Tempo di lettura: 6 minutiUltimo aggiornamento: 17 Aprile 2019

Quando sentono parlare di foresta, i treeavellers non ci capiscono più niente e devono andare a metterci le zampe e lo zaino. Forse è colpa dello stress? Perché saprai certamente che camminare nei boschi rilassa, anzi ormai è una vera e propria terapia! Se non lo sai sallo leggendo il nostro pezzo su tutti i benefici dello Shinrin-yoku:

Contro il logorio della vita moderna, più Shinrin-yoku

Ecco, è proprio un termine giapponese, che significa ‘bagno nella foresta‘, a portarci in Giappone, in uno dei luoghi più famosi, turistici e amati di Kyōto: la foresta di bambù di Arashiyama.

Arashiyama_bambu_dalbasso

Il fascino incredibile della foresta di bambù di Arashiyama

In realtà la foresta di bambù di Arashiyama non è proprio il posto perfetto per lo Shinrin-yoku (che poi sarebbero le passeggiate nel bosco), e lo scopri appena ci arrivi. Non tanto perché è un bosco per modo di dire, quanto perché per i suoi viali c’è più gente che in metro all’ora di punta! Però devo dire che se la parte più meditativa del ”bagno nella foresta” va un (bel) po’ a farsi benedire, l’aspetto visivo, ovvero la grande bellezza, e quello uditivo, cioè il delicato suono dell’aria tra le canne, ti lasceranno lo stesso in pace col mondo e col cuore gonfio di gioia.

foresta di bambù Arashiyama
Lo sai che i bambuseti (si chiamano così, anche io l’ho scoperto da poco…) son alti alti alti? E tu sei piccolina etc etc

È davvero un’esperienza particolare fare ‘forest bathing’ tra le altissime canne di bambù che creano strane geometrie verticali rese ancora più suggestive dalla luce che filtra dalle aperture che riesce a trovare. Così come udire la brezza che si insinua tra le canne, neanche fossero quelle di un organo, creando soffici melodie. E questo è un modo poetico per suggerirti di appizzare l’orecchio. Ti assicuro che la musica del vento c’è, anzi, è uno dei ‘Cento suoni del Giappone da preservare‘, secondo il governo. Ma come si preserverà un suono? E quali sono gli altri 99?

foresta di bambù Arashiyama
Quello che si suol definire ”cattedrale vegetale”

In ogni caso, sopporta con calma zen la folla e accetta che non avrai mai foto dove appari da solo, a meno di andarci molto presto (la foresta è aperta h 24). È lo spirito migliore per goderti la passeggiata romantica, pittoresca ed emozionante in questo ambiente naturale che sembra un altro mondo, praticamente fiabesco.

foresta di bambù Arashiyama
Li a-do-ro!

Una cosa pittoresca e anche molto divertente che abbiamo visto tra i sentieri della foresta è la presenza di artisti e suonatori di strada, che attirano tante persone con la loro musica e i loro giochi.

artista di strada alla foresta di bambù Arashiyama
Un suono delicato e avvolgente

Un’altra particolarità sono i ragazzi che scarrozzano letteralmente i turisti tirando un risciò. Magri magri, mi sono chiesta come facciano!

Cosa vedere ad Arashiyama oltre alla foresta di bambù

Il bosco è il motivo principale per cui si viene qui, ma ci sono parecchie altre cosette da vedere in zona, motivo per cui ti suggerisco di dedicarle tutta una giornata. Iniziamo!

Togetsu-kyū

Si tratta di un ponte e in sé per sé non è che sia mirabolante. Però è un po’ l’emblema di questa parte di Kyōto e il bel panorama coi monti sullo sfondo, oltre ai ciliegi in fioritura in primavera, lo rendono una meta piacevole. Ci si arriva con una comoda passeggiata lungo la via commerciale (molto turistica) del quartiere. In realtà quello che vedi alla fine di Ukyo Ward è il ponte ‘nuovo’: quello originario, che risale ai primi del 1600, è poco più a monte.

Togetsu-kyū bridge
Complice il foliage, il panorama è molto bello

 

Iwatayama Parco delle scimmie di Arashiyama

 

Come dice il nome stesso, il top dell’Iwatayama Park sono le scimmie. La riserva si allunga sul pendio dei monti sopra la foresta, ragion per cui ti toccherà scarpinare 20-30 minuti per arrivarci. Nel parco girano completamente liberi circa 100 macachi giapponesi, una specie tipica e ormai quasi un simbolo del Paese. Dato che gli animali sono di fatto allo stato selvatico, ricordati di essere prudente e di non avvicinarti troppo. Puoi fotografarli, osservarli nelle loro attività e anche divertirti a dar loro da mangiare: lo staff del parco vende spuntini a base di mela proprio per questo scopo.

Ōkōchi Sansō

Vicinissima al bosco di bambù, Ōkōchi Sansō era la villona di un famoso attore giapponese (Ōkōchi Denjirō). Perché visitarla, tanto più che è pure a pagamento? Perché ha dei giardini magnifici e una vista stupenda su parte della città. E in Giappone quando parliamo di giardini… non parliamo mica di robetta.

aceri e bambù giapponesi
L’acero giapponese è uno dei nostri alberi preferiti

Tenryū-ji

A proposito di giardini, attaccato alla foresta di bambù c’è un tempio buddista, non a caso Patrimonio Unesco, che ti straconsiglio proprio per la bellezza sconvolgente del suo parco. Certo, è affollato, ma il suo fascino rimane comunque intatto. Come sempre in questo paese, nulla è lasciato al caso, infatti il Tenryū-ji è stato tutto progettato secondo i principi dello stile shakkei, che integra la ‘composizione’ con il paesaggio circostante. Passeggiare tra i viali del giardino, contemplare il laghetto e la perfetta disposizione degli alberi, dei fiori e delle rocce, tra scorci incredibili e visioni fanstastiche, è very giapponese e secondo me indimenticabile.

temple Tenryū-ji
Il tempio fa capolino in un contesto davvero suggestivo

La cosa curiosa è che Tenryū significa ‘drago celeste’. Il nome deriva da un monaco che sognò un dragone che usciva dalla acque del vicino fiume. L’interpretazione poco freudiana del sogno fu che lo spirito dell’imperatore Go-Daigo, che prima aveva qui la sua residenza, fosse inquieto, e quindi per pacificarlo decisero di costruire il tempio.

Tenryū-ji temple garden
Immancabile una foto con questo meraviglioso albero

L’ingresso è a pagamento e puoi scegliere se vedere solo il giardino o aggiungerci anche il tempio.

Tenryū-ji temple garden
Ogni elemento è attentamente studiato: ciò che smebra naturale e semplice è invece una composizione

Templi buddisti

Ad Arashiyama ci sono parecchi templi buddisti con dei giardini davvero meritevoli. Per decidere quale visitare, ti consiglio però di spulciare Lonely Planet e affini, o di cercare le foto su internet per capire quale ti piace di più. Anche se noi per questione di tempo non li abbiamo visti, volevo segnalartelo come possibilità. Se vuoi cercarteli subito, ecco alcuni nomi: Jōjakko-ji, Nison-in, Giō-ji, Saihō-ji, Daikau-ji, Gio-ji.

temple garden
Meravigliosi scorci del giardino del tempio

Su piccole imbarcazioni, si parte dal molo kameoka per una pittoresca crociera che dura un paio d’ore e attraversa anche un canyon con le sue rapide.

Come arrivare ad Arashiyama da Kyōto

Arashiyama è un quartiere di Kyōto, tra i più frequentati dai turisti proprio per le sue attrazioni. Si trova ai piedi dei monti occidentali della città e arrivarci è veramente semplicissimo.

Bus: prendi il Kyōto city bus numero 28 dalla Stazione di Kyōto e scendi alla fermata Arashiyama Tenryuji-mae.

Tenryū-ji temple garden
Foliage a manetta

Treno: è la scelta che ti consiglio, visto anche il traffico che spesso affligge Kyōto. Hai due possibilità: prendi la linea Sagano/San-in e scendi alla stazione Saga-Arashiyama, oppure la linea Hankyū e scendi a stazione Arashiyama, in questo caso con un cambio a Katsura. Le due linee sono comprese nel Japan Rail Pass e sono comodissime.

In totale ci vuole circa una mezz’ora, perché per arrivare al bosco di bambù dalla stazione Saga-Arashiyama devi camminare un’altra kilometrata.

bambù Tenryū-ji temple garden
Bambù e acero… coppia perfetta

In ogni caso ti suggerisco di impostare il navigatore. Questo perché do per scontato che tu abbia preso un wifi portatile: è vitale direi!

Dove mangiare ad Arashiyama

Andando verso il ponte Togetsu-kyō, ti troverai probabilmente in una via ampia e frequentatissima (Ukiyo ward) dove ci sono vari locali e pasticcerie, tutto supersfizioso! Nelle vie interne ci sono anche dei ristoranti.

Arashiyama
Un negozio poco minimalista

Nel tempio Tenryu invece c’è un ristorante vegetariano, il Shigetsu, che può essere un’esperienza particolare.

dolci giapponesi
I giapponesi adorano dare forme di ”facce” a ciò che mangiano

La nostra scelta: poco dopo l’uscita dalla foresta di bambù ci sono dei baracchini di street food, dove noi ovviamente ci siamo buttati. Guarda le foto dei menu e ordina con fiducia, incrociando un po’ le dita: non si capisce sempre benissimo cosa stai ordinando, ma hanno svariate cose tutte molto interessanti. Scusa, non tutto: io ho provato il tofu, che tra l’altro a Kyōto è rinomato, ma stendo un velo pietoso. D’altronde fa parte del gioco anche trovare una cosa orribile che non ti piace!

street food Arashiyama
Baracchino di street food: da provare!

Mi auguro di averti trasmesso un po’ della magia che sprigionano la foresta di bambù e tutto Arashiyma, un sobborgo che zitto zitto può regalarti l’essenza del Giappone.

E per spargere la magia, puoi condividere questo pezzo sui social 😉 .

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Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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