Qualche giorno fa siamo finiti praticamente per caso a visitare il Parco archeologico di Vulci. Dico per caso perché non era nella lista dei posti da vedere vicino casa (leggasi: gite di un giorno) e l’abbiamo scoperto cercando altro: il Ponte del diavolo sempre a Vulci.

E come spesso accade quando ”si devia” un po’ dal programmato, abbiamo fatto una bella scoperta. Che poi il ponte è compreso nell’area del parco, quindi in realtà abbiamo aggiunto più che proprio deviato, e abbiamo visto entrambi. Ottimo!

campagna a Vulci
Ci sono pittori che sarebbero felici di un cielo così!

Innanzitutto dove ci troviamo? Nella maremma laziale, in provincia di Viterbo, vicino Montalto di Castro e il mare. Vulci fu tra le più importanti città stato dell’Etruria e della fiorente civiltà che si sviluppò qui (avete notato che le civiltà sono spesso ‘fiorenti’, come l’acqua del mare è ‘cristallina’?) rimane un lascito storico e artistico molto importante. Sotto forma di oggetti (trasferiti tutti in vari musei), necropoli, resti delle strade e della città in generale.

Parco archeologico Vulci
Dettagli della Domus del criptoportico

Il Parco archeologico-naturalistico di Vulci

Nel Parco come potete intuire dal nome si possono vedere gli scavi archeologici della città etrusco-romana di Vulci e alcune nobili tombe etrusche. Ma c’è anche un aspetto naturalistico che quasi quasi è la sua parte migliore: nell’area scorre il fiume Fiora, che ha scavato un canyon super suggestivo.

Per la visita potete scegliere tra tre percorsi:

Percorso lungo

Sono 3,5 km che praticamente percorrono tutto il Parco. Il motivo principale per sceglierlo è arrivare a vedere la Necropoli Orientale con la bellissima tomba affrescata di François, quella delle Iscrizioni e quella principesca della Cuccumella. Dovete però fare attenzione: la visita è possibile solo con la guida, dietro prenotazione 48 h prima oppure secondo orari che potete trovare sul sito.

Parco archeologico Vulci
A dimostrazione di quanto questa gita sia stata casuale, notare la mise con vestito a pois e scarpe da ginnastica che non c’entrano un tubo. O forse è il vestito a non entrarci niente?

Quando siamo arrivati noi ovviamente era appena partito l’ultimo gruppo della giornata e abbiamo ”rosicato” parecchio anche perché credo che ci siamo persi una delle parti più interessanti.

Percorso breve

E’ lungo 2,3 km ed è quello su cui abbiamo ”ripiegato” sia perché non potevamo più visitare la tomba di François sia per ragioni di tempo. Anche se poi ci abbiamo impiegato lo stesso tempo che veniva indicato per il percorso lungo…

Parco archeologico Vulci
E ci credo che c’abbiamo messo tanto: se ti fermi a guardare l’universo…

Lungo questo itinerario potrete vedere diverse cose interessanti camminando nel verde, con le vacche maremmane che pascolano sul pianoro (tranquilli: in lontananza…), e in uno spazio aperto che dà una certa sensazione di libertà e benessere.

Avviso ai passeggianti: se trovate come noi una giornata di sole (e ora che viene l’estate è ben probabile) ricordatevi di portare cappellini, acqua, crema solare. Noi siamo morti di caldo ed era una bellissima e calda giornata solo di fine maggio.Parco archeologico Vulci

Tra le varie cose viste noi è piaciuta molto la Domus col suo criptoportico di epoca romana da scoprire e quasi da film horror (quasi, dai!). Ci hanno anche affascinato i resti della piscina, perché ci fa uno strano effetto pensare che lì secoli e secoli fa qualcuno si faceva il bagno e oziava allegramente immerso in una natura bucolica. Chissà quali saranno stati i suoi pensieri, e quanto diversi dai nostri che oggi guardiamo lo stesso cielo?

Parco archeologico Vulci
…E se a un certo punto si sentisse chiudere violentemente la porta d’accesso (e d’uscita) del criptoportico sotterraneo?

Percorso natura

Se scegliete questo percorso in 1,5 km punterete diretti al Laghetto del Pellicone passando per la Tomba della Sorgente e un piccolo nucleo di tombe antichissime, le più vecchie dell’area. Nulla di macabro, anzi arriverete presto vicino al punto ristoro, ovvero un ristorante che noi abbiamo trovato chiuso essendo tardi, ma che ci è sembrato davvero carino. O almeno la sua terrazza!Parco archeologico Vulci

Il laghetto del Pellicone

Ma veniamo a ciò che c’è piaciuto di più. Uscendo da un boschetto dove troverete riparo dalla calura, vi troverete all’improvviso davanti a un panorama stranissimo. La vista non è ampia, perché chiusa dalla folta vegetazione e dalle pareti fatte quasi a colonna del canyon scavato dal fiume Fiora.

Laghetto Pellicone
6×8 42, 5×5 25… questo laghetto è un angolo particolarissimo

È proprio la particolarità della roccia scavata e del fiume che in questo punto forma un piccolo lago a dare al tutto un tocco addirittura rarefatto. Anche i colori sono strani: l’acqua riflette la specie di ocra smorto delle rocce e contemporaneamente il verde delle piante e il blu del cielo. Insomma, un mix praticamente unico e soprendente!

Il laghetto è anche famosissimo per il cinema. Qui hanno fatto il bagno Aldo Giovanni e Giacomo nel film ”Tre uomini e una gamba” e soprattutto è questo il posto immortalato nella scena di “Non ci resta che piangere” quando Leonardo da Vinci viene abbordato da Benigni e Troisi.laghetto pellicone

Penso di essere l’unica in Italia sopra i 10 anni a non avere visto questo film, ma comunque ci siamo fatti assolutamente riconoscere grazie a Federico che in loco ha rifatto in parte la scena.

E questo lo sa bene chi ha visto la nostra Storia su Instagram (non ci seguite su Insta? No dai, davvero? Rimediate, ragazzi, rimediate! Grazie grazie) e anche gli altri visitatori, che ci hanno guardato perplessi (come si dice? Sticavoli*? Esatto!).

Parco Vulci
Grandi seguaci della filosofia dello ‘Sticavoli’, ovvero ‘ma chi se importa’. O almeno ci proviamo

*Sticavoli: versione per educande di un’espressione romana più colorita che indica il prendere le cose (molto) alla leggera, senza attribuirgli troppa importanza e tanto meno più di quella che hanno realmente. T’ha lasciato la ragazza e t’hanno abbozzato la macchina nuova? Prova un sonoro e liberatorio ‘Sticavoli!’

Un paio di consigli per la visita al Parco archeologico di Vulci

  • Portatevi cappellini e acqua, oltre ovviamente a scarpe comode.
  • Mangiare/Bere: lungo il Percorso breve c’erano varie fontanelle, segnate sulla mappa che vi danno in biglietteria. Noi ne abbiamo approfittato per rabboccare la borraccia. Per mangiare c’è una locanda poco fuori dal parco e un ristorante all’interno (noi però lo abbiamo trovato chiuso, forse per l’orario). E macchinette self service alla biglietteria.

    Parco Vulci
    Particolare della tomba dai Soffitti intagliati
  • Approfittate della guida. Sì, perché onestamente i resti del Parco non sono apparentemente mirabolanti. Serve secondo noi qualcuno che li spieghi nel loro significato e nella loro importanza in modo da poterli apprezzare al meglio. Anche se ogni sito comunque ha un pannello esplicativo. Noi abbiamo girato senza guida ed è per questo secondo me che ci siamo ritrovati poi ad apprezzare maggiormente la parte naturalistica.
  • Il Parco di Vulci organizza tantissime attività: spulciate il sito per scegliere quella che vi interessa di più!

Perché visitare il Parco archeologico di Vulci

  • Una visita al Parco archeologico di Vulci possiamo consigliarla se volete fare una tranquilla gita nel Lazio all’insegna della storia e della natura. Si tratta di una visita adattissima anche per i bambini e ci sono delle navette per chi ha difficoltà motorie.
  • Inoltre come dicevo poco fa il Parco organizza varie attività anche particolari. E potrebbe esserci un’idea che vi farà passare una domenica diversa.Papavero
  • A pochi minuti di macchina dall’entrata del Parco c’è il castello con il suo bellissimo Ponte del Diavolo.

Soprattutto: potrete provare a scoprire se 9×9 fa 81, magari chiedendolo a qualche altro barbuto visitatore… Anche se secondo noi la vera domanda da intelligentoni è: ma quanto farà 6×9? Chi lo sa parli, pure se non è Leonardo da Vinci!

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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