I borghi sono tanti, milioni di milioni. Verrebbe da parafrasare la famosa pubblicità, perché pare che ovunque si vada ci sia un ‘borgo più bello d’Italia’. In realtà i borghi italiani che si possono fregiare di questo titoli sono “solo” 271, e Grottamare, comune marchigiano in provincia di Ascoli Piceno è, con merito, uno di questi.

Grottammare ‘bassa’ e Grottammare ‘alta’

In prossimità della spiaggia Grottammare si è sviluppata nel tempo in una ridente cittadina balneare, estremamente organizzata e ricca di spunti di divertimento e di svago, con hotel, ristoranti e locali di ogni tipo, ivi compreso un altisonante ‘Café del Mar‘, che non ha niente a che vedere con il celebre locale ibizenco ma che, in compenso, offre una pasticceria di primo ordine:

Grottammare cafedelmar
Il ‘Café del Mar’ di Grottammare

Ma la palma di uno dei ‘borghi più belli d’Italia’ Grottammare se l’è guadagnata con la sua parte alta, l’antico nucleo collocato sul colle per fungere da elemento difensivo con l’imponente mole del Castello, ancor oggi visibile.

Grottammare, cosa vedere

Iniziamo la nostra visita al borgo di Grottammare partendo dal piccolo slargo all’incrocio tra via Sant’Agostino e via Palmaroli, e proseguendo lungo quest’ultima ci dirigiamo verso il nucleo più antico del borgo. Lungo la via si aprono già splendidi scorci sul mare:

Grottammare panorama
Terrazza vista mare

Procedendo lungo via Palmaroli imbocchiamo via San Giovanni, una via piuttosto stretta e suggestiva dove, sulla sinistra, si trova la Salsamenteria San Giovanni: si tratta di un posticino davvero magico dove fermarsi a mangiare, incastonato tra le mura del borgo. Ve ne parleremo con maggior dovizia di particolari alla fine, nelle informazioni pratiche.

salsamenteria san giovanni a grottammare
Salsamenteria San Giovanni

Procedendo lungo via San Giovanni sfociamo in Piazza Felice Peretti: chi era costui? Più noto come Papa Sisto V, Felice Peretti, nato a Grottammare il 13 dicembre 1521, fu il 227º papa della Chiesa cattolica, in carica dal 1585 al 1590 (anno della sua morte). Papa Sisto V fu pontefice dal temperamento alquanto focoso, tanto che Gioacchino Belli gli dedicò questi versi:

Fra tutti quelli c’hanno avuto er posto
De vicarj de Dio, nun z’è mai visto
Un papa rugantino, un papa tosto,
Un papa matto uguale a Papa Sisto

Papa Sisto V
Papa Sisto V, papa ‘rugantino’ (cit.)

Piazza Peretti è il cuore dell’antico borgo, un luogo chiuso, riparato ma anche punto di avvistamento strategico per il controllo del transito delle navi.

Su questa piazza si affacciano gli edifici simbolo della vita del paese: l’antico municipio, il teatro con le sue logge, la Chiesa di San Giovanni della fine del 1700.

La Chiesa di San Giovanni a Grottammare
La Chiesa di San Giovanni

Da Piazza Peretti, passando sotto un antico arco attraverso il vicolo Torrione, accediamo a una grande balconata sul mare intitolata al “Tarpato”, nome d’arte del pittore locale Giacomo Pomili (1925-1998):

Passando sotto gli archi si giunge alla terrazza del Tarpato

Sulla destra della terrazza è possibile salire sul torrione, edificato intorno al 1550 per poter meglio scorgere l’arrivo di pirati e corsari. Recentemente ristrutturato, l’interno ospita il Museo Comunale Pericle Fazzini.

torrione di Grottammare
Il panorama dal torrione di Grottammare

Proseguendo verso nord si entra in via Santa Lucia fino all’omonima chiesa. Da qui si può proseguire verso il castello attraverso una ripida scalinata, prendendo il sentiero di sinistra, o per una via un po’ più lunga ma anche più comoda, scegliendo il sentiero di destra.

castello grottammare
A quanto pare il castello è sia ululì che ululà…

Noi abbiamo imboccato la via di sinistra e, completando l’anello attorno al castello, siamo discesi per la via di destra. In entrambi i casi, comunque, si giunge ai piedi di Porta Castello, uno dei tre ingressi del paese, al cui esterno si ha una visione complessiva della fortificazione.

Porta Castello
Porta Castello
salita al castello
La salita verso il castello

Lo straordinario panorama che si gode dal castello consente di spaziare su tutta la costa, da nord a sud. Noi siamo capitati in una notte di plenilunio che ci ha regalato, come extra, momenti di puro godimento visivo:

Grottammare, informazioni utili

Dove mangiare a Grottammare

Abbiamo citato poco fa la Salsamenteria San Giovanni: pochi coperti, tavoli in legno e sedie in ferro battuto, rilassante lume di candela. Il menù è stagionale, pochi piatti ma cucinati benissimo.

Salsamenteria San Giovanni

Noi abbiamo provato i classicissimi taglieri di salumi e formaggi e non ce ne siamo certo pentiti:

Salsamenteria San Giovanni

Salsamenteria San Giovanni
Via San Giovanni Battista n.2
Grottammare (AP)
Tel. 0735.736460
http://www.salsamenteriasangiovanni.it/

Dove dormire a Grottammare

Noi abbiamo alloggiato presso l’Hotel Ambassador, un hotel sul mare davvero molto ben curato. Se ci capitate durante la stagione balneare, l’hotel offre anche l’uso di ombrellone e sdraio nel vicino stabilimento. Da non sottovalutare la colazione, secondo lo standard marchigiano, quindi più che pantagruelica…

Dal balcone dell’hotel abbiamo assistito anche a una splendida alba sul mare: erano le 6.31. Alle 6.33 eravamo già di nuovo a letto a dormire. Comodo!

Alba sul mare a Grottammare
Alba sul mare a Grottammare

Hotel Ambassador
Lungomare della Repubblica 86
Grottammare • (AP) • Italia
Telefono: (+39) 0735 631010
https://www.hotelambassadorgrottammare.it/

Quando andare a Grottammare

Per visitare il borgo di Grottammare ogni periodo dell’anno è valido. Certo, il periodo estivo offre anche il vantaggio di una giornata da passare in panciolle in spiaggia e tra le onde… Noi siamo andati a settembre, ed è stata una scelta azzeccatissima perché abbiamo unito alle due cose il vantaggio di un prezzo molto conveniente.

ombrelloni a grottammare
Ombrelloni a Grottammare

 

Author: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

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