Amalfi esiste! Sembra strano, ma per me è stata molto a lungo una sorta di ‘luogo mitologico’. Fin dalle medie ne sentivo decantare tutte le possibili lodi dalla mia migliore amica, che lì ha passato ogni intera estate praticamente fino alla fine del liceo. Ma non le avevo mai verificate con i miei occhi, perciò tutti i suoi racconti hanno finito per collocarsi nella mia mente in un paesaggio astratto. Finché, con un ritardo di soli 25 anni, Amalfi è diventata anche per me reale grazie ad un fine settimana di primavera. E ha confermato tutte le lodi.

A partire dal viaggio per arrivare in paese, che è parte dell’esperienza: sia che prendiate la strada costiera, considerata tra le più belle del mondo, sia che optiate per il traghetto, quello che vedrete è una costa che precipita a picco nel mare, paesini arroccati, cupole luccicanti, verde, rosa, rosso, viola, blu dei fiori e delle piante, un caleidoscopio di colori amplificato dai riflessi nel mare, blu mediterraneo ovviamente.

Costiera amalfitana
Panorama dal traghetto

 

 

Rampicanti lungo la costiera amalfitana
Rampicanti lungo la costiera amalfitana

Se decidete per la strada sappiate però che oltre a essere molto tortuosa (no buono per chi soffre di mal di macchina…) in primavera e in estate è trafficatissima e i tempi di percorrenza si allungano a dismisura.

Traffico
Traffico lungo la strada costiera… Non oso immaginare ad agosto!

Io e la mia amica pertanto abbiamo preso il traghetto da Salerno: mezz’ora è sufficiente per attraccare al porticciolo di Amalfi. Da qui, basta attraversare il Lungomare dei Cavalieri e inoltrarsi nelle stradine per arrivare in men non si dica al fulcro del paese: piazza Duomo, dominata per l’appunto dalla cattedrale, dedicata a Sant’Andrea apostolo.

Un’imponente scalinata conduce lo sguardo (e i piedi alla bisogna) all’ingresso della chiesa, tanto bella quanti sono gli stili che sovrapponendosi nei secoli le hanno donato l’attuale aspetto: dal romanico all’arabo-normanno, dal bizantino al gotico fino al barocco.

Duomo d'Amalfi
Il Duomo d’Amalfi

Il complesso (la cattedrale infatti è composta da due basiliche comunicanti, una cripta inferiore, la scalea che porta all’ingresso, il campanile e il Chiostro del Paradiso) lascia davvero stupefatti e vi suggerisco assolutamente di ammirarlo con tutta calma sedendovi ai tavolini dei locali in piazza. Per rendere il tutto ancora più indimenticabile, tra uno sguardo al bellissimo campanile romanico della chiesa, uno al suo affascinante portico e un altro ancora al Cristo in trono in mezzo agli Evangelisti – raffigurato nel mosaico in cima alla facciata, scintillante d’oro – potete provare il caffè con la scorza di limone: una particolarità che trovate solo in costiera, non a caso rinomata per i magnifici limoni.

caffè
Caffè al limone in piazza
Limoni d'Amalfi
I famosissimi limoni amalfitani

Quando vi sembrerà di esservi riempiti occhi e pancia (la pasticceria locale è succulenta anche per chi non ama i dolci), potete lanciarvi nei vicoli del paese, così suggestivi tra botteghe e ristorantini, alla scoperta di scorci e dettagli, immersi nei profumi e nei colori che riempiono l’aria. Naturalmente schivando la ressa che nel periodo estivo è inevitabile.

L’asse principale è via Lorenzo D’Amalfi, che prosegue come via Pietro Capuano e via Cardinale Marino del Giudice per finire come Via delle Cartiere. La parte ‘posteriore’ del paese è solitamente trascurata, infatti io non ci ho trovato praticamente nessuno, ma vi consiglio comunque di arrivarci (dato che davvero la strada è breve) per due motivi: il primo è per ammirare i Monti Lattari a ridosso dei quali è stata costruita Amalfi e che incombono su di essa contrastando col suo tipico aspetto marino; il secondo è la presenza del Museo della Carta.

Monti Lattari
Monti Lattari e Museo della Carta
Ruota di mulino
Scorcio dell’Amalfi meno conosciuta

Amalfi infatti, una delle quattro potenti Repubbliche marinare come tutti sanno, è stata tra l’altro un importante centro di lavorazione della carta (c’e’ anche un bellissimo negozio dedicato a quest’arte: situato accanto agli antichi Arsenali, merita una puntatina). Il museo era chiuso quando ci sono passata dunque non posso dirne niente, però lungo la strada ci sono comunque begli scorci ai quali dedicare qualche minuto prima di buttarsi sul lungomare.

Quanto alle spiagge, io ho visto solo quella del paese, Marina Grande. Nonostante il nome, a me non è sembrata troppo ampia, in primavera era già affollatissima (sicuramente non si viene in costiera per evitare la gente) ed è composta da ciottoli piuttosto grossi… per qualcuno questo può essere una seccatura, ma io ho preso il sole senza problemi, anche perché il panorama è molto bello, diviso tra i colori delle case e degli stabilimenti alle spalle e quelli del Mar Tirreno di fronte.

Mare
La spiaggia di ciottoli
Mare
Vista dal lungomare

Lungo l’asse principale, da segnalare infine la minuscola piazzetta dello Spirito Santo con il presepe Fontana ‘Cap è ciuccio’, monopolizzato dai turisti e sicuramente molto particolare anche per chi come me non è appassionato del genere.

Presepe Fontana ‘Cap è ciuccio’
Presepe Fontana ‘Cap è ciuccio’

Il paese, come tutta la zona, è giustamente rinomato per la bellezza del mare e dei paesaggi, per gli scorci che si aprono nei vicoli, per l’artigianato (ceramiche, gioielli, oggetti in cuoio o d’ispirazione marina), per i limoni e il limoncello, per le cupole luccicanti… ma anche per il cibo. Io ho mangiato, benissimo, in due locali frequentati e consigliati dagli amalfitani stessi: il ristorante Marina Grande e la Trattoria dei Cartai. Il primo, con terrazza sulla spiaggia omonima, offre ottimo pesce e un’atmosfera raffinata; il secondo, in piazzetta Santo Spirito, è più ‘rustico’ e vale una cena.

Il caffè alla scorza di limone invece l’ho provato ai tavolini del Bistro’ fratelli Pansa proprio di fronte al Duomo, e per la colazione non posso non menzionare la pasticceria Pansa, a lato dello stesso: colazione che ancora ricordo per la bontà della coda d’aragosta con crema chantilly al limoncello e per i begli interni del locale, che è aperto ben dal 1830.
Rotto il ghiaccio, ora non mi rimane che ”scroccare” un’altro week end alla mia amica e andare alla scoperta del resto della costiera amalfitana

 

COME ARRIVARE

Abbiamo dedicato un post proprio a come arrivare in Costiera perché è parte dell’esperienza di viaggio. Potete anche vedere le opzioni qui

DOVE HO MANGIATO

Pasticceria Pansa

Bistro f.lli Pansa

Ristorante Marina Grande

Trattoria Dei Cartari

DOVE HO DORMITO

A casa della mia amica…

LE SPIAGGE

Info sulle spiagge della costiera e non solo di Amalfi, qui

Author: Simona

Viaggiatrice seriale, ha piazzato una bandierina in ogni angolo di mondo, ma da buona perfezionista qual è vuol continuare a mettere bandierine, facendo impallidire l’Emilio Fede di berlusconiana memoria

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