La parola ‘Caraibi‘ fa subito saltare alla mente e agli occhi immagini di sabbia bianca, palme, mille colori, musica esotica, acque cristalline e resort scintillanti. E proprio tutto questo, più o meno, ho trovato nella mia rapida sortita, pochi giorni appena, nella Repubblica Dominicana.

Perché più o meno? Perché siamo capitati lì giusto giusto nella stagione monsonica, e perché abbiamo completamente evitato le zone ultraturistiche e i resort della costa Sud.

Il risultato di tanto ottimismo (mai, mai perdere l’ottimismo!) è stato che abbiamo avuto la fortunaccia di trovare pochi giorni di sole tra piogge torrenziali (vedete!), ma ovviamente il mare non era proprio quello da cartolina. In compenso, i colori accesi e l’aspetto selvaggio della costa Nord ci hanno ampiamente ripagato.

Sosúa
Un tratto di costa a Sosúa

Repubblica dominicana
L’interno dell’isola è selvaggio, tutto da scoprire

Sosúa e la Costa Nord

Avendo a disposizione pochi giorni dunque, ci siamo concentrati in un’area in ascesa turistica ma ancora spontanea, verace, caotica, pittoresca se vogliamo. Sto parlando di Sosúa: un piccolo paese della costa Nord appunto, vicino alle più note località di Puerto Plata e Cabarete. La zona è perfetta per chi ama lo sport, dal windsurf al kitesurf, ma anche per fare snorkeling a caccia di coralli. O semplicemente per prendere il sole!

Playa Sosúa
Playa Sosúa col bel tempo

Playa Sosúa
Playa Sosúa col tempo così così
Qui ci sono tutte le comodità, dai localini per mangiare o fare serata a buone strutture per dormire: appartamenti, residence e resort all inclusive (ma credo che questi ultimi siano di minor livello rispetto a Punta Cana).

Luci e qualche ombra dell’isola

Sosúa è caotica, pittoresca come dicevo prima, con luci ed ombre. Il paese infatti non è ricco. Gli abitanti lavorano, ma anche no. Conducono una vita abbastanza povera, senza grandi pretese, il loro approccio è visibilmente diverso dal nostro sia verso la vita in generale sia verso il lavoro in particolare. Probabilmente ai loro occhi i matti siamo noi, e molte volte lo penso pure io…

Tuttavia ho parlato in loco con varie persone, e quello che è emerso è che spesso qui la vita passa nell’ignoranza, facilmente in miseria, così come capita. Ferme restando la loro allegria e la loro ospitalità, a occhio non m’è sembrata una bella vita. Specialmente quando non hai da mangiare o quando hai problemi di salute.

Stando a quanto mi è stato raccontato, a molti in pratica non va di lavorare, anche perché alla fin fine non devono sostenere tutte le sovrastrutture economiche e sociali che ci sobbarchiamo noi, e che magari per mettere in tavola qualcosa si affidano alla solidarietà familiare e a ciò che fornisce la natura. Ma è anche vero che chi cerca un lavoro spesso o finisce nel giro della prostituzione, o comunque sotto un datore di lavoro straniero.

Un’isola-rifugio

Nella Repubblica Dominicana infatti c’e’ una grossissima immigrazione. A Sosúa trovarono riparo molti ebrei nel periodo della seconda guerra mondiale – sulla via Dr Alejo Martinez infatti trovate una sinagoga – e molti russi. Inoltre com’è noto negli anni l’isola è diventata un vero refugium peccatorum specialmente per noi italiani (ma non solo). Il perché è presto detto e non c’è da girarci intorno: qui non c’è estradizione.

La comunità straniera si è inserita in particolare nel settore immobiliare e in quello turistico, ma non solo. Ad esempio ho conosciuto un imprenditore italiano che ha messo su un’attività per la produzione di… mozzarella!

Strada Repubblica dominicana
La strada per Cabarete
Le contraddizioni ci sono apparse in tutta la loro evidenza quando, al seguito di un nostro amico italiano che vive a Sosúa da 25 anni, siamo andati al comprensorio russo nei pressi del paese: ville da milioni di dollari curatissime, tutto pulito e sistemato, campi da tennis, golf, ricchezza evidente. E naturalmente, servizio di sicurezza armato. Se consideriamo che a Sosúa molte case non hanno nemmeno il pavimento…

Comprensorio vacanze
Se vi avanza qualche milione di euro, prendete in considerazione una villa nel comprensorio vicino Cabarete!

Mare e palme
La costa selvaggia intorno a Cabarete
Luci e ombre, insomma, e secondo me fa parte del viaggiare rendersene conto: andare in un posto solo perché ci sono un bel mare e bei paesaggi senza uscire mai dai resort mi sembra davvero riduttivo. Mi sembrerebbe di vivere in un catalogo promozionale!

Playa Sosúa
Playa Sosúa

Le spiagge di Sosúa

Tornando a Sosúa, sono due le spiagge in paese. La prima, Playa Sosúa, è molto pittoresca: un’ampia mezzaluna di sabbia bianca orlata di palme ed alberi e di capanni coloratissimi dove mangiare, bere un cocktail, affittare le sdraio e comprare qualche souvenir. E’ molto frequentata anche dai locali, e l’atmosfera è decisamente ‘vera’, nel senso che nulla qui è particolarmente rifinito o curato, è tutto molto spontaneo.

Playa Sosúa
I coloratissimi capanni-bar a Playa Sosúa

Capanni su Playa Sosúa
Baracchini colorati a Playa Sosúa
Un’atmosfera che personalmente preferisco ai litorali leccati e ultracurati. Non perché un bel locale non mi piaccia, anzi, però non amo i posti tutti uguali e turistici nel senso peggiore del termine.

Playa Sosúa
Playa Sosúa
La seconda spiaggia, Playa Alicia, è sempre in paese. Ci siamo arrivati a piedi in 5 minuti dalla piazza principale, Plaza Sosúa, laddove la Dr. Alejo Martinez si incrocia con Duarte. Qui infatti avevamo base: il nostro ristorante preferito, ‘Ottimo’, e l’annesso residence. Ma di questo vi parlo più tardi nelle ‘info pratiche’!

Playa Alicia
Una delle entrate per Playa Alicia a Sosúa

Ottimo restaurant
L’entrata di Ottimo restaurant

I paesi vicino Sosúa

Nei dintorni di Sosúa c’è Puerto Plata, un centro più grosso (dà il nome alla provincia infatti) che vanta anche un parco acquatico, una casa da gioco e un campo da golf, e dove attraccano molte navi da crociera per le gite giornaliere.

Cabarete invece è una via di mezzo: di dimensioni comunque contenute, ha un bel lungomare costellato di locali molto carini e curati in stile caraibico con musica e tavolini e attrezzati per qualunque attività sportiva, e tanti negozietti carini dove fare acquisti. La spiaggia è lunghissima, io ho fatto una passeggiata piacevolissima con i piedi nell’acqua cristallina e le palme a far da sfondo. I colori, complice la pioggia notturna, erano brillantissimi.

Spiaggia e palme
Passeggiata lungo la spiaggia di Cabarete

Spiaggia di Cabarete
La parte organizzata della spiaggia di Cabarete

Libro in spiaggia
Come già ad Ibiza (vedere post), ci facciamo riconoscere con una tipica lettura da spiaggia: il logico matematico Kurt Goedel e Einstein. La spiaggia stavolta è quella di Cabarete

Palme
Palme tendono verso il mare a Sosua

Foglie
Foglie cuoriciose

Un tuffo che ti fa venire voglia di un lungo bagno!

Siamo stati pochi giorni e nella stagione ”sbagliata”, ma questo breve incontro c’ha fatto capire che bisognerà tornare per approfondire anche il resto. L’isola offre atmosfera e colori caraibici, oltre a tanti paesaggi diversi e tante attività da praticare: dalla vita da spiaggia all’esplorazione dell’interno tra montagne, fiumi e cascate, fino ai divertimenti notturni. Il tutto, con tanta ospitalità e buon cibo. Insomma, questo tuffo c’ha fatto venire voglia di fare un lungo bagno!

Info pratiche

  • Quando andare

La Repubblica dominicana ha un clima tropicale, con due stagioni delle piogge: da ottobre a maggio lungo la costa Nord e da maggio a ottobre lungo la costa Sud. Tenetene conto per decidere dove fare base. Anche perché le piogge sono torrenziali. La parte settentrionale è comunque considerata più piovosa, e in effetti vanta una foltissima e verdissima vegetazione.

C’è da dire che anche quando piove la temperatura rimane sempre molto calda e comunque l’isola è grande: se avete una macchina potete sempre spostarvi a seconda del meteo.

Da febbraio ad aprile le balene giungono da tutto il mondo nella penisola di Samanà per accoppiarsi. In questo periodo potete perciò dedicarvi al whale watching, un’esperienza che abbiamo fatto alle Azzorre ed è molto emozionante.

  • Che mezzi abbiamo usato

Noi abbiamo noleggiato un Suv all’Aeropuerto Internacional Cibao di Santiago de los caballeros, anche se in realtà è sufficiente una macchina normale. Come sempre ci sembra il mezzo migliore per essere autonomi e scovare i posti che ci ispirano!

  • Dove abbiamo dormito

Nel residence Plaza Tulio presso il ristorante Ottimo a Sosúa (potete chiedere info a loro. In alternativa lo trovate su Expedia). Recentemente ristrutturato, è molto bello e curato e decisamente comodo. 

  • Dove abbiamo mangiato

Tiramisù
Il tiramisù all’amaretto, invezione della casa. Buonissimo
A Sosúa ci sono molti locali, noi ci siamo trovati benissimo al ristorante Ottimo, di proprietà e gestione italiana. Tiene fede al proprio nome con una cucina di alto livello in una location in stile caraibico con in più la piscina. Tutto freschissimo e ultracurato, il polpo e il tiramisù all’amaretto mi mancano tantissimo!

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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