creamy… Ecco forse potrebbe essere un buon suggerimento per i prossimi murales, che ne dici?

In fondo, Sant’Angelo di Roccalvecce rimane un work in progress: le opere non sono mica finite qua, come dimostrano L’Alba di un nuovo giorno e la scritta poetica sulla scalinata blu sotto il murale di Peter Pan. Sono state realizzate dopo la ‘prima ondata Covid’ proprio come messaggio di speranza nel futuro.

Noi stessi quando siamo andati abbiamo trovato un murale in lavorazione, Il Soldatino di Piombo di Giusy Guerrero.

Sant’Angelo di Roccalvecce dove si trova e come arrivare

Sant’Angelo di Roccalvecce e i murales sono a circa 1 h e mezzo da Roma (107 km) e a circa mezz’ora da Viterbo (23 km). Il paese è immerso nella Teverina viterbese, nella Tuscia: una parte del Lazio che ci ha dato tantissime soddisfazioni nei nostri giri domenicali. Infatti tra i nostri suggerimenti per gite giornaliere più di uno è proprio in questa zona, scoprili con noi:

10 idee per un’emozionante gita nel Lazio (e non solo)

Il modo migliore per arrivare in paese è in macchina, tuttavia parcheggiare è un po’ un problema. Nel senso che all’inizio del paese c’è un ampio parcheggio ma quando siamo stati noi era strapieno e le macchine riempivano anche i bordi della Provinciale 5, per centinaia di metri. Non è proprio una soluzione stupenda, anche perché poi tocca farsela a piedi lungo la strada… D’altronde non c’erano alternative. Consiglio? Se puoi va’ in mezzo alla settimana, oppure arriva sul presto o a metà pomeriggio.

Dove mangiare in paese

Il paese è piccolino e probabilmente non attrezzatissimo ancora per la mole di gente che ha iniziato a visitarlo, incuriosita dalle foto su Instagram. Noi avevamo il pranzo al sacco e abbiamo deciso di non prendere nemmeno un caffè. Infatti eravamo davvero troppi in giro per le stradine di Sant’Angelo, nel primo week end di chiusure della seconda ondata Covid (con il Lazio zona gialla).

Per l’appunto c’eravamo anche noi, ma onestamente non ci aspettavamo la folla che abbiamo trovato. Quindi per non aumentare il casino abbiamo deciso di rinunciare al caffè, dopo un’occhiata alla situazione. Comunque per tempi più tranquilli abbiamo visto l’Hostaria di Mastro Ciliegia, il bar pasticceria pizzeria Fratelli Oddo, che ha un suo murales dentro, e Benny street food che insieme ad un paio di altri bar la domenica era chiuso.

Sant’Angelo di Roccalvecce murales mappa

Ecco la mappa con la collocazione dei murales, aggiornata a novembre 2020, che trovi anche (e soprattutto!) sulla pagina facebook dell’Associazione Acas.

Sant'Angelo di Roccalvecce
Foto dalla pagina facebook dell’Associazione Acas

Buona visita e buone fiabe! Qual è la tua?

Simona

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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