Andiamo a vedere il ‘Ponte del Diavolo’? Se vi facessero questa proposta, non pensereste subito ad oscure leggende medievali e intrighi luciferini, a boschi ombrosi e fiumi insuperabili, a vecchi borghi petrosi e antiche presenze?

Le leggende sui Ponti del Diavolo (gabbato come pochi)

Fareste bene: i ‘Ponti del diavolo‘ sono un po’ tutto questo. Si  chiamano così quegli antichi ponti in pietra, solitamente immersi in un contesto rurale o boschivo, la cui costruzione sembrava alla gente così ardita, così impossibile da realizzare, che per forza il Demonio doveva averci messo lo zampone!Ponte del Diavolo di Vulci

E giù un fiorire di leggende, con un tratto comune. Immancabilmente il Diavolo in cambio dell’aiuto chiedeva un tributo: sua sarebbe stata l’anima del primo essere vivente che avesse attraversato il ponte in questione. Altrettanto immancabilmente, però, rimaneva gabbato.

Ponte del Diavolo di Vulci
Dall’altra parte del ponte, vi aspetta Satana per rubarvi l’anima!

Infatti quelli che avevano stipulato il patto con l’ingenuo Lucifero mandavano un animale qualsiasi ad attraversare per primo il ponte. Un maiale, un micio, un cane che fosse. Molto furbi! Al che il Demonio, beffato, spesso si gettava nel fiume sottostante per il rodimento. E tanti saluti.Canyon Fiora

Tutto questo a dimostrazione che poi alla fine l’uomo ne sa una più del Diavolo. Chissà se ne saprà pure una più dell’Intelligenza artificiale? Ma non divaghiamo…

Fantasmi e spiriti si aggirano per i Ponti del Diavolo

Su alcuni di questi ponti fioccano anche storie di fantasmi, molto inquietanti. Ad esempio pare che di notte sul bellissimo ponte della Maddalena vicino Lucca vaghi un essere a 4 zampe. Sarebbe il Diavolo che cerca il capocantiere che lo truffò con lo scherzetto dell’animale.

Ponte del Diavolo di Vulci
Qualcuno si arrischia ad attraversare il ponte… ma solo perché non è il primo! La sua anima è salva (almeno stavolta)

O ancora, pare che sotto gli archi di queste strutture di notte si aggirino fantasmi e spiriti maligni, forse perché gettarsi dai loro parapetti è stato da sempre un metodo per suicidarsi. E nella credenza popolare chi si suicida non gode poi di eterno riposo.

Il fascino antico e rurale dei Ponti del Diavolo

Tutto questo per dire che i ‘Ponti del Diavolo’ sono davvero suggestivi, con i loro archi arditi che si riflettono nelle acque e formano un cerchio o un ovale perfetto. Con il loro fascino antico, che emana dalle pietre che sembrano reggersi per miracolo e sfidare la fisica.Ponte del Diavolo di Vulci

Con il loro unire due sponde che sono state divise da Dio e che sarebbero rimaste separate per sempre se il Diavolo non si fosse messo in mezzo. Con le ‘location’ dove sorgono, che sia la natura dove si integrano perfettamente, o un borgo di cui esaltano il sapore di antiche vicissitudini. Castello della Badia Vulci

Il nostro primo Ponte del Diavolo: il Ponte di Vulci

Premesso tutto ciò, noi siamo andati a scoprire un Ponte del Diavolo vicino Roma. Ma vi diciamo subito che non abbiamo visto nulla di soprannaturale, se non la sua bellezza. Forse perché era giorno? Potrebbe essere una spiegazione…

Intanto, dove si trova? Nella maremma laziale, a un paio di km dall’entrata del Parco archeologico-naturalistico di Vulci di cui vi abbiamo raccontato. In loco ci sono il Castello della Badia con il museo e per l’appunto questo benedetto Ponte del Diavolo. Ragazzi, vi consigliamo certamente di allungare fin qui perché è davvero bello.

Maremma laziale
Anche i dintorni del Ponte del Diavolo e del Castello della Badia hanno il loro fascino. Rurale e pittorico

Il ponte collega il Castello, di cui praticamente fa parte, con l’altra sponda del fiume Fiora, dove va quasi perdendosi nella vegetazione. Lo fa grazie a tre archi, di cui il centrale ha una luce di ben 20 metri. Se lo percorrete, e ovviamente lo farete, avrete davanti e sotto agli occhi un meraviglioso panorama. Pensate che sarete a 30 metri sul bellissimo canyon scavato dal Fiora!

Il Canyon del Fiume Fiora

Vi avevo già detto quanto sia particolare il canyon creato dal fiume Fiora. Visitando il parco archeologico potrete vederlo dal basso, dal laghetto del Pellicone, e rimanere meravigliati per le sue pareti a colonna e per i colori assolutamente atipici.

Canyon Fiora
Una visione da drone. E sono subito vertigini!

Scoprirlo dall’alto ve lo confermerà: 30 metri sono davvero tanti e ve ne accorgerete affacciandovi (non troppo, qui non sono attrezzati per il bungee jumping…) dalle spallette del ponte. Una visione quasi da drone, e se poi ci andate verso il tramonto… tutto sarà ancora più magico.

Le origini del Ponte del Diavolo di Vulci

Non è ben chiara l’origine del ponte: comunque antichissima. Le parti in tufo rosso sono etrusche mentre i piloni sono di epoca romana repubblicana (poi rimaneggiati). La struttura attuale risale alla Roma imperiale. Il selciato del ponte e le sue spallette sono invece del secolo scorso. Insomma, ha un bel po’ di anni e troppe e tante ne avrà viste.Ponte del Diavolo di Vulci

Il ponte infatti ha avuto fin dall’antichità una posizione strategica, confermata in epoca medievale dal Castello della Badia, costruito nel XII secolo.

Il Museo archeologico nazionale di Vulci

Un’ultima chicca; nel Castello della Badia ha sede il Museo archeologico nazionale di Vulci, con oggetti e reperti etruschi e romani risalenti al periodo tra  il IX e il III secolo a.C. rinvenuti durante gli scavi nella vicina Necropoli. Un buon modo per passare dalle leggende sul ponte alla storia ‘reale’ di questi luoghi.Castello della Badia

Nella travel bucket list: più Ponti del Diavolo

Sappiamo che in Italia ci sono diversi Ponti del Diavolo: suggeriteci quelli che conoscete voi nei commenti, oppure su Instagram o su facebook.

Panorama dal Ponte del Diavolo di Vulci
Non vedo spiriti acquattati. Non gli piace il tramonto?

E buon Ponte del Diavolo a tutti!

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

One Reply to “Tra storia e leggende, il ‘Ponte del Diavolo’ di Vulci”

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