Eccolo di nuovo fare capolino: Bob della Loggia Nera sta per trasformare la nostra serata in un viaggio (quasi) infernale. Non ce ne rendiamo conto subito, non è possibile farlo. Stiamo inconsapevolmente varcando la soglia della regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere: è la regione dell’ira e dell’arrabbiatura feroce. Stiamo per entrare in:

TreeavHELLer
TreeavHELLer, viaggi ai confini della realtà

COME TUTTO EBBE INIZIO

E’ un mercoledì sera qualunque, all’apparenza, quando decidiamo di andare a provare quel ristorante hawaiano che da un po’ di tempo stuzzica la nostra curiosità.

Mahalo! Sì, si va.

La home page di Mahalo
La home page di mahalo.it, l’unica cosa che riusciremo a vedere del ristorante

LA PRENOTAZIONE TELEFONICA

Chiamo il ristorante in un orario già al limite della decenza per una prenotazione. Eppure riesco a trovare un tavolo per le 20.00, tutto sommato ci va bene, abbiamo un sacco di tempo per arrivare in Via Flaminia, anche se dobbiamo ancora recuperare la macchina, parcheggiata in zona ‘no-strisce-blu’ per evitare salassi.

Telefonata gradevolissima, la ragazza ci consiglia di prendere un tavolo all’interno del locale (e non nel giardino) per godere al meglio dell’ambientazione e io accetto volentieri il suggerimento mentre sento già salire l’appetito.

IN VIAGGIO VERSO MAHALO

Verifico col navigatore (e per puro scrupolo) il tempo di percorrenza:
“Dice 39 minuti…”
“Trentavove?!?!? Ma dài, con 20 minuti ci si arriva! Sono pochi chilometri”
In effetti ultimamente il navigatore non c’è stato molto amico. Partiamo mentre sul mio iPhone appare questa scritta:

“Ora stimata d’arrivo: 20.06”

Il navigatore ci sconsiglia vivamente di percorrere Via Leone XIII: secondo Google è intasata come il naso durante un attacco di cimurro. Decidiamo di fidarci, nonostante lo scettiscismo.

“Ora stimata d’arrivo: 20.09”

Prendiamo vie sempre più secondarie nel tentativo di schivare quelle che il navigatore considera zone di guerra. Intanto constatiamo con orrore crescente che anche in stradine dimenticate da dio ci sono ingorghi inspiegabili.

“Ora stimata d’arrivo: 20.11”

Richiamo il ristorante, avviso che arriveremo con un po’ di ritardo, “non avevo calcolato bene l’effetto traffico, scusate eh!”, dico.
“Nessun problema, vi aspettiamo, a dopo”
“Sì grazie, gentilissimi. A fra poco allora”. E aggiungo uno “spero”, indice di come il mio ottimismo stia drasticamente calando.

NeI frattempo imbocchiamo Lungotevere Tor di Nona e ci ritroviamo in una situazione da esodo estivo sulla Salerno-Reggio Calabria: macchine incastrate in stile Tetris, clacson a ripetizione, ambulanze, gente che sta seriamente pensando di abbandonare la macchina lì dov’è e proseguire a piedi per il primo convento di clausura dove trascorrere il resto della propria vita.

“Ora stimata d’arrivo: 20.13”

Giunti in prossimità di Viale delle Belle Arti, provati e stupiti da tanto infernale traffico, la buttiamo lì:
“Ma ‘sto casino nanche durante gli Internazionali di Tennis!”
“Infatti! Ma guarda, neanche al concerto – che ne so – dei Muse!…”

….

Concerto?

Ma non è che…

….

Copyright: Zerocalcare

Rapida ricerca su Google. Stasera all’Olimpico c’è il concerto di Tiziano Ferro.
Mi trasformo in Homer e lancio profanazioni varie, più o meno su questo stile:

EPILOGO

Oramai siamo quasi in zona Mahalo, sono le 20.30 ma in fondo si tratta solo di trovare un parcheggio e… AHAHAHAHAHAHAHAH trovare un parcheggio!!! Ma come mi vengono certe battute! Inizia infatti la più clamorosa e fallimentare ricerca di parcheggio che il mondo abbia mai conosciuto.

Ci sono macchine ovunque: sui marciapiedi, sulle strisce pedonali, in verticale lungo i muri, sugli alberi, dentro le chiese, nel Tevere, macchine nel bagagliaio di altre macchine, auto parcheggiate a pezzi, le ruote da una parte, il volante da un’altra, il cofano da un’altra ancora.

Per farla breve non si trova uno straccio di posto nel raggio di due chilometri dal ristorante.

Nel frattempo si sono fatte quasi le 21.00. Avviso il ristorante che desistiamo, loro capiscono la situazione e annullano la prenotazione. Siamo esausti, affamati e variegatamente incazzati.

TITOLI DI CODA

Un ringraziamento speciale alla comprensione dello staff di Mahalo: grazie ragazzi, forse un giorno ci vedremo, Tiziano Ferro  e Loggia Nera permettendo…

Author: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

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