Marsiglia è la sua luce. Viva, nitida, vibrante. Prima di partire avevo letto di questo aspetto della città e mi ero chiesta scetticamente: ”Ma sarà poi così particolare questa luce?”, e ora posso dire che sì: lo è.

Marsiglia dall'alto
Marsiglia e il suo Vieux Port visti da Notre dame de la garde

La città è assolata, come se un riflettore la illuminasse in ogni angolo, moltiplicandosi sul bianco e sull’ocra degli edifici, specialmente quelli che affacciano sul porto.

Marsiglia è anche il Mistral, ovvero il Maestrale: il vento ”maestro della navigazione di questo mare Mediterraneo” (lo dice la Zanichelli), che sferza la città con forza ma che per noi è anche stato un po’ una salvezza visto il caldo torrido che abbiamo trovato.

Il Vieux Port di Marsiglia

Marsiglia è anche molto altro. E noi andiamo a scoprirlo subito dopo il check in al nostro hotel in zona Préfecture, scendendo verso il Vieux Port. Qui, complici i 37 gradi e praticamente nessuna nuvola, la luce è quasi violenta, il caldo intenso, il vento insistente.

Ombriére a Marsiglia
Sotto al Miroir Ombriére

Ci rifugiamo immediatamente sotto il ‘Miroir Ombrière‘, il padiglione a specchio di Norman Foster che offre riparo dal Sole: una specie di ”cielo artificiale” che duplica acqua, passanti, barche, banchine. Molto intrigante, e poi fa sorridere vedere tutti (tutti) alzare lo sguardo in su e salutare il proprio riflesso tornando un po’ bambini per un attimo.

Vieux Port Marsiglia
Il Vieux Port di Marsiglia, avoglia a camminare!

Il Vecchio Porto è molto grande, zeppo di barche i cui alberi vanno a formare una specie di foresta sull’acqua (che poetessa!!) e perciò il colpo d’occhio è notevole. Anche il colpo di piedi, nel senso che per girarlo tutto tocca camminare un po’, specie se si vuole passare dal Fort Saint Nicolas all’estremo Sud al Fort Saint Jean all’estremo Nord.

Vieux Port
La traversata con il traghettino che in due minuti vi porta da una banchina all’altra del Vieux Port

Circa (circa…) a metà di questa specie di ‘ferro di cavallo’ c’è un traghettino che per 50 centesimi vi porta dal Quai de rive nueve al Quai du port e viceversa: parte ogni 10 minuti, una traversata breve ma che vi farà tagliare la strada, passando tra le barche ormeggiate.

Il Museo delle cività del Mediterraneo

Lasciato l’Ombrière, noi – a pedagna – abbiamo raggiunto per primo il Fort Saint Jean perché miravamo al Mucem, il Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo. Inaugurato nel 2013, anno in cui Marsiglia è stata capitale europea della cultura, per entrarvi si passa proprio dal Forte. Da una bella terrazza si accede ad una passerella sul mare e si giunge alla terrazza del Museo, dove si ha subito un assaggio dell’architettura bucherellata per cui è famoso.

Mucem
Il Mucem con alle spalle la Villa Méditerranee e alle spalle ancora la Cathédrale Major
Il Mucem e il Fort Saint Jean
Il Mucem e il Fort Saint Jean sono collegati da una passerella sopra un braccio di mare

Da qui si può seguire il percorso J4 che conduce all’uscita attraverso corridoi schermati dall’armatura traforata dell’edificio, che richiama un’alberatura. I chiari e gli scuri si susseguono in modo molto suggestivo. A noi è piaciuto tantissimo… come tutto ciò che è arboreo ovviamente!

Di fronte al Mucem c’è la Villa Méditerranee, progetto dell’italiano Boeri Studio, un altro edificio molto interessante che però fortunaccia fortunaccia era chiuso da 20 minuti scarsi. Ci torneremo il giorno dopo, intanto ci buttiamo alla Cathédrale La Major.

La chiesa, ottocentesca, opulentissima, divide idealmente il vecchio porto da quello nuovo, La Joliette. Da lontano è anche molto scenografica nel suo stile bizantino. Realizzata in marmo bianco di Carrara e pietra verde fiorentina per le strisce, fa davvero figura. Anche per le importanti dimensioni: è lunga 142 metri, e la cupola centrale è alta 70!

Cattedrale La Major
La Cattedrale La Major da lontano, molto scenografica

Poi ti avvicini e perde parecchio: c’è sembrata un po’ troppo carica e anche rozzetta nella fattura. Era chiusa perciò non siamo potuti entrare, al che ci siamo inerpicati subito al quartiere Panier.

Le Panier
Un angolo del Panier

Le Panier

Panier
Locali al Panier
Panier
Locali al Panier

Il Panier è una specie di quartiere San Lorenzo romano: bombardato anch’esso durante la seconda Guerra Mondiale, una volta (ma neanche troppo tempo fa) era una zona malfamata dove trovavano rifugio pescatori e immigrati. Negli ultimi anni è stato riqualificato e tra i suoi vicoli pittoreschi e color ocra trovano spazio deliziose piazzette e altrettanto deliziosi caffè e ristoranti dall’atmosfera bohémienne.

Panier
Vicoli al Panier

C’è da dire che noi non sappiamo come fosse prima, però onestamente molti vicoli non ci sono sembrati esattamente riqualificati, anzi si respirava un’aria anche un po’ decadente e di disagio sociale. Ma forse è stata solo un’impressione, perché a quanto pare le case in zona costano quanto a Parigi…

Cenare (benissimo) al Vieux Port di Marsiglia

Dal Panier riscendiamo verso il porto e s’è fatta ora di cena: dopo attenta valutazione della marea di locali affacciati sui due ‘Quai’, molti dei quali bruttamente turistici, sfiniti dalla giornata e anche dalla valutazione del locale ci sediamo all’aperto a La Galiote, lì dal 1946.

Polpo in fricassea
Polpo in fricassea

Ok, tavolini in plasticaccia molto migliorabili, ma servizio gentilissimo e preciso e soprattutto cucina ottima per quello che scegliamo ovvero polpo in tutte le salse, compreso la fricassea!

Hard rock cafe Marsiglia
Un particolarissimo lampadario con amo all’Hard rock cafe

Rifocillatici e riposatici, per rientrare in hotel passiamo per Cours Honoré-d’Estienne-d’Orves.  Anche qui pieno di ristorantini e locali tra cui l’Hard Rock Cafe di Marsiglia. E all’incrocio con Cours Jean Ballard troviamo una statua dello scultore marsigliese Pierre Puget che rappresenta Milone con un leone che gli morde il didietro.

Milone
Il Milone di Puget

Le Canebiére di notte, tutto cambia

Non essendo ancora abbastanza stanchi (nota: la mattina l’avevamo passata a pedalare furiosamente sul pedalò nelle gole del Verdon…) allunghiamo per la Canebiére, la via principale di Marsiglia. Inizia al Vieux Port e di giorno è piena di negozietti. Noi ci siamo passati anche di notte: tutto chiuso e soprattutto pare di finire in un’altra dimensione.

Dalla folla di turisti e marsigliesi al porto anche a tarda ora, man mano sulla Canebiére la gente si dirada e si vedono solo immigrati (più o meno di seconda o terza generazione) che invece non abbiamo visto in zona portuale. Marsiglia è storicamente città d’immigrazione, con tutti i problemi che ne sono sempre derivati e ancora oggi certamente non mancano. La trilogia noir del marsigliese (di origine italiana) Jean Claude Izzo affronta proprio queste tematiche in modo davvero molto cupo. Una lettura consigliatissima.

Certo è che si nota differenza tra le lucine del porto e la desolazione notturna delle vie attorno alla Canebiére, illuminate dai fiochi lampioni, dagli spazzatori delle strade e dai localini dove esclusivamente uomini siedono a chiacchierare e fumare.

Il giro di ‘pepponio’ fatto dopo cena comunque ci ha consentito di fare un confronto con la stessa zona vista di giorno: l’indomani infatti torneremo a passeggiare sulla Canebiére.

Ne parlo nel post dedicato al nostro secondo giorno alla scoperta di Marsiglia.

Marsiglia, informazioni pratiche

Come arrivare a Marsiglia

In aereo il viaggio è davvero breve, da Roma poco più di un’ora. Marsiglia può essere anche una tappa di un viaggio on the road tra le bellezze della costa sud francese.

Come muoversi a Marsiglia

Dentro Marsiglia la macchina è assolutamente sconsigliata. I parcheggi sono tutti a pagamento e non a buon prezzo, il traffico è molto caotico. La città va girata a piedi per godere anche delle sue belle architetture, e alla bisogna per gli spostamenti c’è un buon servizio di tram e anche la metro.

Noi avevamo la macchina perché abbiamo fatto delle puntate giornaliere in Provenza e al Canyon del Verdon, però per la città non solo non serve ma è anche un problema.

Dove dormire a Marsiglia

Abbiamo preso un hotel all’ultimo e di corsa, e francamente non particolarmente consigliabile. La zona Préfecture però è centrale e comoda per spostarsi a piedi o con metro e tram. Se siete in macchina un consiglio è quello di verificare se l’hotel dispone di parcheggio (che vi faranno pagare) perché vi servirà.

Dove mangiare a Marsiglia

A Marsiglia ci siamo trovati molto bene a La Galiote, al Vieux Port. Dai profumini e dall’affollamento di praticamente qualunque locale comunque ci è sembrato di capire che mediamente si capita bene.

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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