Diciamo pure che la partenza è stata traumatica: sveglia alle 3.30, viaggio in macchina nella notte fino a Fiumicino, colazione con gli occhi ancora impastati di sonno, prime schermaglie con un paio di sciùre tutte in tiro per accaparrarsi un pezzo di bancone libero, visioni mistiche di alberi spennacchiati con cervelli pulsanti che emettono suoni del tipo “Aaageeente Coooper”. Cose così. Poi il volo con Vueling, tutto sommato piacevole.

Ibiza by plane
La dimostrazione che siamo arrivati in aereo e non a nuoto

Siamo a Ibiza. Il mio saluto all’isola è uno starnuto, e non è un buon segno.

La macchina

Potevamo scegliere una BMW cingolata con cannoni laser e jacuzzi incorporata, ma chi ce l’ha tutti quei soldi? Facendo un po’ di studi e di incrocio prezzi abbiamo scelto la Hiper rent a Car: con 90 euro ci portiamo via per 9 giorni una signora Polo ben accessoriata e con polizza assicurativa full che ci copre anche in caso di invasione aliena (tentare la sorte solo per pagare qualche euro in meno può non valerne la pena, tenetelo sempre a mente).

GIORNO 1
L’assalto a Eivissa e la conquista di Sant Antoni de Portmany (con puntata a Cala Comte)

Le note della radio locale saturano l’abitacolo di sonorità disco/soft/fusion/jazz/eccetera. Non esattamente la musica che ascoltiamo di solito, quel rock/metal/patapùm/ciaff! che meglio ci si attaglia. Eppure l’effetto è gradevole, che volete che vi dica, ci sta bene, tanto che alziamo il volume e ci godiamo questa deriva balearica dei nostri lobi frontali. Prima tappa: Eivissa. Vogliamo approfittare della mattinata per visitare la capitale, a cominciare dalla fortezza di Dalt Vila, una cittadella fortificata rinascimentale che domina la baia da un promontorio.

Dalt Vila
La fortezza di Dalt Vila

Qui nel 654 a.C. i Cartaginesi avevano fondato la città di Bes, poi occupata dagli arabi nel 902 e dai catalani nel 1235.

Dalt Vila
Pacifismo alla catalana

Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, il quartiere Dalt Vila è, come recitano le guide “un museo all’aperto” attraversato da un serpeggiare di strade e stradine, spesso sconnesse e ripide, su cui si affacciano palazzi storici e monumenti.

Dalt Vila
Lungo le strade di Dalt Vila
dalt vila
Poteva mancare una foto di alberi?
Dalt Vila
Lungo le strade di Dalt Vila
Dart Vila
Esercizio di fotografia estrema lungo i bastioni della fortezza

Nel punto più alto, il castello Almudaina e la Catedral Santa Maria de les Neus.

Catedral Santa Maria de les Neus
Campanile della Catedral Santa Maria de les Neus

Terminato il giro di Eivissa è giunto il momento di dare l’assalto a Sant Antoni de Portmany per conquistare la stanza d’albergo e soprattutto la doccia dal momento che, almeno io, sono sudato come una capra tibetana.

L’albergo

Decidiamo di soggiornare al NWT Sunset di Sant Antoni. Non pensiate che la scelta sia stata esente dal classico rito valutativo, la struttura è  stata a lungo in ballo con altri alberghi, tanto che a un certo punto su booking.com avevamo prenotati 4 alberghi differenti ed è stato un bel daffare anche ricordarsi di disdire per evitare salassi poco igienici sulla carta di credito. Alla fine ha vinto il NWT Sunset per alcuni semplici motivi:

  • Si trova in una zona un po’ defilata di Sant Antoni
  • E’ stato ristrutturato di recente
  • Ha un arredo semplice ma sostanzialmente di buon gusto
  • Ha un ottimo rapporto qualità/prezzo

Trovare parcheggio, per chi è di Roma come noi, non è un problema: come recita il detto ’in tempi di carestia ogni buco è galleria’, e i buchi dove buttare la nostra Polo non mancano.

Il pranzo

L’albergo conferma tutte le nostre aspettative, siamo soddisfatti. Ora siamo anche freschi di doccia. Ma, accidenti, siamo anche affamati! L’esplorazione di Sant Antoni pertanto comincia con la ricerca di un posto dove mangiare qualcosa, meglio se un polpo del quale sentiamo il richiamo già da Fiumicino. Posiamo le nostre nobili chiappe non-irlandesi al Café Tiburón, un onestissimo bar con cucina nei pressi del porto dove ordiniamo quello che si rivelerà un discreto polpo alla galiziana

pulpo a la gallega
Pulpo a la gallega

e un calamaro grigliato con una salsa verde il cui livello di bontà è proporzionale alla quantità di aglio al suo interno: buona ma stasera stateci alla larga se tenete alla vostra vita.

Calamari grigliati
Calamari grigliati con salsa verde anti-vampiri

Forse però, penso, tutto questo aglio mi aiuterà a sconfiggere più velocemente la febbre che sento salire di ora in ora. Etciù! No, non è un bel segnale…

La prima spiaggia

Con la pancia piena, e dopo un giro veloce di Sant Antoni, durante il quale scopriamo una delle abilità locali, disegnare enormi falli sui vetri delle macchine impolverate dalla sabbia, decidiamo di fare rotta verso Cala Comte, una delle spiaggie più bazzicate dell’intera isola, e il motivo è ben presto spiegato:

Cala Comte
Cala Comte, uno dei tanti scorci

Ora, leggerete da qualsiasi parte descrizioni come ‘acque cristalline’, ‘spiaggia bianchissima’ o altri voli pindarici del tipo “dove la luminosità del cielo azzurro lascia il passo a tramonti violacei e scarlatti di una bellezza sconvolgente e mozzafiato”.  Beh, è tutto vero. Ma è altrettanto vero che la densità di persone per metro quadrato è pari a quella che si registra nei centri commerciali all’apertura dei saldi: bisogna sgomitare come per entrare nella metro all’ora di punta e difendere il proprio angolo di spiaggia azzannando i polpacci di chiunque tenti di avvicinarsi.

Cala Comte
Cala Comte, supermassive beach

Una volta conquistato il proprio fortino si può godere delle bellezze paesaggistiche o dare sfoggio di disagio sociale leggendo l’ultimo articolo di fisica quantistica pubblicato su Le Scienze (cosa che si ripeterà spesso, come dimostrano le foto della nostra giornata a Formentera).

Cala Comte
I gabbiani al mare sono belli. A Roma un po’ meno
Cala Comte
Cala Comte, un altro scorcio

Oppure abbandonare il fortino per dare l’attacco alla Torre d’En Rovira (o Torre del Comte), dalla quale (si narra) si ha una privilegiata vista panoramica sulle isolette di Es Bosc, S’Espartar, Ses Bledes e sulla misteriosa Conillera. Già, si narra. Perché avventurandosi verso la torre improvvisamente questa scompare dalla vista, i punti di riferimento si annebbiano, la stradina si dissolve in uno sterrato senza senso e si rimane in piedi a fissare sgomenti l’orizzonte, come Maicon davanti alla prodezza di Dzeko

Finale

Facciamo ritorno alla base. Domani comincia il tour di Ibiza in auto e il programma è seguirne tutto il perimetro facendo delle puntate nelle zone interne. Obiettivo: vedere l’Ibiza più nascosta e selvaggia (senza tralasciare però cale e calette dove è imprescindibile andare). Ci sarà molto da fare, quindi meglio riposare un po’. A patto di riuscirci, visto il casino che imperversa nelle strade, dove turisti di ogni nazionalità fanno a gara a chi urla di più. Intanto la mia temperatura sale, forse supera i 39 gradi, forse i 40, chissà. Sdraiato sul letto osservo il soffitto mentre sento urlare in tedesco, in francese, in inglese, mi appare Padre Pio vestito da hooligan, ha la cresta di Nainggolan e sventola una bandiera del Belgio. Il Belgio sta giocando con la Svezia. Il Belgio vince 1-0. Tutto merito di Padre Pio, penso. E mi addormento.

[continua…]

Author: Federico

Appassionato di tecnologia, cinema, fotografia e viaggi, scrittore per passione e per sostentamento, dottore in scienze naturali, intriso di web fino al midollo. Una specie di Frankenstein: chiamatemi 'Frederàic'!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *