Natura selvaggia, distese di dune bianche a perdita d’occhio, mare color smeraldo. Ecco in poche parole Boavista, bellissima isola dell’arcipelago, ex colonia portoghese, di Capo Verde. Ma anche terra di ‘bisgiu’. Vi chiederete, e che saranno mai questi ‘bisgiu’?

Boavista Praia Santa Monica
Un primo sguardo alla lunare Boavista: Praia Santa Monica

Premesso che questa è la trascrizione di come le chiamava il nostro autista capoverdiano e che non ho idea di come si dicesse o scrivesse in realtà, per spiegarvelo ricorro a un simpatico dialogo avvenuto il primo giorno di escursione.

Io, tutta stupita ed entusiasta: “Uhhhh guarda… Quanti begli uccellini colorati“!!

Lui, esitante: “Emh… Non sono uccellini”…

Sento scendere il sudore dietro la schiena, e non per il caldo. Ebbene, questi bisgiu non erano altro che enormi cavallette! Di cui io ovviamente ho un terrore irrazionale e cieco.

Non vi fate ingannare: dalla foto si capiscono poco le proporzioni, ma ‘sta cosa era una specie di tacchinella!

Bene, sappiate che è PIENO! Ho passato una settimana da incubo che ha avuto due risultati: premesso che sono sopravvissuta (SI-PUO’-FARE), il primo è che ora se vedo una cavalletta piccolina non mi fa più effetto! Il secondo è che l’autista ancora starà raccontando e ridendo di quella italiana terrorizzata dalle locuste che si nascondeva sotto all’asciugamano e strillava in continuazione…

Escursione a Boavista
In modo molto maturo affronto le mie peggiori paure…

Ma veniamo alle cose serie: Boavista è tra i posti che più mi sono rimasti nel cuore. Larga e lunga solo una 30ina di km, è di una bellezza unica. E molto selvaggia. Forse non per tutti, nelle Info vi spiego perché.

Ma se la combo vi interessa, vi suggerisco di sbrigarvi a visitarla, perché negli ultimi anni stanno sorgendo varie strutture turistiche, anche abnormi. Non credo che diventerà mai meta di turismo di massa, però rispetto a dieci-quindici anni fa già si vede la differenza. Insomma, ora ve la potete godere a pieno.

Cosa vedere a Boavista

Praia Santa Monica

Questa spiaggia dal nome californiano è considerata la più bella dell’isola. Secondo me invece c’è addirittura di meglio, ma comunque ci si può accontentare di una lunghissima e quasi deserta distesa di sabbia bianca e fina, lambita dal mare spumeggiante e baciata dal Sole e dal vento… Eh sì, è una sporca fatica, ma qualcuno dovrà pur farla!

Boavista Praia Santa Monica
Praia Santa Monica è lunga solo 18 km… Mmmm… dove piazzare l’asciugamano?
Boavista Praia Santa Monica
L’arcipelago di Capo Verde, e quindi anche Boavista, è di formazione vulcanica. Come dimostrano queste rocce nere a Praia Santa Monica

Praia Varandinha

E’ la spiaggia che mi è piaciuta di più. Ancora più vasta e selvaggia (e ventilata) delle altre. E’ resa particolare da bellissime formazioni rocciose, ed è l’ideale per prendere il Sole e per lunghe passeggiate (ricordate cappello e protezione solare… anche se c’è molto vento e magari lì per lì non lo sentite, qui il Sole strapicchia), oltre ovviamente a fare il bagno se le condizioni del mare, spesso agitato, lo consentono.

Boavista Praia Varandinha
Praia Varandinha col suo mare, più che cristallino, color smeraldo
Boavista Praia Varandinha
Una camminata lungo Praia Varandinha è molto interessante anche per le particolari rocce sulla spiaggia

Cabo Santa Maria – Il relitto

Cabo Santa Maria è un’altro tratto di costa selvaggio sferzato dal vento dove sarete circondati da mare e dune bianche. La particolarità che lo rende unico è il relitto di una nave, naufragata per motivi sconosciuti qualche decina di anni fa a pochi metri dalla costa. Tanto pochi che si dice che i naufraghi si siano salvati a nuoto raggiungendo la riva. Il relitto, di fatto spiaggiato, è completamente arrugginito e spezza il panorama della costa dandogli un tocco inconfondibile.

Cabo Santa Maria
Il relitto presso Cabo Santa Maria, ormai ridotto uno scheletro

Praia Chaves

Ho detto che Praia Varandinha è la spiaggia che mi è piaciuta di più ma mi tocca smentirmi. Praia Chaves è una chilometrica distesa di dune altissime praticamente incontaminate. La sabbia cambia colore a seconda dell’ora del giorno, prendendo i toni dell’alba, del mezzodì, del tramonto. Potete salire sulle dune, rotolarvi, sdraiarvi, camminare per ore, perdervi nella loro vastità e in quella dell’oceano di fronte a voi.

Boavista Praia Chaves
Praia Chaves: immaginate il rumore delle onde
Boavista Praia Chaves
Praia Chaves ti riconcilia con l’immensità
Boavista Praia Chaves
Le dune di Praia Chaves regalano emozioni uniche
Boavista Praia Chaves
Le dune di Praia Chaves cambiano continuamente conformazione a causa e grazie al vento

La cosa più bella è che queste dune assumono continuamente forme diverse grazie al vento che le modella: ogni giorno saranno diverse dal giorno prima, ogni giorno sarà uno spettacolo diverso e ogni volta magnifico.

Deserto de Viana

Sempre per chi come me subisce il fascino delle dune, il Deserto de Viana è il top al pari di Praia Chaves. Il vento ha portato qui nei millenni la sabbia dell’Africa, e il risultato è un vero e proprio deserto, che caratterizza l’interno di Boa Vista. Anche qui come a Praia Chaves mi sono sentita un’orsetta in un negozio di miele, tanto per rendere l’idea della goduria… A questo punto devo pensare a un bel viaggetto che ne so, nel Sahara!

Boavista Deserto de Viana
MERAVIGLIA!
Boavista Deserto de Viana
Ho già detto ‘MERAVIGLIA’?
Boavista Deserto de Viana
Foto astratta, goduria concreta
Boavista Deserto de Viana
Questo deserto è nella mia top ten dei posti più belli visti finora

Vila de Sal Rei

Il centro principale – e praticamente unico – dell’isola. Schivando i vari venditori, il paese è molto carino e vanta una chiesetta stile coloniale.

Merita di essere visitato e poi ci sono varie strutture per il pernotto e ristoranti oltre a qualche negozietto. Infine se cercate un ”taxi” per farvi accompagnare da qualche parte, qui ne trovate a bizzeffe.

Vila de Sal Rei
La spiaggia di Sal Rei non è la migliore dell’isola

Un’isola da esplorare

Boavista a mio avviso non è adatta alla vita balneare, almeno per come generalmente la intendiamo noi italiani. In effetti è più meta da inglesi o tedeschi: le acque dell’Oceano sono fredde e spesso non invitano alla balneazione a causa delle forti correnti. Inoltre, a parte nei villaggi turistici, le spiagge non sono attrezzate. Per essere precisi non c’è n u l l a, quindi non la consiglierei per un viaggio con i bambini o se cercate le comodità. Vita notturna, infine, credo che fuori dai villaggi non ci sia granché. O meglio, che non ci sia proprio.

Boavista
Zone completamente selvagge e isolate dove nemmeno il nostro autista capoverdiano era mai stato… Qui ci si sente davvero parte di un tutto più ampio
Boavista
Entroterra che descrive alla perfezione il concetto di ”lunare”
Boavista
Parallelamente alla costa, colori accesi e un po’ africani

E’ invece una meta perfetta per chi ama la natura scarna e selvaggia, arsa dal Sole (ben pochi alberi qui eh, quasi nulla, giusto qualche palma), di cui andare alla scoperta giorno dopo giorno dedicandosi ad un escursionismo anche un po’ spartano ed emozionante. E’ adatta anche a chi ama gli sport acquatici che richiedono vento e mare agitato, infatti è un’ottima meta per surfisti, kitesurfisti e così via.

E’ perfetta anche per chi voglia semplicemente ammirare il mare, perdersi in lunghe passeggiate, prendere il Sole, entrare in comunione con la natura. E ovviamente per chi adora i paesaggi di dune! Soprattutto, l’isola va scoperta e vissuta col suo ritmo lento, col suo vento, con il suo mare spesso agitato ma molto scenografico, in tutta la sua essenza selvaggia e minimale.

Boavista
Forse stendersi per prendere il Sole è un po’ scomodo… ma il colpo d’occhio è stupendo
Boavista
Il mare, spesso agitato, dà spettacolo

INFO

    • Il clima di Boavista

      Boavista, insieme a Sal e Sao Vicente, è una delle isole della fascia settentrionale (Barlavento) dell’arcipelago di Capo Verde (quelle meridionali sono dette Sotavento) ed è anche la più orientale, quindi la più vicina alle coste africane. Ha un clima tropicale arido, con temperature sempre gradevoli intorno ai 26 gradi, e piogge scarse. Tendenzialmente il periodo migliore per andarci, tenendo presente vento, caldo e piogge, è la primavera inoltrata o intorno a novembre, ma per ogni dettaglio potete consultare il sito turistico ufficiale dell’isola.

    • Come arrivare

      Aereo ovviamente. Noi abbiamo viaggiato con volo diretto con la Neos, che opera ogni mercoledì da Roma, Milano, Bologna e Verona. E’ necessario il passaporto con almeno 6 mesi di validità. Se siete viaggiatori indipendenti, ricordatevi che occorre ottenere un visto (costa una 50ina di euro). Nulla di complicato, potete farlo anche all’aeroporto all’arrivo, ma per evitare file potete procurarvelo prima. Si richiede e si paga presso l’Ambasciata di Capo Verde a Roma o presso i Consolati Onorari di Torino, Firenze, Palermo e Napoli. Informazioni sul sito del Consolato a Verona

    • Come muoversi

      E’ assolutamente necessario un mezzo di trasporto, che sia il quad o un pick up. Dipende da quanta strada dovete fare. Se ad esempio siete a Sal Rei e volete andare a Cabo de Maria a vedere il relitto, affittare un quad può essere una soluzione, ma per le escursioni sia all’interno sia lungo le coste il pick up è decisamente meglio: le strade vere e proprie sono molto molto molto poche. Ancora meglio, se avete intenzione di fare varie escursioni, è organizzarle con qualche operatore turistico o direttamente alla struttura dove alloggiate.

      Altra opzione: noi abbiamo concordato una cifra forfettaria con un ragazzo-‘taxi’ del luogo. In sostanza ci veniva a prendere ogni mattina, ci portava dove volessimo e ci aspettava anche ore (…) e ci riportava al villaggio. Lui ha avuto una settimana di lavoro garantito, noi la praticità sia di trattare solo con una persona, sia di non doverci preoccupare di guidare tra sterrati e sabbie né di non perderci. Sì perché l’isola fondamentalmente si gira tra in fuoristrada e indicazioni non ve ne sono, quindi è abbastanza facile perdere l’orientamento.

Boavista
L’autista cerca a occhio la strada del rientro. E se s’è perso lui…
      • Dove alloggiare

        Il villaggio dove siamo stati noi a quanto pare ha chiuso recentissimamente. Su booking comunque c’è un’altra sistemazione che dalle foto direi che se non è la stessa con un nome diverso poco ci manca. In ogni caso secondo noi Praia de Chaves è il posto migliore dell’isola anche per la sua vicinanza a Sal Rei, e infatti lungo la spiaggia sono sorte varie strutture tra le quali potete scegliere.

        Se invece preferite stare a Sal Rei, potete dare un’occhiata alla Migrante Guest House. Mi piaceva tantissimo ma poi abbiamo preferito andare a Praia Chaves e quindi non ci siamo stati, però dal sito me ne ero praticamente innamorata. E se volete stare ancora più in solitudine, potete valutare il non economico e molto isolato Espinguera ecolodge. Anche qui, non ci siamo stati però ci siamo passati davanti durante un’escursione e il lodge sicuramente merita. Pace e natura a mille, ma la ”location” secondo noi non è delle migliori.

Granchio
Granchio un po’ perplesso, per non dire incavolato?
Deserto de Viana
Ciao a tutti!

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

12 Replies to “Spiagge e dune a Boavista, un pezzo d’Africa in mezzo all’Oceano

  1. Hai colorato di poesia naturale ciò che l’isola di Boavista é!!! Per chi ci ha vissuto come me , poi normale che ci potrebbero essere toni di vita , di esperienze , di incontri , di sguardi , di passione e comunione del stare bene con chiunque ! Grazie e complimenti !

    1. Grazie a te, sono davvero contenta che il post ti sia piaciuto! Hai ragione: le nostre interazioni con i capoverdiani in pratica si sono limitate al ragazzo che ci accompagnava e un paio di suoi amici, ma li ricorderemo sempre con tanta simpatia! Simona

  2. Due piccolissimi commenti da chi vive qui da quindici anni: 1. bisciu probabilmente era “bicho” che vuol dire “animale”. Le cavallette si chiamano “cafanhote”. 2. sono in disaccordo sul fatto che quest’isola non sia adatta ai bambini. La spiaggia di Estoril a Sal Rei ha l’acqua molto bassa e sempre calmissima, grazie all’isolotto che si trova esattamente di fronte e blocca le onde. Per il resto, bel reportage!!!

    1. Ciao Francesca, grazie per aver chiarito un ”mistero” che lì per lì non è stato possibile risolvere, ovvero come il ragazzo chiamasse le cavallette (un più generico “bicho” quindi. Comunque che risate!) E anche per aver sottolineato la spiaggia di Estoril: suggerimento importante e molto utile visto che vivi da tanto tempo sull’isola e la conosci benissimo! Perciò grazie ancora, anche per il tuo apprezzamento che ci fa molto piacere! Simona

  3. La cavalletta rossa é migratoria e non stanziale. Puó occorrerre in grandi quantitá nel periodo umido ma poi migra altrove, in cerca di piantagioni.
    É infatti una nota piaga per l’ agricoltura.
    La cavalletta verde/marrone anch’essa migratoria é invece ormai presente tutto l’ anno, cosí come alcune specie di uccelli che negli anni durante le migrazione hanno trovato il proprio ecosistema sostenibile in un luogo particolare.
    In portoghese “Gafanhoto” in creolo “Cafanhote” di certo nominarlo “bicho” é piuttosto deludente come spiegazione ma succede quando si contratta un autista e non una guida, che peraltro pare dal racconto non conoscesse bene il territorio.
    Simona la zona dunosa che tanto ti é piaciuta fa parte della Riserva Naturale Morro de Areia, continuazione di Praia de Chaves.
    Non é semplice assimilare tante informazioni su un’ isola in pochi giorni, specie un’ isola straordinaria come Boavista con mille ricchezze fra natura biodiversitá ed un popolo con misture secolari.
    L’ articolo emana sorpresa, gioia e una sensazione di natura selvaggia, condivisibile da tutti.
    Grazie per aver visitato Boavista.

    1. Grazie delle spiegazioni Claudio! Sì, il ragazzo chiamava le cavallette in modo generico, ma più per prendere in giro me che per fornire spiegazioni. In effetti non era una guida: per le nostre esigenze (che erano abbastanza specifiche) andava bene ma tre le info suggerisco anche di fare escursioni con operatori turistici o con le strutture proprio perché è molto utile avere delle spiegazioni per poter scoprire a pieno la ricchezza di Boavista. E il tempo è sempre troppo poco, hai assolutamente ragione! Un’ottima scusa per tornare e approfondire! Grazie per il commento. Simona

  4. Bello l’articolo, anche se con qualche inesattezza, credo dovuta al fatto che non si può in effetti conoscere l’isola in pochi giorni 🙂 Voglio solo precisare che non è vero che la spiaggia di Sal Rei non è bella … Si chiama Praia Estoril, E’ grande e lunghissima, con sabbia bianchissima e in vari tratti attrezzata con ombrelloni di foglie di palma, lettini e bar ristoranti annessi. Si trova a due passi dalla piazza centrale di Sal Rei e ci si può fare tranquillamente il bagno, anche i bambini perché l’acqua è bassa e le onde arrivano smorzate data la presenza di un isolotto di fronte.. Le cavallette che hai visto invece si chiamano “cafanhote” ed il tuo autista avrà detto “bicho”, che significa insetto o animale in generale :-). Ci devi tornare a Boa Vista, c’è molto altro da vedere e da conoscere. ,

    1. Sono d’accordo Luisa, non è possibile conoscere l’isola in pochi giorni: ecco perché apprezzo molto il tuo e gli altri commenti che danno un contributo in più da chi ha un’esperienza di vita in loco. D’altronde è chiaro che il mio intento è fornire una suggestione, magari con qualche informazione, perciò ogni precisazione è assolutamente benvenuta e utilissima. Per chi legge e anche per me che a Boavista ci sono stata e magari ritornerò: le motivazioni non mancano di certo e poi adesso so anche come di dice ‘cavalletta’ 😀 … Grazie per il commento! Simona

  5. Che grande nostalgia! Sono stata circa una decina di volte a BoaVista e quelle dune e il mare mi mancano sempre. Spero di tornare.
    presto .Bellissime foto che descrivono pienamente l’isola.

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