Estremizzando il concetto di ‘bagno nella foresta’ (e se ignorate di cosa stia parlando allora farete bene a leggere qui), è possibile arrivare al concetto di ‘volo sulla foresta’, laddove il ‘volo’ è solo figurato, ma non meno emozionante.

Ma procediamo con calma e raccontiamo bene questa storia.
Dunque, c’era una volta…
— Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Beh, non solo uno in realtà.

Siamo nella perfida Albione, alla periferia di Londra, tra la pace e il verde dello splendido Royal Botanic Gardens di Kew. E stiamo per salire i gradini che ci porteranno a diciotto metri d’altezza per passeggiare tra le chiome degli alberi.

Treetop walkway
Il punto d’ascensione alla Treetop walkway

Signori, ecco a voi la Treetop Walkway, una passerella tra gli alberi progettata dall’architetto Marks Barfield (lo stesso che ha creato il London Eye, la ruota panoramica di Londra) realizzata forgiando 400 tonnellate di acciaio inossidabile (poi brunito in modo da fondersi con l’ambiente circostante) in una forma ispirata alla serie di Fibonacci.

Treetop walkway
Una passeggiata davvero insolita

La primavera è probabilmente il momento migliore per godere appieno della visita sulla Treetop walkway: i giardini si ammantano di colori e tra le tenere e giovini foglie degli alberi la vista spazia recando beatitudine ai nostri aridi cuori di cittadini…

Treetop walkway
Ehm.. dove sono i miei fiori? E le mie foglie?

Ok, ferma tutto. Stop. Ma allora perché siamo venuti sulla Treetop walkway a marzo? Ah, già, abbiamo tentato la sorte, stuzzicato la dea Fortuna, solleticato Tyche… sì, insomma, abbiamo tentato il colpo di culo, ma non ci ha detto proprio benissimo. È altrettanto vero che il nostro obiettivo principale in questa sortita in terra inglese è la monografica su Calder alla Tate Modern (abituatevi, qui leggerete di viaggi, di alberi e molto più spesso di quanto potreste immaginare, di Alexander Calder. Anzi, ora non distraetevi, ma fatevi un appunto: dopo dovete assolutamente leggere ‘Sulle orme dell’artista. Calder a New York‘)

Torniamo al Kew Gardens. Non perché ci sia una temperatura vicina allo zero di Kelvin o perché il cielo sembri sul punto di spararci addosso ettolitri d’acqua l’esperienza sulla Treetop Walkway è meno estasiante! È davvero stupendo aggirarsi come giganteschi uccelli-mammiferi tra le fronde (ancorché spoglie) degli alberi, sfiorare i rami di castagni, di faggi, di ippocastani e di querce, attraverso i 200 metri di lunghezza del percorso. E poi poggiare lo sguardo sul panorama, splendido anorché minacciato da un cielo poco rassicurante.

Treetop Walkway Kew
La Treetop Walkway di Kew Garden
Treetop Walkway di Kew
La Treetop Walkaway di Kew Garden

Guardate, respirate, toccate, imbevetevi di foresta e di natura. Ma non tentate di abbracciare il tronco dell’albero da quassù altrimenti spiccherete un volo molto meno poetico di quello pindarico e finirete nel nosocomio più vicino a farvi contare le schegge di ossa dal dottorino di turno.

Altre attrazioni del Kew Garden (oltre la Treetop Walkway )

La Treetop walkway non è l’unica attrazione di questo spettacolare giardino botanico, anche se sicuramente può (da sola) valere l’intero prezzo del viaggio da Londra e del biglietto d’ingresso.

1- Il giardino giapponese (Japanese Landscape)

Ci sentiamo quantomeno di segnalare il giardino giapponese (Japanese Landscape), ridisegnato nel 1966 dal professor Fukuhara dell’Università di Osaka, secondo lo stile del periodo di Momayama (sedicesimo secolo). Al centro del giardino il Chokushi-Mon, una replica della porta Nishi Hongan-ji, il tempio occidentale del voto originale, di Kyoto, costruita nel 1910 per la Japan-British Exhibition di Londra.

Japanese Landscape

2- La Casa delle palme (Palm House)

Così come è d’obbligo la visita alla Casa delle palme (Palm House), l’edificio più caratteristico di Kew nonché una delle più importanti strutture vittoriane d’inghilterra, interamente realizzata in vetro e ferro:

Palm House
La Palm House è come il famigerato pomodorino di Fantozzi: fuori fredda, dentro palla di fuoco a 18.000 gradi

Il clima all’interno è pazzesco: si viene catapultati in una densissima atmosfera acquosa degna di una vera foresta pluviale, grazie alla quale prosperano palme e altre specie tropicali provenienti da alcuni degli ambienti più minacciati della Terra. Se portate gli occhiali l’effetto inevitabile sarà questo:

“Sono San Giusto d’Amazzonia e vi benedico col vapore acqueo”

3- La serra (Princess of Wales Conservatory)

Segnaliamo infine l’imponente serra (Princess of Wales Conservatory), suddivisa in 10 sezioni, ognuna dedicata a una differente condizione climatica, che ospita una maestosità di piante grasse e una stupefacente varietà di orchidee da lasciare letteralmente a bocca aperta.

Magari alcune volte la composizione sfiora la cafonata, ma è un peccatuccio che ci sentiamo di poter perdonare.

Una composizione un filino sopra le righe, ma che sicuramente rimane impressa…

Ed ora alcune informazioni sul come, quanto, dove, quando e perché:

Come arrivare a Kew Gardens per salire sulla Treetop walkway

Da Londra (eh, certo, e da dove altrimenti: da Termini?) basta prendere la District e scendere alla fermata Kew Gardens, che dista 500 metri dall’ingresso ai giardini. Il viaggio non è brevissimo, ma avrete il tempo per preparavi spiritualmente:

Quanto costa

Il biglietto d’ingresso ai giardini costa 14 sterline. Ma ci sono diverse combinazioni convenienti. Ad ogni modo vi consigliamo di consultare questa tabella dei prezzi

Dove mangiare

All’interno dei giardini c’è un fornitissimo risto-bar, ‘The Botanical’ , quindi non rischierete di dover rubacchiare l’insalatina nella sezione dedicata alle erbe officinali. Per farvi un’idea, ecco il menù per il pranzo

Quando andare

Meglio in primavera, che da queste parti significa maggio-giugno. Ma lo spettacolo è garantito in ogni periodo.

Questi gli orari di apertura: 10.00-18.30 (dal lunedì al giovedì) // 10.00 – 17.30 (venerdì, sabato, domenica e festivi)

Perché andare

Ma come perché?!? Vi consiglio di tornare all’inizio di questo articolo e di (ri)cominciare a leggere…

Autore del post: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

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