Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2019

Sicuramente avrai sentito parlare di Chefchaouen, detta anche la ‘Perla blu’ del Marocco. Infatti negli ultimi tempi questo pittoresco paesotto tutto dipinto dei colori del cielo e del mare sta acquisendo una notorietà che ha tutta l’aria di poter sconfinare in una moda. O in un vero hype.

Ma se ti stai chiedendo se sia una trappola per turisti oppure no, insomma se valga la pena andarci, la risposta è che merita assolutamente il viaggio.

Chefchaouen è una specie di isola, di mondo a sé: fiabesco, azzurrissimo e assolutamente unico. In poche parole, se vuoi vederla sbrigati prima che sia presa d’assalto!

Chefchaouen panoramica
Una panoramica su Chefchaouen, un primo assaggio di blu

Ma ora è venuto il momento di andare a farci avvolgere dal blu più blu del blu, e di immergerci tra vicoli e viuzze in un’atmosfera che è un mix particolarissimo di arabo, berbero e andaluso.

Un poquito poquito di storia di Chefchaouen

Chefchaouen si trova nel Nord del Marocco, circondata dai monti del Rif. Venne fondata nel 1471 da un discendente del profeta Maometto, sostanzialmente per resistere all’invasione portoghese, affiancato da tribù locali e da esuli andalusi sia musulmani che ebrei.

chefchaouen
Blu, indaco, turchese, pervinca, azzurro… una palette incredibile

Questi ultimi erano scappati da Granada quando la caduta dell’ultimo sultanato in Spagna aveva messo anche fine a secoli di guerre tra mondo cristiano e islamico. Gli spagnoli poi occuparono Chefchaouen nel 1920 facendola diventare parte del ‘Marocco spagnolo‘. E la restituirono al Marocco indipendente nel 1956.

gente a Chefchaouen
Sprazzi di vita quotidiana

Chefchaouen, considerata città sacra, rimase sconosciuta e inaccessibile agli stranieri per tantissimo tempo, fino almeno agli anni ’50. Ora conosce una stagione di grande popolarità, grazie alla magia creata dalle sfumature intense dell’azzurro che colorano ogni cosa, allo scorrere lento della vita, e anche alla droga. Ma di questo parlo dopo.

gente a Chefchaouen
Scorci pastello

Perché Chefchaouen è blu?

Innanzitutto il domandone. Circondati da mille gradazioni di blu, dal più tenue al più deciso, è spontaneo chiedersi: ma perché tutto questo colore? Tanto più se pensiamo che questa città, peculiare per essere interamente e intensamente azzurra, prima era bianca. Cosa è successo poi? Purtroppo la questione rimarrà… un grande boh. Ognuno ha la sua teoria, e tutte raccontano una parte di storia di Chefchaouen.

scale a chefchaouen
Questa è una delle scalinate più gettonate per le foto… c’è la fila! Noi ci abbiamo messo una decina di minuti per appropriarcene!

Ecco le varie ipotesi che abbiamo raccolto sul campo:

  • È il colore tradizionale degli esuli andalusi che la fondarono a fine del ‘400. Il blu si aggiungerebbe quindi alle tante influenze spagnole che si percepiscono facilmente tra ‘calle’ e ‘callejon’ (sì, i vicoli hanno proprio questi nomi!)
plaza a chefchaouen
Spunta una ‘plaza’
  • Gli ebrei in fuga da Hitler rifugiatisi qui negli anni ’30 la dipinsero con questa tonalità riprendendo il colore che nelle loro tradizioni è quello del Paradiso e del cielo. Una specie di ‘remainder’ spirituale insomma.

scale a chefchaouen

Poi ci sono teorie più ‘pratiche’:

  • Il blu aiuta a tenere lontane zanzare e moscerini vari. Si vede che è un problema sentito. Dovremmo provarci anche a Roma!
  • Negli anni ’70 gli abitanti si resero conto che le sfumature azzurre incuriosivano e attiravano i turisti perciò decisero di dipingere tutto con questa palette. È la teoria favorita dalla nostra guida e, se fosse così, sarebbe un ottimo risultato di marketing!
Vicolo a Chefchaouen
Un mix di influenze secolari

Il turismo occidentale ha un po’ subito una battuta d’arresto, ma noi abbiamo visto gente da tutte le parti del mondo. E anche se l’atmosfera rimane rilassata, è contemporaneamente vivace e a tratti affollata: alcune location particolarmente instagrammabili richiederebbero l’eliminacode! Non solo, ma ormai gli ‘chefchaouanesi’ si sono imparati, e hanno allestito dei veri e propri angolini ad uso foto social… a pagamento (comunque un’inezia, pochi cent)!

Scale colorate a Chefchaouen
Perderai la testa per le porte marocchine!

Cosa vedere a Chefchaouen

Ma ora andiamo a scoprire cosa vedere a Chefchaouen.

La medina

La medina è la parte vecchia della città, che a Chefchaouen si trova nella zona orientale, quella che si arrampica sul monte. Certamente è molto più piccola della caotica Fez, ma anche questa è un labirinto di viette e viuzze, tutte azzurrissime, dove dopo qualche ora riuscirai già ad orientarti.

Il fascino è incredibile, l’estetica è unica. A ogni passo trovi un angolo da fotografare, che sia per i tuoi ricordi o che sia per fare incetta di cuoricini sui social.

Il colore blu la fa veramente da padrone assoluto, riempiendo le case, gli occhi, l’anima.

tessuti a chefchaouen

Oltre alle sue viuzze, la medina è animata da scalette e scalini, da panni coloratissimi stesi ogni dove, dal souq (mercato) con i negozi traboccanti di carabattole, saponi, spezie e colori, ceramiche, artigianato.

Poi ci sono le zellige, le piastrelle marocchine che creano quelle pazzesche geometrie che intrippano la testa e che saranno tra le cose che maggiormente riporterai con te come ‘sensazione’ e atmosfera del luogo. Una caratteristica a cui penserai automaticamente pensando al Marocco, insomma.

Porta a Chefchaouen
Un caleidoscopio di geometrie e colori pazzeschi

Poi non perderti il dettaglio delle inferriate, che ricordano le abitazioni andaluse. Qui siamo vicinissimi anche geograficamente alla Spagna e l’influenza dell’antico protettorato rimane nelle decorazioni, nei nomi delle vie (come dicevo prima, spesso sotto il nome arabo troverai scritto sorprendentemente ‘calle’, ‘callejon’), e nella seconda lingua parlata dagli abitanti: lo spagnolo.

Gente locale a Chefchaouen
Turisti (che poi è parte del fantastico gruppo con cui abbiamo viaggiato) e vita quotidiana in una stradina della medina. Ti va un succo d’arancia?

Piazza Uta El-Hammam

Chefchaouen ha varie piazze, ma una in particolare è vivacissima, il cuore della vita sociale. Uta El-Hammam, si chiama così, è dominata dalla Grande Moschea col suo particolarissimo minareto ottagonale e dalla qasba (la fortificazione araba), ma anche dalle montagne del Rif, che svettano oltre le abitazioni.

Uta El-Hammam
Non potevo non saltare anche in questa vivace piazza. Sullo sfondo, oltre le mura e i locali, la montagna

Uta El-Hammam è gremita di locali e localetti, dove tra le altre cose vedrai molti uomini intenti a fumare il kif, la droga a base di cannabis che qui a quanto pare è molto tollerata. In zona ci sono addirittura delle vere piantagioni, anche se in teoria sarebbe vietato. E invece il Marocco esporta pure (il famoso ‘marocchino’, da noi), anzi a dirla tutta è il più grande produttore mondiale di hashish…

Uta El-Hammam

Anche per questa ragione Chefchaouen è un meta ambita, specialmente dai backpackers!

Sorgenti Ras al-Ma

Poco fuori città, con una breve passeggiata, si arriva alle sorgenti Ras al-Ma, ‘testa dell’acqua’, dove a quanto si dice sorse il primo nucleo di Chefchaouen.

Il fiume Ras Maa d’altronde ancora alimenta i mulini della città. Insomma un luogo caro a tutti gli abitanti, e anche molto molto vivace, con tanto di locali sulle sponde del fiume e parecchia gente che qui conduce la propria vita, dedita all’artigianato o alla produzione di miele e datteri.

fiume Ras Maa
Ferve la vita lungo il fiume. E c’è anche l’immancabile baracchino delle aranciate!

Cosa fare a Chefchaouen

La vita a Chefchaouen scorre rilassata, per cui anche tu, turista o viaggiatore, unisciti al flusso e goditi senza fretta questa perla, tanto unica quanto blu. La città si può visitare in una giornata, ma il mio consiglio è di rimanere a dormire una notte.

Prima di tutto perché non ci sono aeroporti vicino e per arrivare sicuramente dovrai farti varie ore di macchina, e poi perché passare una serata e un’alba a Chefchaouen è una bella esperienza da fare.

Tra i posti dove pernottare posso suggerirti il riad dove siamo stati noi: riad Dar Meziana.

colori in vendita Marocco
Colori colori colori…

Ma ecco un piccolo riassunto delle cose che puoi fare a Chefchaouen.

Passeggiare e fotografare

La prima cosa è buttarsi alla scoperta della medina, che saprà meravigliarti con scorci, angoli e colori che ti lasceranno un ricordo indelebile. Ovunque vorrai fare una foto, e la sfida sarà trovare un’inquadratura, un dettaglio, una sfumatura che rendano l’atmosfera magica di Chefchaouen… magari in modo diverso da tutti gli altri!

Quindi ringrazia il digitale che ti lascia illimitate possibilità di scattare e fa’ una bella scorpacciata di fotografie! Ho solo un’avvertenza: non tutti i musulmani gradiscono essere ripresi, perciò cerca di rispettare la loro sensibilità.

Cortile a Chefchaouen
Questo cortile privato è diventato una location perfettamente studiata – e a pagamento – per fare le foto ad uso Instagram. Ma come resistere?

Mangiare l’hamburger di cammello

Chefchaouen è uno dei pochi posti dove puoi fare quest’esperienza. Non troppo sconvolgente, in realtà, come abbiamo documentato su Instagram, però interessante. L’hamburger di cammello (attenzione allo spoiler) è molto simile al ‘solito’ manzo, giusto un po’ più dolciastro. Insomma, non è una roba da spericolati assaggiatori, ma comunque è buono, particolare, e aiuta a entrare nell’atmosfera locale.

hamburger cammello
I piatti non sono per gente a dieta!

Per assaggiare il cammello ti suggerisco il Cafè Clock, anche perché il locale è molto bello (ce ne è uno anche a Fez) e perché se sei vegetariano puoi trovare dei piatti adatti a te.

Fare acquisti

A Chefchaouen c’è un fantastico artigianato che riguarda il legno ma anche tessuti e indumenti di lana, oltre a vestiario, bigiotteria e ovviamente spezie, coloranti, saponi. Hai praticamente l’imbarazzo della scelta sul souvenir da portare a casa! E se poi ti si avvicina qualcuno che ti chiede se vuoi dell’hashish… beh, se non sei interessato basta dire ”no grazie” e non ci saranno problemi.

negozi a Chefchaouen
Scegliere cosa comprare sarà ardua, anche perché gli oggetti sono molto belli. E sì, anche qui il baracchino delle aranciate!

A questo punto posso solo confermarti che Chefchaouen è davvero la perla blu del Marocco! Se stai pensando di andarci e vuoi qualche info chiedici pure, nei commenti o sui nostri social, facebook, Twitter e Instagram.

Qualche curiosità sul Marocco puoi già leggerla qui:

10 cose (semiserie) che abbiamo imparato sul Marocco

E non perderti Fez, la città imperiale più antica del Paese:

Cosa vedere a Fez: due giorni nella città imperiale più antica del Marocco

 

 

Chefchaouen

E se poi hai trovato utile questo pezzo… magari condividilo, così anche altri scopriranno un aspetto inaspettato del Marocco!

Ti aspetto al prossimo viaggio!

Autore del post: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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