Non serve certo trovare ”scuse” per visitare Palermo. Cultura a iosa, arte, cibo, mare, la sua doppia anima mediterranea e mediorientale: tutto la rende una città viva e superinteressante, unica. Ma se vi serve quel qualcosa in più per farla balzare in cima ai vostri desideri, eccovelo qui: Palermo è Capitale Italiana della Cultura 2018.

Il che significa che a tutto cio’ che normalmente c’è da vivere e vedere in città si aggiunge quest’anno un ricco calendario di eventi.

Palermo Fontana Pretoria
La monumentale ed ellittica fontana rinascimentale in Piazza Pretoria

Cominciamo col dire che Palermo ha battuto candidate di tutto rispetto: Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese, Trento e l’Unione dei Comuni Elimo Ericini. Il progetto presentato, infatti, è stato definito nella motivazione ufficiale “originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione, alla valorizzazione del territorio e delle produzioni artistiche contemporanee“. In sintesi, economia sì ma soprattutto inclusione e cultura: ci strapiace.

Manifesta 12

Cominciando da Manifesta 12, la biennale nomade europea di arte contemporanea nata in risposta all’evoluzione politica, economica e culturale del post-guerra fredda. Il suo obiettivo infatti è creare un cambiamento sociale positivo in Europa attraverso l’arte contemporanea. Per farlo, agisce di volta in volta come piattaforma di dialogo tra arte e società coinvolgendo le comunità locali. Arrivata alla 12ma edizione è ormai un vero punto di riferimento sia per chi lavora con l’arte sia per tutti gli appassionati.

Palermo chiesa di Santa Caterina
La cupola della chiesa di Santa Caterina

La biennale si svolgerà dal 16 giugno al 4 novembre 2018 e il suo titolo, che ovviamente corrisponde al suo focus, è ‘Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza’. Le parole chiave sono ‘coltivare’ e ‘coesistenza’. E quale città migliore di Palermo, crocevia nel Mediterraneo di tre continenti e centro di incessanti flussi migratori che l’hanno resa un’originalissima mescolanza di culture?

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Ancora di più, quale luogo più adatto dell’Orto Botanico? Manifesta 12 parte dall’idea di giardino come luogo in cui diverse specie di vita coesistono adattandosi l’una all’altra, e ne esplora la capacità di aggregare le differenze e generare vita da tutti i movimenti migratori. Secondo noi, il ‘Giardino Planetario‘ sarà tutto da vedere. Le iniziative collegate alla biennale potete trovarle sul suo sito, noi lo terremo d’occhio!

Palermo capitale italiana della cultura 2018

Così come terremo d’occhio il sito di Palermo 2018. Al momento non è certo pieno di informazioni, ci auguriamo che lo rimpinguino con il calendario degli eventi in città! Si sa pero’ chi ospiterà le attività: i Cantieri culturali della Zisa, il Teatro MassimoPalazzo Sant’Elia, il Loggiato San Bartolomeo, il Complesso dello SpasimoPalazzo Branciforte, il Complesso di Sant’Anna alla Misericordia, il Museo civico di Castelbuono.

Teatro Massimo
Il Teatro Massimo dall’acustica perfetta

Abbiamo tutto un anno quindi per vivere al massimo una città dalle mille stratificazioni e i mille contrasti, movimentata da luci ed ombre, dove ogni cosa lascia un segno. Fondata dai Fenici nel VII Secolo a.C. con il poetico nome  di Ziz (Fiore), passarono per le sue strade romani, bizantini, arabi, normanni, e ancora svevi, angioini, Borboni, ogni popolo contribuendo alla sua straordinaria ricchezza culturale. I greci non la conquistarono mai ma esercitarono comunque una grossa influenza, a cominciare dal ‘nuovo’ nome che viene proprio dal greco Panormos, ovvero ‘tutto-porto‘.

mare Palermo
Il mare visto dal Foro Italico

Un nome che fa subito pensare al particolare rapporto della città con il mare. Anche oggi Palermo è crocevia al centro del Mediterraneo, con tutti i problemi legati ai flussi di migranti. E’ molto bello trovare nel dossier della candidatura l’affermazione che attraverso una “politica di dialogo culturale e di apertura” è possibile non considerare “l’imponente fenomeno migratorio degli ultimi anni esclusivamente come un”emergenza’”. Il mare infatti è “da sempre luogo di mediazione, di viaggio, di incontro, anche di scontri, pur sempre fucina di culture e di scambi“.

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L’itinerario arabo-normanno: Monreale, Palermo, Cefalù

Se vi trovate a Palermo, capitale culturale o meno, vi straconsigliamo di allungare un po’ e arrivare a Monreale a vedere il suo Duomo. I mosaici dorati che ne ricoprono letteralmente le pareti vi accecheranno con il loro splendore.

Duomo Monreale
Stupefacenti mosaici

Monreale, inserita nelle attività di Palermo capitale della cultura 2018, rientra in un ideale itinerario arabo–normanno che comprende la stessa Palermo e Cefalù. Si tratta di uno stile unico nel suo genere, che unisce mondi opposti: quello arabo-musulmano e quello normanno-cattolico. Proprio per questo è stato inserito nella lista dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

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I monumenti in stile arabo-normanno che fanno parte dell’itinerario sono:
A Palermo
  • Palazzo Reale o dei Normanni
  • Cappella Palatina
  • Cattedrale
  • Chiesa di San Giovanni degli Eremiti
  • Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana
  • Chiesa di San Cataldo
  • Castello della Zisa
  • Ponte dell’Ammiraglio
A Monreale
  • Duomo
  • Chiostro
 A Cefalù
  • Cattedrale
  • Chiostro.

Castelbuono e Bagheria

Se avete tempo, calcolate che la programmazione delle attività di Palermo capitale della Cultura si estende anche a Castelbuono attraversando comuni della costa come Bagheria. La prima merita per le sue ricchezze naturalistiche, storiche e culturali e per la connessione con il Museo Civico di Castelbuono. A Bagheria invece il museo Guttuso, le ville nobiliari, le tradizioni popolari e l’artigianato artistico, ma anche il cinema e la letteraratura la fanno da padrona.
Cattedrale di Palermo
L’incredibile Cattedrale di Palermo
Noi mettiamo in calendario qualche giorno da dedicare (di nuovo) a Palermo, voi ci siete stati?

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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